Avete bisogno di leggerezza? andate al mare da sole per 15 giorni? Avete bisogno di allegria ei pomeriggi invernali di pioggia o di neve?
Leggete I Love Shopping!! Tutta la saga.
Perché vi ritroverete a ridere da sole e perché ridere fa bene all’anima.

Rebecca Bloomwood è una giovane donna che lavora come giornalista in una rivista economica, ma la sua aspirazione è un’altra. Lei vorrebbe lavorare scrivendo di moda, o comunque di guadagnare il più possibile. Bé che ci di male nel desiderarlo? Tutti vorrebbero guadagnare di più, ma per lei è un’esigenza abbastanza impellente. Ama fare shopping! per lei tutto ciò che vede nelle vetrine luccicanti  o con scritte saldi, è indispensabile, si ritrova a fare abbinamenti mentali, quando e in che occasione metterli, insomma una vera fashion victim sognante! Sì, perché gli piacciono i vestiti di marca, alla moda, ma tutto questo ha un prezzo, e lei è indebitata fino al collo, forse oltre! Ma lei non ce la fa. Nasconde le lettere, fa finta di non averle mai ricevute, ma tutto sommato non smette di comprare e quindi di spendere!!

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Sinceramente non ho molto capito il motivo del titolo, ma non mi importa molto a questo punto. Perché?

Perché è un libro veramente bello. Scritto bene, dolce e amaro allo stesso tempo.

Tratta l’olocausto, ma non negli anni della guerra, ma più o meno ai giorni nostri, oggi.

I protagonisti sono due: Julian, un signore anziano di ottant’anni circa che da giovane fu deportato a Mauthausen. Lo scopo della sua vita, e del suo migliore amico Salva, dopo la liberazione fu di andare alla ricerca dei nazisti.
Dopo tanti anni di silenzio, Julian viene contattato dall’amico che si trova in spagna, dicendogli che aveva trovato una coppia di nazisti, ormai anziana, di Mauthausen.
Julian parte dal Brasile, contro il parere della figlia, per aiutare l’amico che nel frattempo viene a mancare.

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A volte mi chiedo come un piccolo libro possa riuscire a superare gli anni, i casi letterari, e quasi un secolo.. poi leggi il Grande Gatsby e un po’ capisci.

Capisci che le storie d’amore, belle e tormentate, piacciono! Piacciono sempre, che sia il 1925 o il 2014, perché speri che magari vada diversamente rispetto alla tua vicina di casa e poi magari pensi che a lei è andata meglio, leggendo l’ultima riga.

J Gatsby ai giorni nostri sarebbe definito il classico spaccone con i soldi a cui non frega nulla degli altri, ed in fondo anche all’epoca della sua creazione deve essere stato così.
E’ un uomo che si è fatto da solo, lecitamente per alcuni per altri no, con un solo scopo nella vita: riconquistare la sua bella Daisy. Di cui si innamora in giovane età e che promette di sposare, quindi attendere, al ritorno della prima guerra mondiale.

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Come prima cosa, ringrazio enormemente la mia mica Ambra!! Un giorno mentre ero a casa sua, e i mariti erano in giro per i sentieri del Nicolè mi mette in mano questo libro.. così dopo parecchi mesi, gli e l’ho chiesto e me lo sono portata a casa. La prima volta lessi solo 1-2 pagine, poi purtroppo 😉 i mariti tornaroro.
Il libro le è stato regalato.. Lei che è amante dei gatti (ormai ho perso il

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conto di quanti ne abbia!!) è un libro azzeccatissimo. Molto carino, dolce, scorrevole e avventuroso.

Soia e Tofu sono due gatti che si ritrovano nella stessa casa, adottati da due stranieri, nella Cina preolimpica.

Tofu era una gattina randagia, con una mamma e altri tre fratelli maschi, lei unica femmina. La mamma li ha sempre messi in guardia dagli uomini, gente cattiva, crudele, che li mangia. Tofu non vedeva l’ora di uscire dal loro bidone e scoprire il mondo, il campus universitario in cui vivono. Ogni tanto un vecchio docente gli dava da mangiare.

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Sì, lo so, sono in ritardo anche su questo! Sono sempre in ritardo!! E vabbè che ci posso fare?? nulla 🙂

Una buona opera prima! Ora capisco il perché di tanto clamore. Mi è sembrato scritto bene, è una storia bella, è una storia di vita! Di tutti noi, della nostra Italia.

Ambientata a Piombino, nel quartiere popolare, e il tutto gira intorno all’azienda Lucchini. Azzarderei a dire che la protagonista è lei e non Anna e Francesca; due ragazze di tredici anni, che sono cresciute insieme, che fatto tutto insieme con le loro famiglie sgangherate. Con tutto ciò che importa la loro età: le prime pulsioni, il corpo che cambia, non più bambino ma nemmeno adulto, con la voglia di scoprire e di scoprirsi, di essere guardate ammirate.

