Grazie al gruppo di lettura e grazie ad instagram, mi sto avvicinando molto ad una lettura femminile, più coscenziosa, quasi più ‘informata’ se vogliamo dire, e forse ve ne siete accorti.

Indomite, come vi dicevo, l’ho visto su vari profili instagram e non potendo più fare a meno di graphic novel me lo sono prenotata in biblioteca.

Qui sono racchiuse quindici biografie di donne che per motivi diversi hanno cambiato la storia, che ci permettono oggi di godere privilegi altrimenti non godibili: come per esempio il costume da bagno, il nuoto sincronizzato , donne guerriere o una donna a capo dell’impero cinese.

Poche pagine a biografia che ci permettono di scoprire donne poco conosciute, la graphic novel ci da l’imput per andare ad approfondire la loro conoscenza.

Le tavole, o strisce (il termine esatto non lo conosco) sono molto carine, pulite e fatte bene. Ho adorato che al termine di ogni biografia ci sia una tavola a colori su due pagine, dedicate al personaggio.

Assolutamente consigliato se volete sapere, per esempio perché la giornata mondiale contro la violenza delle donne è il 25 novembre.

 

Lo so, lo so, ma ho ceduto. Quando ho scoperto che sarebbe uscito un nuovo libro ho cominciato a rompere alla mia super libraia. Ho sperato che fosse l’ultimo delle sfumature dal pov di Christian, e invece è una nuova storia.

Lo so non è alta letteratura, ma ogni tanto ho bisogno di perdermi in quest storie.

C’è sesso? Sì, ma non nulla come i precedenti, niente di bondage o sadomaso.

The mister è la storia di Alessia e Maxim.
Maxim è un uomo che a seguito della morte del fratello più grande, eredita tutto. Dal titolo nobiliare di ‘Lord’ a tutte le tenute, personale e affari di famiglia.
Affranto dal dolore per la perdita, cerca di capire come gestire il nuovo ruolo e responsabilità. E’ decisamente un amante seriale, una donna diversa ogni giorno, finché non incontra Alessia.

Alessia è una ragazza giovane molto coraggiosa con un talento naturale per la musica: suona divinamente il pianoforte. Ed è la domestica di Maxim.

Nel momento in cui si incontrano le loro vite cambieranno inesorabilmente. Lui cercherà di farsi conoscere per quello che è, senza fronzoli e titoli nobiliari. Lei cercherà di capire se ha la possibilità di averlo sempre accanto.

Ovviamente c’è il cattivo che li vuole separare.

Insomma a questo libro non manca nulla delle storie della James.

Mi è piaciuto? Gli do ***, non mi aspettavo chissà che, ma sarò sincera: l’ho finito in de giorni, non volevo staccarmi e volevo sapere.

Piccola nota: mi è sembrato che la traduzione fosse migliore rispetto alle precedenti.

L’Orma editore si conferma una piccola casa editrice ma di grande livello.

La biblioteca di Gould è una raccolta di racconti che ho scovato tra i suggerimenti di lettura sul Kobo (ogni tanto mi ricordo di averlo e vado a spulciare).
Se mi conoscete da un po’, sapete che i racconti non sono proprio il mio genere, mi lasciano un grosso senso di incompiutezza.
All’inizio ho faticato ad inquadrarlo perché tutti i racconti hanno due fili conduttori: Gould e la voce narrante (sappiamo solo che è un suo amico).

Nel momento in cui ho capito che non avevo bisogno di inquadrarlo, sono entrata nel libro.
Si evince sicuramente che Gould è un personaggio molto particolare, non risulta spocchioso o altro, ho provato sicuramente un forte senso di ammirazione e curiosità.  Ho invidiato, seppur i personaggi sono inventati, profonda invidia per questo suo amico.

La particolarità della biblioteca di Gould sta nella catalogazione dei suoi volumi, i cui nomi sono davvero originali. Ci sono i libri matrioska, di cucina, la sezione dei rinnegati.. mi fermo qui, non vi voglio svelare troppo. A questi racconti si accostano storie di città, che non esistono, ma scritte talmente bene che ho quasi avuto la tentazione di cercare su google dove si trovassero.

L’autore è stato sicuramente bravo, e trovo che questo volume lo si possa leggere assolutamente tutto di un fiato, come ho fatto io.

