È incredibile come la paura venga costruita dentro di te sai tuoi genitori e dagli altri che ti circondano. All’inizio sei innocenza pura; non sai nulla.

Ma per quanto costretta, trovai nei libri la mia via di fuga come succedeva con i miei sogni, la realtà dei libri che leggevo era più forte di quella che mi circondava. Quando leggevo un libro, cio che mi stava attorno smetteva di esistere. Scompariva l’infelicità della mia famiglia – i feroci litigi dei miei genitori, l’amarezza di mia nonna a cui era stato portato via tutto.

Hagedusic disse “Non devi compiacersi di avere troppe idee. Sei un bravo artista, può darsi che ty abbia un’idea buona; se sei un genio, può darsi che tu ne abbia due. Punto.”

Il mondo dell’arte è curioso. CeC gente che ha l’abilità e l’energia non solo di realizzare una determinata opera ma anche di esporla nel posto giusto al momento giusto. Alcuni artisti capiscono che il tempo necessario per farsi venire un’idea pari a quello necessario a trovare sia il modo sia l’infrsl’infrast per sostenerla.

C’è una parte di me che è eccitata dall’ignoto, dall’idea correre rischi. E quando si tratta di fare cose rischiose, non mi tiro indietro. Mi butto a capofitto.

Mi ero convinta che l’arte dovesse essere disturbante, dovesse predire il futuro. Ma se l’arte non è che politica, diventa come un giornale. Puó essere usata una volta e il giorno dopo é come una notizia ormai priva di attualità. Solo significati stratificati possono dare lunga vita all’arte: in questo modo, la società prende dall’opera ció che le serve.

Il dolore e come una porta sacra da cui si accede a un altro stato di consapevolezza. Quando varcavi quella soglia si apriva un’altra dimensione.

Il Dalai Lama […] disse che si possono dire le verità più terribili se prima si apre il cuore umano con l’umorismo. Altrimenti il cuore si chiude e non entra nulla.

Tutti noi dobbiamo arrenderci ai cambiamenti, e la morte è il più grande cambiamento di tutti.

Ho sempre pensato che la morte dovrebbe essere una festa. Sì entra in una nuova dimensione. È un passaggio radicale. I Sufi dicono ‘la vita è un sogno. La morte è risveglio’ .

A volte i morti si lasciavano alle spalle cose che non ci avrebbero mai rivelato da vivi.

Mi venne in mente su come guerra e violenza portino l’uomo al vuoto spirituale.

Puo essere l’arte isolata dalla vita? Deve esserlo? Cominciai a essere sempre più convinta che l’arte deve essere vita. Deve appartenere a tutti. Sentivo, con un’intensità mai provata prima, che ciò che avevo creato aveva uno scopo.

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