La vita ti getta tra i piedi qualsiasi cosa, tranne forse il lavello della cucina, e alla fine anche quello. Sta a te evitare gli ostacoli. Se lasci che ti fermino o ti distraggano, non stai facendo il tuo dovere, e non farlo ti provocherà dei rimpianti che ti penalizzeranno più di una schiena malandata.

Quante più facile essere coraggiosi sotto un getto di acqua calda. Ricordo a me stesso che in realtà non è questo il caraggio. Ciò che rovi alla fine non conta, il coraggio sta in quel che fai.

Non posso pensare a domani più di quanto on possa pensare a ieri

Sebbene odi il tennis, mi piace la sensazione che da una palla colpita alla perfezione.

La vita non è forse così? dice Perry. Piena di serrature assurde e altre cose inspiegabili?

Da vicino, a livello strada, più che intimidire, irrita.

Che io vinca o perda, rimango sempre lo stesso.

E’ sorprendente, dice, quante false credenze esistano a proposito del corpo umano, quanto poco sappiamo dei nostri stessi corpi.

Credevo di sapere cosa fosse un abbraccio, ma non sei ai stato abbracciato davvero prima di esserlo da un uomo con un torace di un metro e mezzo.

Ci sono molti modi per diventare forti, dice gil, e talvolta parlare è il migliore.

Com’è bello sognare ad occhi aperti.

Quant’è bello sognare, ma i sogni, dico a gil in uno dei nostri momenti di pausa, sono dannatamente stanchi.

Stancati, Andre. E’ lì che conoscerai te stesso al di la della stanchezza.

Una vittoria non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo nemmeno lontanamente.

Le ho detto che sarebbe stato pericoloso cedere alla paura. Le paure sono come le droghe pronte, le ho detto. Cedi a una piccola e ben presto ti ritrovi ad averne più grandi.

E quando qualcuno non capisce, e’ inutile cercare di spiegarglielo.

Sarai tu ho quello che c’è da sapere di una persona quando guardi la sua faccia nel momento di massimo trionfo.

A pochi di noi è concessa la grazia di conoscere se stessi, e finchè non ci riusciamo , la cosa migliore che possiamo fare è essere coerenti.

Per un attimo penso: se solo quando nasciamo, potessimo dare un’occhiata al nostro sorteggio nella vita, progettare il nostro cammino er la finale.

Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è box senza contatto. E’ uno sport violento, uno contro l’altro, e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring.

E’ per questo che siamo quì. Per combattere attraverso il dolore e, quando possibile, per alleviare il dolore altrui. Così sempclie, così difficile da capire.

E’ tipico dello sport, sei appeso a un filo o su un abisso senza fondo, guardi in faccia la morte, poi il tuo avversario, ola vita, ti risparmia e ti senti così benedetto che giochi con abbandono.

Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto.

Dico di tennisti: sentirete un sacco di applausi in vita vostra, ragazzi, ma nessuno sarà tanto importante per voi quanto l’applauso….dei colleghi. Spero che ciascuno di voi lo senta, alla fine.

 

open-agassiLo possiamo definire il libro dell’anno 2014? Tutti ne parlavano, tutti lo leggevano io invece lo regalai a scatola chiusa a mia madre. Quando ero piccola, ricordo che le piaceva, così a natale glielo regalai. E quasi un anno dopo, finalmente l’ho letto anche io.

Bello, coinvolgente, il ritmo mi è piaciuto. Frasi brevi, semplici ma che arrivano dritte e schiette, senza fronzoli. E’ la mia prima biografia, non sono il tipo che le legge, nel mio immaginario se vedevo lunghe pallose e non di certo appassionanti ora non se si ci sono biografie in giro scritte così, ma se ci fossero segnalatemele.

Sicuramente Agassi è un personaggio controverso, in conflitto più che con gli altri con se stesso. Si certo il padre è stato una persona determinante per la costruzione del suo io interno: fragile, incazzato con il mondo, insicuro, ma anche un uomo che non voleva fare i suo stessi errori, op er lo meno che non voleva inventare con lui. Ci sono tante persone nel mondo che non amano ciò che fanno, il loro lavoro lo fanno perché non hanno altra scelta. Agassi non si discosta molto da loro, certo tirare delle volee non è sicuramente come andare in fabbrica se il tuo sogno è un altro, ma lo stato d’animo è lo stesso. Penso che Andre Agassi sia sceso in campo in uno slam con la racchetta in mano, per il piacere di farlo solo poche poche volte.

Sicuramente rimarrà nella storia del tennis per alcuni suo traguardi, pochi neo papà hanno vinto un slam, uno dei pochi ad averli vinti tutti, uno dei pochi a ritirarsi così avanti con l’età.

Andre Agassi è l’esempio lampante che se trovi la persona giusta con chi condividere la vita, riesci finalmente a trovare anche un tuo equilibrio interiore, che ti aiuta nelle piccole sfide quotidiane, dall’alzarsi dal pavimento al mattino, all’accompagnarti al lettino del massaggiatore alla fine dell’incontro e non c’entra il fatto che sia un’attrice, una tennista o una commessa. L’importante è trovarla quella persona.

Oggi andare Agassi si vede poco, ma fa tanto. Forse palleggia ancora con la sua racchetta, ma solo con la moglie. Sicuramente non si sente, o o almeno lo spero, fuori posto. E’ una di quelle persone con cui andrei volentieri a cena, o che inviterei a casa per una serata. Perché sono convinta che sia assolutamente migliore di come si descriva nel libro.

Quest’anno, credo di aver capito bene ma non si sono informata abbastanza, dovrebbe essere uscito il libro del padre a risposta del suo. Ma vi dico, prendete l’informazione con le pinze.

Consigliatissimo.

Non intende finire la partita. Preferisce svignarsela che perdere con suo figlio. In fondo al cuore so che è l’ultima volta che giochiamo insieme.

Mentre faccio la borsa e chiudo il fodero della racchetta, provo l’eccitazione più grande da quando ho sconfitto il signor Brown. E’ la vittoria più dolce della mia vita, un trionfo che sarà difficile superare. Non la scambierei con una carriola piena di dollari d’argento, nemmeno con l’aggiunta di tutte le pietre preziose di zio Isar, perché è la vittoria che ha indotto mio padre a scappare da me.