Vitali ultimamente non mi appassiona più molto come prima. E sì che dall’ultimo che ho letto ho fatto passare apposta un bel po’ di tempo.
Le sue storie sono sempre ben scritte, mai banali e scorrevoli. Ma.. non mi divertono più come agli inizi. Infatti non l’ho divorato, ci ho messo un po’ a finirlo.

Ci troviamo a Bellano dove si parla della sua piccola e scarna fanfara.
Giusto otto persone che accolgono i turisti che sbarcano dal traghetto. Non è niente di che, ma visto che ce l’hanno un po tutte, perché Bellano dovrebbe essere da meno? Si certo, fa un po’ sfigurare il paese, ma per avere un corpo musicale decente c’è bisogno di qualcuno che si faccia carico delle varie incombenze e dei rapporti con le istituzioni.

A svolgere questo gravoso compito arriva il ragionier Geminazzi di Menaggio, dove ha sede la miglior fanfara del lago, la più illustre. Ben presto il ragioniere si trova a che fare con un podestà non proprio accondiscendente. Lui lo vorrebbe anche un corpo musicale di tutto rispetto, ma non si aspettava che Geminazzi fosse tanto accorto, risoluto e pretenzioso.

Pagina dopo pagina ci troviamo a leggere delle vicissitudini dei protagonisti, un po’ come se fossimo degli spettatori invisibili. Questa è la sensazione che ho avuto io. Devo dire che Vitali in questo è proprio bravo.

Chissà se Bellano, dopo tanto tribulare, dopo tante vicissitudini ce la farà ad avere una fanfara di tutto rispetto..

Penso che Vitali si sia superato. Decisamente una storia diversa rispetto a quelle che ci ha abituato. Dolce, semplice e lineare. Lontana dalla sua Bellano, anzi il nome del paese è addirittura ignoto. Paese piccolo, e che mette in salto pochi personaggi, che ruotano fin da subito attorno alla storia principale. Cosa si fa, come si reagisce se tuo figlio di 10 anni una sera a cena chiedesse: “ma Babbo Natale esiste veramente? perché non si fa mai vedere?” Domande che sorprenderebbero qualsiasi genitore e non. Qual’è l’età giusta per dire la verità? E’ giusto dirgli fin da subito come stiano realmente le cose, o è meglio il contrario? Il papà di Tom decide che è meglio aspettare ancora un po, così comincia ad arrampicarsi sugli specchi… ma no, Babbo Natale esiste, non si fa vedere perché tanto indaffarato.. allora perché Rebecca dice che non esiste.. e via dicendo. Chi la vince? Non si sa. Ma Tommaso non è proprio convinto. Tom, bambino puntuale, preciso, onesto, bravo a scuola, cambia. Il giorno dopo fa tardi a scuola (chissà come mai) è distratto in classe, pensieroso. Finché all’intervallo, confida un segreto al suo amico del cuore Carmine, figlio del maresciallo dei Carabinieri del paese. Così ora sono in due ad essere distratti, pensierosi, e con la testa fra le nuvole. Come possono convincere la loro compagna di classe che Babbo Natale esiste? Come possono fare? Eppure lo sanno che esiste, lo hanno visto! Vedere Babbo Natale, che cosa meravigliosa. Lo rinfacciano alla loro compagna, che curiosa e incredula s’imbatte anche lei in Babbo Natale. Peccato che il papà di Carmine lo arresta. Per chissà quale motivo, ma Babbo Natale non può stare in carcere. A chi chiedere aiuto? D’altronde se esiste lui, esisterà anche la Befana, e chi meglio di lei può aiutarlo? Davvero una storia piacevole, scorrevole, dolce e ovviamente adatta al periodo natalizio. Non adatta ai più piccoli, ma a quelli un po’ più grandi esempio quelli di prima media., a mio avviso. Sarebbe bello se questo piccolo testo potesse entrare nelle scuole come scelte di lettura. Molto carina l’idea delle illustrazioni, che rappresenta la scena principale del capitolo che si sta per leggere.

 

Altro libro prestato dalla mia insegnante di cucito, anche questo libro si legge davvero in pochissimo.. ma…

Secondo me, se avete altri libri da leggere o da comprare, fatelo. Il più brutto,, di Vitali, finora letti.
Scontato, per niente divertente, banale, i personaggi e la storia. E la cosa mi è dispiaciuta. Anche la mia insegnante la pensa come me; nota positiva pochi personaggi e come sempre ben definiti.

