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Quando vedevo in libreria questo libro, non mi ispirava, non mi diceva nulla. Poi ho visto la sua intervista a Ti Racconto un Libro, e mi sono detta: Perché no? Come in tutte le cose dobbiamo andare oltre, capire e non essere prevenuti. La scrittrice ha dedicato il libro a suo marito. Cosa c’è di strano? Suo marito non c’è più! Lei è giovane, ha 31 anni, e si è sposata nonostante la malattia di lui. Questa è grande forza, coraggio, e mi sono detta che solo per questo lo avrei dovuto leggere. E così ho fatto! Pentita? No per niente, ma…
Io non leggo mai la trama, mi faccio ispirare dal titolo, dalla copertina. Non leggo mai i commenti sul web, anche alcune volte cedo, come in questo caso. Ho letto commenti entusiasti, di persone catturate, rapite.. io no! (forse è per questo che non leggo i commenti, per non farmi influenzare). La storia non mi ha rapita, fino al finale che ho letto in una sera.

I protagonisti sono Vaclav e Lena, due ragazzi russi in una New York di oggi. Vaclav ha alle spalle una famiglia, soprattutto, una mamma presente ma soprattutto molto ansiosa. Lena, invece, è l’opposto, non è seguita dalla zia, i suoi genitori non si sa dove siano, non parla bene inglese, è schiva, e ruba da mangiare a casa di Vaclav.
Lui ha un sogno: Diventare un mago famoso e Lena è e sarà la sua assistente.


Tutta la prima parte del libro  ruota intorno a questo. alla preparazione di uno spettacolo da fare a Coney Island. Progetti, elenchi, troppi elenchi per un bambino di 9 anni, compiti in classe, corsi di inglese, la vita di questi due bambini si svolge normalmente, ma un giorno questa routine sparisce. Lena, come tutte le sere rimane a cena da Vaclav, e la mamma, Rasia, la porta a casa.. e Lena sparisce senza preavviso, senza una spiegazione. Nel libro si capisce che qualcosa è successo ma non si capisce cosa. Lo si scoprirà quasi alla fine del libro.

Lo spazio temporale è davvero ampio, di quasi 10 anni. La nota positiva, è la capacità di no farla pesare, raccontando in poche pagine, come vivono i ragazzi una volta separati. E da qui secondo me il libro prende piede. Si, perché inizia  a capirsi qualcosa, le emozioni profonde dei due giovani. Le paure, le differenze di vita. Ma quando un’amicizia è vera, ti prende le viscere e basta poco per ritrovarsi, come se non ci si fosse mai lasciati, nonostante i cambiamenti. Lena ha tante lacune, tante domande a cui rispondere, chissà se il suo amico, il suo grande amore lo aiuterà. Se tutto avrà una logica o no.

Avete anche voi un amico/a lasciato indietro, perché la vita ti ha portato altrove? Quella persona che non volete tirare fuori per paura che si dissolva nel nulla? Chiamatelo/a la vita potrebbe sorprendervi. La bellezza del libro sta in questo.

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