Eccomi per raccontarvi un’altra mia lettura. Come state? Io dopo l’appendice bene, anche se sono raffreddata come il mio solito. Spero che questo fine settembre sia piacevole!! 🙂

Avevo questo libro in lista penso da un paio d’anni circa: mi è davvero difficile smaltire la lista in tempi ragionevoli, o mi arrendo o non so.

La storia è ambientata nella Cina di Mao Tse Tung, in un paese in cui si viene puniti e messi in cella per in niente. Ciò che è occidentale o non riguarda Mao non è ben visto. Tant’è che i giovani dell’epoca vengono mandati in “rieducazione” in montagna. Come i nostri protagonisti, che vengono mandati nella montagna di Phenix. Le loro colpe? nessuna. O meglio le colpe sono dei genitori. Il narratore ha genitori medici e sono considerati appunto nemici del popolo. Il nostro amico suona il violino anche se non troppo bene, l’altro ragazzo si chiama Luo e suo padre, dentista, ha criticato Mao dopo avergli curato i denti.

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La storia l’ho trovata piuttosto originale, e devo dire che mi è anche piaciuta. Si toccano argomenti abbastanza delicati: abbandono e disabilità.

Federico Lombardi è un chimico, un ex marito ma soprattutto è un padre, di un bimbo di quattro anni che frequenta la materna, anche se non riesce a sopportarne i ritmi. Claudio è affetto da disabilità. La mamma Gloria, se l’è data a gambe non sopportando la sorte toccata al bambino. Gli uomini di casa Lombardi hanno una vita agiata grazie al lavoro del papà, una bella casa, una domestica Elda che oltre l’aiuto in casa aiuta Federico con il bambino. Si potrebbero dire tante cose di questo papà con la passione di distillare grappa, ma alcuni suoi atteggiamenti, alcuni suoi vizi non sono proprio da padre modello; ma sono sicuro che anche voi, come me, lo perdonerete, quasi non ci farete caso.

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Parto con il dire che ho difficoltà a stare dietro a questo autore! Scrive libri come se piovesse e quindi quando penso di aver recuperato un po’ di terreno …. mi ritrovo pubblicati uno e due libri!! :/

Caratteristica di Vitali scrittore è l’intreccio dei suoi personaggi. Se solo ne mettesse uno o due in meno la mia memoria su di loro ne gioverebbe…ma Vitali è Vitali e non si discute 😉 !!

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Ecco un romanzo che mi ha lasciato un po’ così!! 980 pagine di cui la maggior parte noiosa, con una storia che fa un po’ acqua. Ammetto che ho saltato dei pezzi, per esempio le descrizioni (troppe) della voce narrante in mezzo ai dialoghi. Avevo letto apprezzamenti sul libro, ma per me è stato un po’ così. Non nascondo che mi ha tenuta compagnia in ospedale e in questi giorni a casa, durante il post appendicite; si ma che fatica!! Pensate che durante il prelievo del sangue alle 5 del mattino un’infermiera ha visto il libro e mi ha chiesto..nonostante il sonno sono riuscita a convincerla a non prenderlo. Chissà se ho fatto bene, magari a lei sarebbe piaciuto!

Il libro è ambientato nella Londra vittoriana intorno al 1870, la protagonista si chiama Sugar ed è una prostituta. La storia potrebbe richiamare un po’ Pretty Woman, avete presente il film? Lei prostituta s’innamora del bel ricco e vissero felici e contenti? ecco..ci siamo.. più o meno!

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Se non sapete cosa leggere di leggero, fresco, divertente, ironico; se vi serve qualcosa per staccare, o per passare delle ore liete in vacanza eccovi il libro giusto!

Il seguito di “Via Chanel N.5” è arrivato. Lo sapevo o per lo meno lo avevo sentito dire, così quando il primo giovedì di luglio l’ho visto in libreria fresco di stampa (era uscito il giorno prima) non ho saputo resistere. E poi avevo bisogno di una lettura per il mio viaggio di nozze (eh sì, mi sono anche sposata nel frattempo) non poteva restare lì! Mio marito fu categorico (notando la mia impazienza e il luccichio negli occhi) : “Per il viaggio di nozze, non prima!” pur di averlo ho dovuto cedere.

Ero felice, la mia “amica” Rebecca era tornata!! Chissà come starà andando con la sua storia e i suoi amici come staranno?

L’avevo lasciata con un mazzo di rose e la consapevolezza di essere stata scelta. La ritrovo al matrimonio del suo amico/vicino di casa e in partenza da Milano, alla volta di Parigi. La sua storia va bene, va a convivere con Etienne, il lavoro va bene  ( se non fosse per una collega strana che non riesce ad inquadrare).

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Alzi la mano chi vorrebbe sedersi e sentirsi raccontare la vita che ha vissuto il proprio padre??!! Io si! anche perché il mio ha vissuto il ’68 e tante altre manifestazioni che io ho letto sui libri o sentito parlare..

In questo toccante libro Tiziano Terzani, al termine della sua malattia, decide di raccontare la sua vita al figlio Folco, in una lunga intervista, che è diventata un libro, ed infine un film.

Sarò sincera, ho letto solo questo libro dei Terzani e mi si è aperto un mondo, una figura giornalistica non indefferente; sicuramente leggerò altri suoi libri perché mi affascina la sua vita.

Andiamo per ordine però.. Terzani è nato nel 1938 e penso che poche persone al mondo possano dire io ho vissuto appieno la mia vita, lui l’ha potuto dire. Questa intervista, è una specie di testamento, dove racconta il perché di certi suoi comportamenti con la famiglia, e racconta al meglio alcuni momenti chiave della storia: la guerra in Vietnam, o la caduta dell’impero sovietico.