Se non conoscete questa casa editrice, vi consiglio di fare un giro sul loro sito, perché sono sicura che troverete più libri che fanno al caso vostro. Una casa editrice molto attenta a ciò che pubblica e sicuramente si percepisce.

Volume assolutamente consigliato.

Questa graphic novel l’ho scovata  su instagram seguendo a casa editrice Ed. Edicola.
E’ un libro che ha vinto il premio Andersen per ragazzi ed è ispirata a fatti realmente accaduti nel 2006 e nel 2011.

Come dice il sottotitolo , tratta di un’occupazione di una scuola privata poco prima del mondiale 2006.
Il fatto che si tratti di una scuola privata è una cosa importante perché fino a quel momento chi occupava erano gli studenti delle scuole pubbliche.
Allora perché questi ragazzi hanno deciso di occupare anche loro? Perché così si manda un segnale forte al governo perché se anche i ragazzi ricchi protestano, allora forse le richieste verranno prese in considerazione. Perché tutti hanno diritto di fare i test di ammissione all’università e la gratuità aiuterebbe ad accedervi. E tutti gli studenti hanno diritto di usufruire dei mezzi pubblici.

Siamo in Cile e il protagonista Nicolas si ritrova ad occupare la scuola, con alcuni compagni, un po’ per caso, perché punto nell’orgoglio e perché quella ragazza gli piace proprio tanto!
Non sta proprio in prima linea, sta sulle sue, defilato, ma quella settimana lo farà crescere, gli farà capire molte cose, soprattutto gli farà scoprire cose sui suoi genitori per lui impensabili, che lo sorprenderanno.

E’ sicuramente molto adatto ai ragazzi grazie proprio alla formula del diario. Le tavole sono alternate agli scritti di Nicolas dove racconta filo per segno cosa all’interno della scuola e le sue sensazioni.

Questo volume aiuta sicuramente, e molto chiaramente, che non esistono studenti di serie A e di serie B, ma esistono solo studenti e che l’unione fa la forza, ma soprattutto la differenza!

Sono divisa in due per questo libro. Da una parte mi è piaciuto un sacco, dall’altra.. Dall’altra mi dico che in alcuni punti si poteva tagliare, perché alcune parti mi è risultato un po’ pesantino.

Marina è una donna di quarant’anni che si ritrova ad affrontare il lutto. Un lutto che nessuna donna dovrebbe affrontare a quell’età: la morte del marito.
Si ritrova a fare i conti con se stessa e con le difficoltà che tutto ciò si porta dietro.
Cambia quartiere, casa, lavoro, amici.. lascia tutto alle spalle.

Inizia a lavorare per Olivia, una fioraia la cui specialità è dare consigli, smuovere cose dentro di lei, ma senza rivelare nulla di se. Una donna ‘saggia’, di quelle che dicono la cosa giusta al momento giusto, a volte anche schiaffandotela in faccia.

Ma non c’è solo Olivia, ci sono anche altre donne.
C’è Aurora che disegna, dipinge e che guida un taxi, ha una relazione poco sana con Maxi.
C’è Gala che cambia partner con la stessa velocità con cui io bevo un bicchiere d’acqua.
C’è Victoria che è insoddisfatta della vita, sia lavorativa che matrimoniale.
E infine Cassandra, che ostenta qualcosa che non ha.

Tutte loro ruotano attorno a questa oasi felice, ognuna di loro ha una vita, dei segreti, dei desideri; e nonostante siano così diverse per classe sociale ed economica, diventano amiche.
Il solo fatto di ritrovarsi una volta a settimana con, svariati, bicchieri di vino a chiacchierare, le rende forti.
Una forza che noi donne abbiamo ma che a volte ci dimentichiamo di avere.

Mi ha fatto venire in mente il mio gruppo di lettura. Ci troviamo una volta al mese, sgranocchiamo qualcosa.. ma siamo diverse, siamo donne e anche se non conosciamo il significato dei fiori, grazie ai libri ci conosciamo e facciamo amicizia, e involontariamente ci aiutiamo e facciamo comunità.
La libreria è la nostra isola felice, il nostro porto sicuro.

Questo è quello che mi è piaciuto di più. La forza delle donne, per le donne. E il fatto che ognuna di loro alla fine abbia la sua rivincita, che sia sulla vita, che sia su se stesse, mi ha fatto bene al cuore.

