“… è proprio vero che possedere un titolo di studio non sempre è sinonimo di educazione”

“Tutto quello che fai nella vita, prima o poi ti servirà”

“Suor Alphonsine, mi ripeteva sempre che la cultura è l’unica arma della quale ci si può impossessare e grazie a questa superare molti degli ostacoli della vita”

“Sai Antoinette, la felicità non è nei luoghi, ma nelle persone che incrociamo nel corso della nostra vita”

 

 

“Li chiamiamo mostri perché li sentiamo lontani da noi, perché li vogliamo diversi.”

Perché un uomo ha dei punti deboli e può essere catturato. Un mostro no.

La sofferenza ha un compito. Serve a ricomporre i legami tra le cose dei vivi e quelle dei morti. E’ un linguaggio che sostituisce le parole.

La morte è una signora molto seducente.

I bambini sanno spremere la felicità da tutto quello che gli capita.

Concluse che il bene e il male spesso si confondono. Che l’uno a volte, è lo strumento dell’altro e viceversa.

Sono più spesso le tragedie umane che i successi  a legare le persone, pensò Mila.

“Stiamo accanto a persone di cui pensiamo conoscere tutto, invece non sappiamo niente di loro.”

“Perché se c’è una cosa che ho imparato, è che il buio ci chiama, ci seduce con la sua vertigine. Ed è difficile resistere alla tentazione… quando torno fuori insieme alla persona che ho salvato, mi accorgo che non siamo soli. C’è sempre qualcosa che ci viene appresso da quel buco nero, rimanendoci attaccata alle scarpe. Ed è difficile sbarazzarsene”

La vita ti getta tra i piedi qualsiasi cosa, tranne forse il lavello della cucina, e alla fine anche quello. Sta a te evitare gli ostacoli. Se lasci che ti fermino o ti distraggano, non stai facendo il tuo dovere, e non farlo ti provocherà dei rimpianti che ti penalizzeranno più di una schiena malandata.

Quante più facile essere coraggiosi sotto un getto di acqua calda. Ricordo a me stesso che in realtà non è questo il caraggio. Ciò che rovi alla fine non conta, il coraggio sta in quel che fai.

Non posso pensare a domani più di quanto on possa pensare a ieri

Sebbene odi il tennis, mi piace la sensazione che da una palla colpita alla perfezione.

La vita non è forse così? dice Perry. Piena di serrature assurde e altre cose inspiegabili?

Da vicino, a livello strada, più che intimidire, irrita.

Che io vinca o perda, rimango sempre lo stesso.

E’ sorprendente, dice, quante false credenze esistano a proposito del corpo umano, quanto poco sappiamo dei nostri stessi corpi.

Credevo di sapere cosa fosse un abbraccio, ma non sei ai stato abbracciato davvero prima di esserlo da un uomo con un torace di un metro e mezzo.

Ci sono molti modi per diventare forti, dice gil, e talvolta parlare è il migliore.

Com’è bello sognare ad occhi aperti.

Quant’è bello sognare, ma i sogni, dico a gil in uno dei nostri momenti di pausa, sono dannatamente stanchi.

Stancati, Andre. E’ lì che conoscerai te stesso al di la della stanchezza.

Una vittoria non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi non è così piacevole quant’è dolorosa una sconfitta. E ciò che provi dopo aver vinto non dura altrettanto a lungo nemmeno lontanamente.

Le ho detto che sarebbe stato pericoloso cedere alla paura. Le paure sono come le droghe pronte, le ho detto. Cedi a una piccola e ben presto ti ritrovi ad averne più grandi.

E quando qualcuno non capisce, e’ inutile cercare di spiegarglielo.

Sarai tu ho quello che c’è da sapere di una persona quando guardi la sua faccia nel momento di massimo trionfo.

A pochi di noi è concessa la grazia di conoscere se stessi, e finchè non ci riusciamo , la cosa migliore che possiamo fare è essere coerenti.

Per un attimo penso: se solo quando nasciamo, potessimo dare un’occhiata al nostro sorteggio nella vita, progettare il nostro cammino er la finale.

Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è box senza contatto. E’ uno sport violento, uno contro l’altro, e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring.

E’ per questo che siamo quì. Per combattere attraverso il dolore e, quando possibile, per alleviare il dolore altrui. Così sempclie, così difficile da capire.

E’ tipico dello sport, sei appeso a un filo o su un abisso senza fondo, guardi in faccia la morte, poi il tuo avversario, ola vita, ti risparmia e ti senti così benedetto che giochi con abbandono.

Anche se non è la tua vita ideale, puoi sempre sceglierla. Quale che sia la tua vita, sceglierla cambia tutto.

Dico di tennisti: sentirete un sacco di applausi in vita vostra, ragazzi, ma nessuno sarà tanto importante per voi quanto l’applauso….dei colleghi. Spero che ciascuno di voi lo senta, alla fine.

 

Quando il male ti sfiora all’improvviso, come una medusa in mare, ti ricordi che esiste e che può avvolgerti,

in maniera del tutto indipendente dalla tua volontà.

Un bravo medico legale non tralascia nessun dettaglio e prende in considerazione tutte le ipotesi.

Troppa perfezione può anche stancare.

Com’è unica la sensazione di essere scoperta per la prima volta da qualcuno, pensò Diana.

Chi si dedica alle parole non può essere toccato dalle brutture del mondo.

“Il male è quell’anomalia davanti agli occhi di tutti ma che nessuno riesce a vedere”.

nessuno l’ammette mai, ma la morte delle persone a cui vogliamo bene ci perseguita come un debito impossibile da pagare.