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Eccomi qui per un altro libro. Mi sono finalmente addentrata nel mondo Austeniano!!! Sì lo so, alla mia età avrei già dovuto leggere tutta Austen, tutto Woolf, Bronte..etc.. invece sono indietrissimo, ma conto di recuperare.. Uff per tutto questo non mi basterà una vita :/

Bando alle ciance.. il primo scritto, l’ultimo pubblicato, giusto? Infatti se non ricordo male è uno dei due usciti postumi (pensate se non fosse morta a 42 anni quanti altri romanzi avrebbe scritto!!

Come primo Austeniano davvero carino! E poi amo molto i libri che richiamano altri romanzi..

Giovane ragazza (donna per l’epoca) di 17 anni con ben nove fratelli, poco incline ai lavori dell’epoca, con la passione dei romanzi gotici, e pare che Catherine, la nostra protagonista, da piccola non fosse nemmeno tanto bella, figlia di pastore, ha poche possibilità di uscire

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dal suo villaggio di campagna e scoprire il mondo; finché viene invitata dai suoi vicini i signori Allen, nella cittadina di Bath.

Pensate, una ragazza che non era mai uscita dal suo villaggio di campagna che si ritrova ad avere le prime conoscenze con la società, a cui più alta aspirazione sono i balli, il teatro e le passeggiate. A Bath conosce la famiglia Thorpe, il cui figlio maschio, Jhon (un gran farabutto) è amico di suo fratello James. Jhon, sua sorella Isabella, Catherine e James formerebbero anche un bel quartetto, tant’è che James e Isabella si fidanzano pure, e Jhon spera di sposare Catherine.. ma.. la nostra piccola amica è attratta da un giovane uomo di nome Henry Tilney e la cosa pare reciproca. Henry ha una sorella, Eleonor, con la quaale ha uno splendido rapporto, e un fratello, Frederick, un capitano, al quanto spocchioso. [Attenzione al suo personaggio, per quanto poco presente è abbastanza importante, fa capire l’indole dei Thorpe].

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Ma che carino questo libro!!! Davvero carino carino. avevo bisogno di leggerezza e l’ho trovata! Letto in una settimana, gioco un po’ in casa: la scrittrice è una torinese… quindi 🙂

Tre donne come protagoniste: Arianna sposata con Nicola con un bimbo. Ginevra,giovane vedova. Penelope single con le idee chiare: non allontanarsi dal quartiere.

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Eccomi per raccontarvi un’altra mia lettura. Come state? Io dopo l’appendice bene, anche se sono raffreddata come il mio solito. Spero che questo fine settembre sia piacevole!! 🙂

Avevo questo libro in lista penso da un paio d’anni circa: mi è davvero difficile smaltire la lista in tempi ragionevoli, o mi arrendo o non so.

La storia è ambientata nella Cina di Mao Tse Tung, in un paese in cui si viene puniti e messi in cella per in niente. Ciò che è occidentale o non riguarda Mao non è ben visto. Tant’è che i giovani dell’epoca vengono mandati in “rieducazione” in montagna. Come i nostri protagonisti, che vengono mandati nella montagna di Phenix. Le loro colpe? nessuna. O meglio le colpe sono dei genitori. Il narratore ha genitori medici e sono considerati appunto nemici del popolo. Il nostro amico suona il violino anche se non troppo bene, l’altro ragazzo si chiama Luo e suo padre, dentista, ha criticato Mao dopo avergli curato i denti.

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La storia l’ho trovata piuttosto originale, e devo dire che mi è anche piaciuta. Si toccano argomenti abbastanza delicati: abbandono e disabilità.

Federico Lombardi è un chimico, un ex marito ma soprattutto è un padre, di un bimbo di quattro anni che frequenta la materna, anche se non riesce a sopportarne i ritmi. Claudio è affetto da disabilità. La mamma Gloria, se l’è data a gambe non sopportando la sorte toccata al bambino. Gli uomini di casa Lombardi hanno una vita agiata grazie al lavoro del papà, una bella casa, una domestica Elda che oltre l’aiuto in casa aiuta Federico con il bambino. Si potrebbero dire tante cose di questo papà con la passione di distillare grappa, ma alcuni suoi atteggiamenti, alcuni suoi vizi non sono proprio da padre modello; ma sono sicuro che anche voi, come me, lo perdonerete, quasi non ci farete caso.

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Parto con il dire che ho difficoltà a stare dietro a questo autore! Scrive libri come se piovesse e quindi quando penso di aver recuperato un po’ di terreno …. mi ritrovo pubblicati uno e due libri!! :/

Caratteristica di Vitali scrittore è l’intreccio dei suoi personaggi. Se solo ne mettesse uno o due in meno la mia memoria su di loro ne gioverebbe…ma Vitali è Vitali e non si discute 😉 !!

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