Eravamo proprio sfigati: quando eravamo stati in grado di leggere correntemente, non avevamo più nulla da leggere.

Non c’era regime politico, ne restrizione economica che potessero togliere a quelle femmine la voglia di essere ben vestite. Una voglia antica come il mondo antica come la voglia di diventare madri.

“Mi ha detto che Balzac le ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile”

Eccomi per raccontarvi un’altra mia lettura. Come state? Io dopo l’appendice bene, anche se sono raffreddata come il mio solito. Spero che questo fine settembre sia piacevole!! 🙂

Avevo questo libro in lista penso da un paio d’anni circa: mi è davvero difficile smaltire la lista in tempi ragionevoli, o mi arrendo o non so.

La storia è ambientata nella Cina di Mao Tse Tung, in un paese in cui si viene puniti e messi in cella per in niente. Ciò che è occidentale o non riguarda Mao non è ben visto. Tant’è che i giovani dell’epoca vengono mandati in “rieducazione” in montagna. Come i nostri protagonisti, che vengono mandati nella montagna di Phenix. Le loro colpe? nessuna. O meglio le colpe sono dei genitori. Il narratore ha genitori medici e sono considerati appunto nemici del popolo. Il nostro amico suona il violino anche se non troppo bene, l’altro ragazzo si chiama Luo e suo padre, dentista, ha criticato Mao dopo avergli curato i denti.

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