Perché non può mandare a fanculo qualcuno in qualsiasi posto.

Betty Boop era, è e sempre sarà una donna sensuale e dai forti connotati sessuali.

Se vuoi essere un bravo giornalista, devi leggere romanzi, ragazzo, non c’è mai stato un grande giornalista che non fosse innanzitutto un buon lettore, te lo assicuro.

Non sanno che Nurit Iscar è abituata a leggere in qualsiasi circostanza: camminando, viaggiando sull’autobus, o nel metrò, in fila in banca, perfino al cinema. finché non spengono le luci e il film inizia.

C’è un’altra vita, sì, ci sono tante altre vite, risponde il ragazzo, la questione è vivere quella che uno vorrebbe vivere.

Si può esporre il proprio parere, ma non si può spacciare un’opinione per informazione.

La proprietà intellettuale è sempre una materia controversa.

La notte è generosa, pensa, ti offre sempre qualcosa.

Quali sono i meccanismi dell’amore che ti portano a non vedere ciò che non si vuole vedere?

Quando qualcuno dice “da sogno” da per scontato che tutti abbiano lo stesso sogno.

La solitudine è uno stato d’animo interiore che si può provare persino stando tra la gente, ritiene.

Non dimentica mai i crimini impuniti, perché racchiudono sempre qualcosa che è più tremendo del crimine stesso.

Un romanzo è un’opera di finzione. E la mia unica responsabilità consiste nel raccontarlo nel migliore dei modi.

 

Lo ammetto l’ho preso perché mi piaceva sia la copertina che il titolo. Non leggo mai la trama (ecco dai, linciatemi pure) Io vado ad istinto! Io sono così. Lo comprai in occasione del flash mob di marzo “io compro un libro”, non sapevo cosa aspettarmi, ed ho avuto sentimenti contrastanti.

Partiamo dal punto che è un giallo (ma dai? dalla copertina non lo avevi capito? ehm..no)  e la Betibù che intendiamo noi, non centra nulla!
Betibù è un soprannome, di chi? Non ve lo dico, vi ho già detto troppo. Ma Betibù deve capire qualcosa su una serie di omicidi, che sembrano suicidi, avvenuti nella zona ricca della città. Una zona chiusa dove per entrare devi superare una serie di controlli che nemmeno vi immaginate e anche un po assurdi. Ma così è!!

Betibù non sarà sola ad investigare ha una “squadra” un po particolare. No, niente C.S.I , Ris, Ncis.. niente di tutto questo. Con lei ci sono un giornalista di cronaca nera ormai declassato, il “pivello” della cronaca nera, e lei.. lei è una scrittrice, che è stata stroncata e da allora è una ghost writer.

Il libro mette a confronto i vari modi di fare giornalismo. La vecchia scuola, sul campo, tra le gente, con i vari contatti, informatori. La nuova generazione tutta google, wikipedia e internet che dalla strada non interessa nulla.
Nella storia troviamo un intreccio di vite, di storie ben fatto, in alcuni tratti un po scontato, ma non male.

Non amo il genere, ma devo dire che non è stata brutta lettura, anche se ho fatto fatica, sia per questo sia perché la punteggiatura è totalmente assente, esclusione fatta del punto fermo. Non so se sia una scelta di traduzione (se è così è terribile come scelta) o se è fatto così anche l’originale. Insomma poca punteggiatura, niente virgolettatura nei dialoghi. A volte, o meglio spessissimo, mi perdevo, non capivo se era un dialogo o meno.
Sotto questo punto di vista la lettura è stata difficile.

Nota carina, per chi segue il calcio come me, spiega il perché del soprannome di Carlitos Tevez. Io non lo sapevo, sì non sono juventina. Ora lo so.