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Il Tribunale delle Anime

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Le case non mentono mai. Le persone, quando parlano di se, son  capaci di crearsi intorno delle sovrastrutture a cui finiscono perfino di credere. Ma il luogo in cui scelgono di vivere, inevitabilmente, racconta tutto di loro.

La natura spinge gli uomini a essere ottimisti, si disse è fondamentale per la sopravvivenza della specie trascorrere i pericoli potenziali, concentrandosi solo sui più probabili.

I bambini non hanno bisogno dei ricordi, imparano dimenticando.

Quando il presente è così intenso, non ti serve un passato.

La paura più grande di ogni essere umano, anche di quello che ha scelto di vivere come un eremita, non è la morte, ma morire da solo.

Perché il cuore di un uomo o di una donna non ha bisogno di cogliere “segni” a volte, fra miliardi di persone basta trovarsi.

Quante persone si incontrano casualmente e poi si lasciano andare come se niente fosse, senza sapere di essere perfette l’uno per ll’altra.

La sofferenza produce strani effetti. Indebolisce, e rende più fragili. Ma nel contempo rafforza la volontà che credevi di poter tenere a bada. Il desiderio di infliggere agli altri lo stesso dolore come se la vendetta fosse l’unico rimedio per placare il proprio.

In ogni individuo esiste qualcosa di innato, che va al di là della coscienza di se, dell’esperienza accumulata e dell’educazione ricevuta una scintilla che identifica ogni uomo più del suo o del suo aspetto.

La morte si prendeva i ricordi, anche quelli più belli, e li inseminava col dolore, rendendo insopportabile la memoria. La morte diventava padrona del passato. Il dubbio era peggio, si rendeva il futuro.

La vita è l’unico antidoto al dolore, si disse Marcus.

Il male non si nasconde nel buio. E’ nell’ombra. E’ li che riesce a falsare le cose.

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