Essendo stato archiviato il mio compleanno da un po’, è arrivato il momento di iniziare a leggere uno dei libri che mi hanno regalato.
Per uscire definitivamente dal blocco ho scelto questo. Un Chick lit , è vero che di solito mi aiuto con la Kinsella, di cui, tra l’altro, devo finire la saga, ma ho preferito questo.

Ringrazio Alessia per avermelo regalato, e per avermi fatto passare ore liete e a tratti divertenti.

Di libri così ne ho letti, non dico parecchi, ma qualcuno si. Diciamo che dopo poche pagine avevo capito come sarebbe andata a finire, ma mi mancava il come ci si sarebbe arrivati.

La copertina non mi fa impazzire. E’ rosa, e io odio il rosa. Magari odiarlo no, ma lo evito alla grande. La tendenza dei volti in copertina, a quanto pare continua, e io comincio ad esserne satura.

La scrittrice sembra brava, sembra esserci del potenziale e spero faccia di meglio.

La protagonista è Carlotta, quasi trentenne. Non bellissima, almeno lei si vede così: con la faccia da fragola.
Carlotta è senza lavoro, in lotta con una sorella che pare una dea di fotomodella. Una madre che le fa pressioni sull’età, sul matrimonio, sui figli, e sull’incapacità, anche tra le lenzuola, di tenersi un uomo. Un padre che l’adora. E poi c’è lui, Luca. Il suo coinquilino, aspirante romanziere, un adone, del quale lei, ovviamente è innamorata, e che porta a casa una ragazza diversa ogni sera.

Viviamo insieme a lei i suoi ultimi mesi da ventenne. La vediamo trasformarsi. La vediamo quasi rinascere a partire dal lavoro.
Sono mesi in cui Carlotta, lotta contro se stessa per cercare di tenere sotto chiave, i sentimenti che prova per Luca. Cerca di lottare contro la sorella, prima che s’intrometti nuovamente nella sua, già catastrofica vita.
Ci saranno una serie infinita di dispetti, di cose non dette, di situazioni brutte, di spasimanti, ma poi alla fine tutto va per il meglio, o per lo meno quasi tutto.

Ho preferito altri libri dello stesso genere lo ammetto, forse perché sono quasi tutti uguali, ma devo ammettere che l’ho letto in un giorno. Mi ha incollata, lo ammetto.