 

Faccio parte della categoria di lettori che ama i libri che parlano di libri/librerie, non posso farci nulla! Li prendo sempre a scatola chiusa.
Ho trovato questo libro in offerta su kobo e l’ho preso al volo.

Questa è sicuramente una lettura leggera, piacevole, probabilmente da “ombrellone”.

Jasmine è una donna con il cuore spezzato, che non vuole più saperne di uomini. Ha i risparmi prosciugati, un lavoro in biblico e purtroppo non prende in mano un libro da troppo tempo; così quando la zia la chiama per chiederle di prendersi cura della libreria, mentre è in viaggio, ne rimane sorpresa, ma accetta.

Scoprirà il valore di quella libreria piano piano, scoprirà che in quel disordine c’è una sua logica, o meglio dire una sua “imposizione” decretata dall’alto, e i bestseller non sono proprio ben visti.
E’ meglio affidarsi a Jane Austen, a Poe, a Beatrix Potter e per la cucina a Julia Child (tra l’altro vi consiglio il film con Maryl Streep ‘Julia & July‘ davvero, davvero carino!!) perché sono loro, effettivamente, a mandare avanti la libreria, sono loro a consigliare e a trovare il libro giusto per una persona.

 

Perché si sa: i classici non tramontano mai, hanno sempre qualcosa da dirci, e dovremmo dare loro sempre una possibilità. A volte li scartiamo, perché “pallosi” o “mattoni” io per prima.. ma attenti agli spiriti di questi scrittori potrebbero offendersi e farvi dei dispetti..

Qualcuno di voi ha il ‘terzo occhio’..?? 🙂

Oggi vi parlo di un’altra graphic novel, come vedete mi ci sto appassionando sempre di più e ne leggerò almeno un al mese, o forse di più.. chi lo sa..

Non stancarti di andare è un racconto potente, e non a caso gli autori ci hanno lavorato due anni.
La storia è raccontata nel 2013, con salti temporali nel 2007, in alcune parti è autobiografica e si sente che nelle pagine c’è molto degli autori.

La storia parla di due ragazzi (sì a 36 anni si è ancora ragazzi) Iris, detta Nur che significa ‘Luce’ e Ismail.
Ismail è siriano e decide di tornare in Siria, mente a Nur (mi trovo meglio a chiamarla così) dicendole che il suo paesino è al sicuro, e non ci sono problemi con i ribelli.

Purtroppo non è così, Ismail viene catturato e gli vengono tolti i documenti. Fortunatamente liberato, ma il suo ritorno in Italia non sarà tutt’altro che semplice
Gli autori hanno la capacità di trasmetterci tutta l’angoscia, l’ansia e la tragedia del viaggio di Ismail. Dalla Siria all’italia a Lampedusa, passando per il deserto, i viaggi in camion, la Libia e il viaggio in mare.

In tutto questo c’è Nur che non sa bene se il suo grande amore sia vivo o morto.

In questo libro trovate veramente tutto: amore, amicizia, famiglia, ansia, viaggio, vita, morte, terra, acqua, diversità e ancora amore e speranza.

Ma soprattutto trovate Padre Saul, nonché Padre dall’Oglio, che è stato rapito e di cui notizie certe non si hanno. Il New York Times di recente ha detto che secondo delle fonti è ancora vivo. Io lo spero tanto, e spero che un giorno possa leggere e ritrovarsi in queste meravigliose tavole.

Leggetela, parlatene, fatela conoscere perché c’e tutto, perché è una di quelle storie che meritano di essere lette e divulgate!!

Un plauso a me, che nel marasma delle graphic novel disponibili nelle biblioteche della mia zona, ho scovato questa e seguendo il mio istinto ci ho azzeccato!

Questo penso sia il volume più piccolo che io abbia mai letto.
Sono esattamente 53 pagine, direi all’incirca un’ora di lettura.

Credo si possa capire molto da queste pagine, io non amo particolarmente i racconti perché mi danno sempre una sensazione di incompiutezza. Un qualcosa che poteva essere ma non è stato.

Ma questo racconto no. Questo racconto è perfetto, l’ho definito un manuale di scrittura, perché non è facile racchiudere in così poche pagine un mondo.