A ogni modo, le prime volte, belle o brutte che fossero, creavano un ricordo indelebile e una strana magia. E contenevano una lezione preziosa da spendere per il futuro. Sempre.

Non voglio farle cambiare idea, ma alcuni pensano che salvaguardare la componente malvagia della natura umana sia indispensabile per la conservazione della nostra specie. 

Ma ad un certo punto si era detto: se un gioco fa paura, allora forse non è soltanto un gioco.

Un esercito per resistere ha bisogno di una guerra.

 

 

Questo mestiere richiede razionalità, mano ferma rettitudine. Le donne non sono fatte per i lavori di fino, sono buone per le occupazioni ripetitive, come le faccende domestiche che sono sempre uguali.

Scoprii così che sono i derelitti i più inclini ad aiutare chi condivida la loro condizione.

E’ grazie alle finiture che un libro si presenta al mondo e riesce ad attirare l’attenzione.

Bisogna essere felici a Natale, che se ne abbia voglia o meno.

Il cordoglio è come la pioggia, dopo un po’ diventa molesto.

Bruciare o essere bruciati ciò che scegliamo di fare si ritorce sovente contro di noi in modo inaspettato.

E’ strano come noi donne possiamo dare tanto nell’occhio, o al contrario, risultare invisibili a seconda delle

circostanze.

Non bisogna aver paura delle lacrime, sono soltanto gocce di acqua salata.

Vero o falso che sia, ciò che si dice degli uomini ha tanta importanza nella loro vita e soprattutto nel loro destino quanta ne hanno le loro azioni.

Essere un santo è l’eccezione; essere giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate ma siate giusti.

“Insegnate quante più cose potete agli ignoranti. E’ una colpa della società quella di non istruire gratuitamente: essa è la responsabile del male che cagiona”.

“Il bello è utile quanto l’utile” e aggiunse dopo una pausa “forse anche di più”.

Temiamo invece noi stessi. I pregiudizi sono i veri ladri, i vizi sono i veri assassini. I grandi pericoli sono dentro di noi. Che importa ciò che minaccia la nostra testa o la nostra borsa? Guardiamoci soltanto da ciò che minaccia la nostra anima.

Bisogna concedere qualche cosa a quelli che sono in basso, ai presenti, a quelli che sudano il loro pane, ai miserabili. Perciò diamogli da bere le leggende, le chimere, l’anima, l’immortalità, il paradiso, le stelle, inghiottono tutto. E’ il loro companatico. Chi non ha niente ha il buon Dio: Non c’è nessun male e io non mi oppongo affatto, ma per me tengo il mio Naigeon! Il buon Dio è per il popolo.

“Voglio dire che l’uomo ha un tiranno, l’ignoranza”.

“La conoscenza è una certa quantità di scienza innata che possediamo in noi stessi.”

Distruggere un abuso non basta, bisogna modificare i costumi.

“sì, le brutalità del progresso si chiamano rivoluzioni”.

Il mondo confonde le stelle disegnate dai piedi delle anatre sul fango con le vere stelle che brillano nella profondità del cielo.

perché un carattere, come una roccia, può essere perforato da una continua goccia d’acqua. E quei solchi sono incancellabili, indistruttibili.

L’anima dei giusti nel sonno contempla un cielo misterioso.

“Non parliamo a casaccio, ne troppo presto, meditiamo, se vogliamo essere brillanti.”

Le braccia delle madri sono fatte di tenerezza e i bimbi vi dormono profondamente.

Un buon sindaco è utile. Non ci si deve ritirare quando si può far del bene.

Ricordatevi, amici miei: non esistono cattive erbe, ne cattivi uomini, esistono soltanto dei cattivi coltivatori.

Si trovano diamanti soltanto nelle tenebre della terra: si trovano le verità soltanto nelle profondità del pensiero.

Grazie al cielo, i popoli sono grandi anche senza le lugubri avventure della spada.

Spesso, battaglia perduta, progresso conquistato. Meno gloria più libertà

Una piccina senza bambola è quasi disgraziata e infelice come una donna senza figli.

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La definizione stessa di “salute mentale” è la capacità di partire alla civiltà dei consumi.

Le cose che si scoprivano su se stessi allevando figli non erano sempre piacevoli e allettanti.

Senza privacy non c’era scopo nell’essere un individuo.

Si dovrebbe offrire solo ciò che si è effettivamente in grado di dare.

 

 

Dio, il parcheggio è proprio uno stress, tutti che continuano a suonarti. E poi è difficile entrare in retromarcia in un posto con tutta la gente che ti guarda e ti mette in imbarazzo. Dovrebbero capirlo, invece di starli a darsi gomito e a ridere. 

“Mia moglie non se ne occupa – disse Carlo- le piace di più, nonostante le raccomandino il moto, di restare sempre in camera a leggere.” “Proprio come me, esclamò Leone, del resto che c’è di meglio che starsene la sera accanto al fuoco con un libro sotto il lume mentre il vento sbatte ai vetri. [] Non si pensa a niente, continuò lui, il tempo passa. Si viaggia, senza neppure muoversi, per paesi che ci pare di vedere, e il pensiero, correndo con l’immaginazione, fantastica in particolari o segue il filo delle avventure, confondendosi nei personaggi.”

Io mi stupisco che ai giorni nostri, disse Hamais, in un secolo di lumi, ci si ostini ancora a proibire uno svago intellettuale, inoffensivo, incentivo della morale e qualche volta perfino igienico; non è vero Dottore?

Non bisogna toccare gli idoli: un po’ della doratura ci resta attaccata alle mani.