La storia inizia quando un ragazzino va a prendere il sole con la mamma, si spinge fino al fiume, dove la sua attenzione cade su una farfalla, una bella farfalla. Come tutti i bambini la segue, fino a scoprire che non è quello che crede, ma è una carta d’identità, senza foto ma con le generalità leggibili. Il bambino consegna il tutto ai genitori.

Ilde esiste per davvero, anche se non ha un volto per i carabinieri. E’ una donna lavoratrice, sposata con un casso integrato della stessa azienda, e una vita mediocre. Problemi coniugali e con un solo stipendio, il suo, a mandare avanti la baracca.
Finché un giorno non conosce un uomo, un marpione, il giometra Berghetti; (Attenzione, il mio non è un errore di ortografia, forse è la cosa più divertente del romanzo) col quale si concede un pomeriggio allegero, e uno scambio fortuito dii carte d’identità.

Il marito, Oscar, passa di palo in frasca, per capirci qualcosa e cercare di smentire i suoi sospetti, inutilmente, si ritrova a pranzare con il giometra che…

L’ho trovato inconcludente, non mi ha soddisfatta, e a voi? Lo avete letto? come lo avete trovato?

 

 

Io e la mia insegnante di cucito, abbiamo in comune per Andrea Vitali. E siamo arrivate a scambiarci i suoi libri, infatti me ne ha prestati due, tra cui questo.

Il segreto di Ortelia al momento è il più simpatico che ho letto fino ad ora. Lo si legge tranquillamente in un pomeriggio.
Divertente, come la maggior parte dei suoi volumi, allegro, fresco, molto scorrevole. E soprattutto senza i milioni di personaggi che di solito contraddistinguono le sue storie. I personaggi sembrano relegati in secondo piano, arrivano in poche pagine, se non righe, ad essere personaggi primari.

Protagonista indiscusso del libro è Amleto Selva, che arriva a Bellano ragazzo, 27 anni circa, con la voglia di fermarsi e far quello che va fatto: sposarsi, metter su bottega.
Seppur con facilità si sposa, ma scoprirà subito che la moglie Cirene ha grosse difficoltà a svolgere i così detti “doveri coniugali”. Ma questo non impedirà alla coppia di avere una figlia, Ortelia. Questo problema condizionerà, inevitabilmente, la loro vita. Mentre Cirene, resterà lontana dal marito limitandosi a dargli da mangiare, crescerà la figlia; Amleto farà la bella vita, spassandosela con i compari del paese e lavorando molto sodo, dall’alba al tramonto.

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Parto con il dire che ho difficoltà a stare dietro a questo autore! Scrive libri come se piovesse e quindi quando penso di aver recuperato un po’ di terreno …. mi ritrovo pubblicati uno e due libri!! :/

Caratteristica di Vitali scrittore è l’intreccio dei suoi personaggi. Se solo ne mettesse uno o due in meno la mia memoria su di loro ne gioverebbe…ma Vitali è Vitali e non si discute ;) !!

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[image width=”200″ height=”” align=”left” frame=”color”]https://www.libroinborsa.it/wp-content/uploads/2013/01/Il-Maccanico-Landru.jpg[/image]

 

Partiamo dal presupposto che Vitali è una certezza! Una simpatica certezza, eh sì perché Vitali è un autore simpatico, scorrevole ed è davvero esilarante. Sembrano storie semplice, ma in realtà i personaggi sono ben strutturati e con caratteristiche sempre nuove.

Come tutte le sue storie, anche questa è ambientata a Bellano sulle rive del lago di Lecco. Siamo intorno agli anni ’30 nel pieno del fascismo. E in questa ridente cittadina arrivano sei personaggi, che di certo non sono in cerca d’autore. Sono sei meccanici che arrivano a Bellano per modernizzare lo stabilimento sulla quale si fonda la piccola comunità: il cotonificio. Tra questi spicca Landru, un bell’uomo, affascinante che diviene molto “corteggiato” dalle nubili del paesino. Ma codesta persona è tutt’altro che un personaggio positivo e buone intenzioni. Questi meccanici portano non pochi problemi, infatti il nostro simpatico autore è molto bravo a far capire come la venuta di semplici forestieri possano creare disagi e far cadere gli equilibri della comunità.

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