Il Signor Mendel conosce tutti i libri! Tutti tutti!! Anche se, ovviamente, non li può aver letti tutti, lui li conosce. Sa dove trovarli, come, la casa editrice, l’autore, il costo.. sa tutto insomma, e aggiungo: beato lui!

Il Signor Mendel ha come ufficio ma un tavolo fisso in un bar. Arriva tutte le mattine, legge, scrive, studia e non si accorge mai di quello che gli succede attorno. Non sente i rumori, no si accorge nemmeno della guerra. Non si accorge che il cibo è di qualità inferiore, non sa nemmeno delle leggi razziali. Ed è questo che lo farà cadere purtroppo.
Cadrà e non si rialzerà più, perché qualcosa in lui si spezzerà irrimediabilmente.

I libri per lui sono davvero tutto, sono la vita e quando gli verrà tolta la possibilità di leggerli, per lui sarà devastante.

 

Io non posso far altro che consigliarvi questo racconto. In poche pagine troverete un mondo!

Come sapete ho deciso di dedicarmi anche alle graphic novel e questo splendido libro l’ho trovato su instagram, ne ho sentito parlare da alcuni profili che seguo ed ho deciso di provare a leggerlo.

E che dire? Dico che dover aspettare l’anno prossimo per il secondo volume è davvero un’ingiustizia, come direbbe un celebre puffo.

In questa graphic novel si parla di olocausto, la malattia e la morte.

Karen è una bambina di 10 anni, siamo ad Upton Chicago nel 1968, vive con la madre e il fratello. E’ una bimba definita strana perché ama i mostri e i film horror, li ama talmente tanto che si identifica proprio in loro.
Un giorno al rientro da scuola scopre che la sua cara vicina è morta suicida, ma lei ci crede poco. Nonostante la sua giovane età, alcune cose, qualche dinamica non la convincono.
Decide di investigare a modo suo e scopre che Anka, la sua vicina, è una sopravvissuta all’olocausto, scopre anche un legame tra lei e suo fratello, che pare avere un segreto oscuro.

La storia la leggiamo da diario disegnato di Karen infatti le tavole sono disegnate su dei fogli a righe.

Una graphic novel potente, con tavole molto belle.
Il libro è poco maneggevole perché è molto grosso e pesante, ma la sia ‘pesantezza’ richiama appieno la difficoltà di vivere dei suoi personaggi.

Ve lo consiglio vivamente!! Io intanto attendo trepidante il prossimo volume!

Le protagoniste di questo libro, ambientato nella mia Torino, sono zia e nipote.

Zia Amalia, in Madama Peyran, è una donna molto oculata – anche troppo- sulle spese domestiche.
Durante tutto il libro, ripercorriamo la sua vita. Dall’arrivo a Torino, passando per un matrimonio durato veramente troppo poco, al presente.
Amalia dopo una breve corriera in una modisteria, diventa una soubrette di varietà. La sua fama è dovuta tutta alle sue gambe, lunghe gambe. Riesce a sposarsi con tutta una serie di sotterfugi, ma nel giro di poco diventa una vedova ricca.

Adelina è una ragazza di campagna, che viene mandata in città dalla zia, per studiare a diventare una signorina ‘a modo’. Adelina è una grande lettrice, divora un libro dopo l’altro, finché un giorno non ci riesce più. Le lettere diventano, per sua stessa ammissione, ballerine e metterle una dopo l’altra non è facile. A causa di questo inizia ad andare a male a scuola, ma non tutto è perduto, perché, non sa come, riesce a leggere con il naso!!
Sì, il naso, e non è semplicemente una cosa da ‘Mmmmh che buono il profumo di un libro nuovo’, questo avviene solo con i libri ‘vecchi’, quelli usati le mandano profumi, sensazioni di chi li ha letti prima di lei. Come mai? Si sa, i libri usati hanno più anima di quelli nuovi, ma questo potere può essere pericoloso, e soprattutto non tutti hanno buone intenzioni.

L’autrice ci accompagna molto bene, nella Torino bene degli anni ’50 e ci fa capire che le amicizie, quelle nate per caso, a causa di una punizione, sono sempre le più belle e le più sincere.
Ma soprattutto che i libri sono vita, e riescono a far cambiare idea sulla loro inutilità, anche a una persona stretta di vedute come zia Amalia.

I libri sono vita. I libri sono necessari. I libri sono tutto!