“… è proprio vero che possedere un titolo di studio non sempre è sinonimo di educazione”

“Tutto quello che fai nella vita, prima o poi ti servirà”

“Suor Alphonsine, mi ripeteva sempre che la cultura è l’unica arma della quale ci si può impossessare e grazie a questa superare molti degli ostacoli della vita”

“Sai Antoinette, la felicità non è nei luoghi, ma nelle persone che incrociamo nel corso della nostra vita”

 

 

Questo romanzo mi è stato inviato dalla casa editrice Umberto Soletti.

Un romanzo con protagoniste due donne: Antoinette e Julie.

Antoinette la conosciamo da bambina, la vediamo scappare, per fortuna mi oso a dire) dalla sua famiglia d’origine, per vederla approdare nella Parigi degli anni ’80.
Antoinette è una ragazzina vispa e intelligente, e nonostante il suo destino fosse quasi scritto, riesce ad evitarlo, e grazie alla volontà si riscatta e riesce ad affermarsi.

Parallelamente, conosciamo Julie.
Julie si ritrova accanto un marito che capisce, di non aver mai conosciuto veramente. Ciò accade proprio per caso, e pensa di essere ormai in un vortice senza fine.

D’un tratto, troviamo le nostre protagoniste, grazie ad un salto temporale, casualmente nello stesso ristorante in Italia.
Le due donne si accorgeranno che la vita ha riservato loro grandi, e inaspettate sorprese, e che non tutto è ciò che è, o che sarebbe potuto essere.

Il libro non mi è dispiaciuto, si è fatto leggere, e quasi non mi sono accorta dello scorrere delle pagine.
Personalmente mi sono affezionata ad Antoinette. Questa sua vita travagliata, e di riscatto mi è proprio piaciuta. Non che quella di Julie fosse da meno, ma a pelle vorrei essere amica di Antoinette.

Per me è stata una piccola coccola, di quelle che ti concedi di tanto in tanto, di quelle brevi che ti lasciano un po’ così, ma che sai che presto te ne concederai un’altra.