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Partiamo dal presupposto che Vitali è una certezza! Una simpatica certezza, eh sì perché Vitali è un autore simpatico, scorrevole ed è davvero esilarante. Sembrano storie semplice, ma in realtà i personaggi sono ben strutturati e con caratteristiche sempre nuove.

Come tutte le sue storie, anche questa è ambientata a Bellano sulle rive del lago di Lecco. Siamo intorno agli anni ’30 nel pieno del fascismo. E in questa ridente cittadina arrivano sei personaggi, che di certo non sono in cerca d’autore. Sono sei meccanici che arrivano a Bellano per modernizzare lo stabilimento sulla quale si fonda la piccola comunità: il cotonificio. Tra questi spicca Landru, un bell’uomo, affascinante che diviene molto “corteggiato” dalle nubili del paesino. Ma codesta persona è tutt’altro che un personaggio positivo e buone intenzioni. Questi meccanici portano non pochi problemi, infatti il nostro simpatico autore è molto bravo a far capire come la venuta di semplici forestieri possano creare disagi e far cadere gli equilibri della comunità.

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La storia viene raccontata direttamente dal protagonista, che si chiama Leo, e racconta una storia difficile.

Leo ha sedici anni, ed è il solito adolescente che pensa al calcio e alle ragazze. E’ il classico ragazzo che si crede il padrone del mondo. durante l’anno scolastico affronta una situazione che lo segnerà e cambierà inevitabilmente. Per Leo le certezze sono ben poche: il torneo di calcio scolastico, Niko il suo amico, Silvia la sua migliore amica e due colori.

Il bianco: che per lui rappresenta il nulla, la noia, la paura

Il rosso: rappresentano il sangue, l’amore e Beatrice.

Beatrice è una sua compagna di scuola, della quale lui è innamorato, ha i capelli lunghi e rossi. Beatrice però è malata: ha la leucemia. Una malattia che fa diventare il sangue rosso, a sangue bianco..malato. Leo, la vuole aiutare, è convinto di poterla salvare. Per la sua amata, fa di tutto: dal donarle il suo sangue rosso, sano a passare con lei interi pomeriggi per poterla far sorridere un po’.

Leo oltre a Beatrice, conosce un supplente di Filosofia, lo definiscono il Sognatore; perché lui dice che i sogni bisogna tentare di realizzarli, anzi dice: ” Se un sogno ha così tanti ostacoli, significa che è quello giusto”. Sarà proprio questo professore a dare lo stimolo giusto a Leo per appassionarsi, e per spingerlo a capire, a farsi domande. Gli insegna che bisogna si studiare, ma non a pappagallo, bisogna anche saper uscire dallo schema preposto. Ma anche Silvia, avrà un ruolo determinante in tutta questa storia. E’ colei che gli rende più sopportabile i lunghi pomeriggi di studio, lo aiuterà a capire cosa vuole realmente. Colei che lo aiuta in ogni situazione e gli è accanto, lo aiuta talmente tanto che farà da tramite tra Leo e Beatrice. E Leo, riuscirà ad uscire dal guscio e a fare chiarezza dentro di lui.

 

Questo libro mi aveva sempre incuriosita, ma mai fino al punto di leggerlo, tutti ne parlavano, ogni volta lo vedevo sugli scaffali e non mi sono mai decisa. Fino ad oggi. E mi sono chiesta perché ho aspettato ben due anni dalla sua pubblicazione.

Mentre lo leggevo, mi chiedevo che rapporto ha il Prof. D’Avenia con i suoi alunni, se anche lui parla a loro di sogni, e se per caso quel professore descritto così bene nel libro, non sia lui stesso.

Di una cosa sono sicura: è riuscito a rendere leggera, una storia forte. Scrivere di una malattia non è mai facile, ma ancora meno se si tratta di un’adolescente.

Bravo Prof!!!

Seta è un romanzo piccolo e leggero, ma che racchiude tutto ciò che ci deve essere: amore, passione e i viaggi.

E’ ambientato intorno al 1860, in un paesino francese la cui ricchezza è basata sulla seta. Hervé Joncour quando inizia questa attività ha poco più di vent’anni, circa, e uno dei suoi compiti è quello di viaggiare, andare a prendere le uova. ma quando tutte le uova europee sono intaccate da un’epidemia il tracollo finanziario è quasi certo. A meno che Hervé Joncour non si spinga fino al chiuso Giappone.. in una spedizione lunga e difficile. Ma è l’unica soluzione per non perdere tutto. Cosi tutti i proprietari delle filande finanziano la lunga spedizione.

Lui arriva in Giappone alla corte di Hara Kei un uomo abbastanza enigmatico, che è  accompagnato da una ragazza giovane, e tra i due nasce una forte attrazione, basata su un gioco di sguardi furtivi ma molto eloquenti. Nonostante ciò torna a casa con le sue uova e dalla moglie Hélèn, ma è un ritorno malinconico nonostante la sua vita felice.

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Questo non è un romanzo, è una raccolta di racconti. Io non li amo particolarmente.. ma questi li ho voluti comunque leggere.

Il filo conduttore tra le cinque storie è che si parla di donne che hanno sofferto. Hanno sofferto per vari motivi e si pongono domande sulla loro vite, sul perché del loro dolore e se un giorno torneranno mai ad essere felici.

Donne diverse da loro, come lo siamo noi nel mondo, ma anche cosi simili che lottano per avere un posto nel mondo: un amore, un amico, una famiglia, un uomo, un’amica, una sorella. Come tutte noi, anche le protagoniste, soffrono e a volte si disperano, ma non perdono mai la loro capacità di riflessione, di analisi della situazione, per poterne uscire al meglio e vincenti!!!

E poi.. Banana è una certezza!!