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Partiamo dal presupposto che Vitali è una certezza! Una simpatica certezza, eh sì perché Vitali è un autore simpatico, scorrevole ed è davvero esilarante. Sembrano storie semplice, ma in realtà i personaggi sono ben strutturati e con caratteristiche sempre nuove.

Come tutte le sue storie, anche questa è ambientata a Bellano sulle rive del lago di Lecco. Siamo intorno agli anni ’30 nel pieno del fascismo. E in questa ridente cittadina arrivano sei personaggi, che di certo non sono in cerca d’autore. Sono sei meccanici che arrivano a Bellano per modernizzare lo stabilimento sulla quale si fonda la piccola comunità: il cotonificio. Tra questi spicca Landru, un bell’uomo, affascinante che diviene molto “corteggiato” dalle nubili del paesino. Ma codesta persona è tutt’altro che un personaggio positivo e buone intenzioni. Questi meccanici portano non pochi problemi, infatti il nostro simpatico autore è molto bravo a far capire come la venuta di semplici forestieri possano creare disagi e far cadere gli equilibri della comunità.

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La storia viene raccontata direttamente dal protagonista, che si chiama Leo, e racconta una storia difficile.

Leo ha sedici anni, ed è il solito adolescente che pensa al calcio e alle ragazze. E’ il classico ragazzo che si crede il padrone del mondo. durante l’anno scolastico affronta una situazione che lo segnerà e cambierà inevitabilmente. Per Leo le certezze sono ben poche: il torneo di calcio scolastico, Niko il suo amico, Silvia la sua migliore amica e due colori.

Il bianco: che per lui rappresenta il nulla, la noia, la paura

Il rosso: rappresentano il sangue, l’amore e Beatrice.

Beatrice è una sua compagna di scuola, della quale lui è innamorato, ha i capelli lunghi e rossi. Beatrice però è malata: ha la leucemia. Una malattia che fa diventare il sangue rosso, a sangue bianco..malato. Leo, la vuole aiutare, è convinto di poterla salvare. Per la sua amata, fa di tutto: dal donarle il suo sangue rosso, sano a passare con lei interi pomeriggi per poterla far sorridere un po’.

Leo oltre a Beatrice, conosce un supplente di Filosofia, lo definiscono il Sognatore; perché lui dice che i sogni bisogna tentare di realizzarli, anzi dice: ” Se un sogno ha così tanti ostacoli, significa che è quello giusto”. Sarà proprio questo professore a dare lo stimolo giusto a Leo per appassionarsi, e per spingerlo a capire, a farsi domande. Gli insegna che bisogna si studiare, ma non a pappagallo, bisogna anche saper uscire dallo schema preposto. Ma anche Silvia, avrà un ruolo determinante in tutta questa storia. E’ colei che gli rende più sopportabile i lunghi pomeriggi di studio, lo aiuterà a capire cosa vuole realmente. Colei che lo aiuta in ogni situazione e gli è accanto, lo aiuta talmente tanto che farà da tramite tra Leo e Beatrice. E Leo, riuscirà ad uscire dal guscio e a fare chiarezza dentro di lui.

 

Questo libro mi aveva sempre incuriosita, ma mai fino al punto di leggerlo, tutti ne parlavano, ogni volta lo vedevo sugli scaffali e non mi sono mai decisa. Fino ad oggi. E mi sono chiesta perché ho aspettato ben due anni dalla sua pubblicazione.

Mentre lo leggevo, mi chiedevo che rapporto ha il Prof. D’Avenia con i suoi alunni, se anche lui parla a loro di sogni, e se per caso quel professore descritto così bene nel libro, non sia lui stesso.

Di una cosa sono sicura: è riuscito a rendere leggera, una storia forte. Scrivere di una malattia non è mai facile, ma ancora meno se si tratta di un’adolescente.

Bravo Prof!!!

Seta è un romanzo piccolo e leggero, ma che racchiude tutto ciò che ci deve essere: amore, passione e i viaggi.

E’ ambientato intorno al 1860, in un paesino francese la cui ricchezza è basata sulla seta. Hervé Joncour quando inizia questa attività ha poco più di vent’anni, circa, e uno dei suoi compiti è quello di viaggiare, andare a prendere le uova. ma quando tutte le uova europee sono intaccate da un’epidemia il tracollo finanziario è quasi certo. A meno che Hervé Joncour non si spinga fino al chiuso Giappone.. in una spedizione lunga e difficile. Ma è l’unica soluzione per non perdere tutto. Cosi tutti i proprietari delle filande finanziano la lunga spedizione.

Lui arriva in Giappone alla corte di Hara Kei un uomo abbastanza enigmatico, che è  accompagnato da una ragazza giovane, e tra i due nasce una forte attrazione, basata su un gioco di sguardi furtivi ma molto eloquenti. Nonostante ciò torna a casa con le sue uova e dalla moglie Hélèn, ma è un ritorno malinconico nonostante la sua vita felice.

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Questo non è un romanzo, è una raccolta di racconti. Io non li amo particolarmente.. ma questi li ho voluti comunque leggere.

Il filo conduttore tra le cinque storie è che si parla di donne che hanno sofferto. Hanno sofferto per vari motivi e si pongono domande sulla loro vite, sul perché del loro dolore e se un giorno torneranno mai ad essere felici.

Donne diverse da loro, come lo siamo noi nel mondo, ma anche cosi simili che lottano per avere un posto nel mondo: un amore, un amico, una famiglia, un uomo, un’amica, una sorella. Come tutte noi, anche le protagoniste, soffrono e a volte si disperano, ma non perdono mai la loro capacità di riflessione, di analisi della situazione, per poterne uscire al meglio e vincenti!!!

E poi.. Banana è una certezza!!

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Per tutti/e coloro che hanno un rapporto difficile con la propria madre.

L’ho trovato toccante in ogni sua parola, in ogni sua virgola..

Una giovane donna abbandonata dalla madre fin dalla nascita, una bambina sballonzolata in una famiglia adottiva dietro l’altra ma alla fine trova una donna che potrebbe farle da madre ma Victoria non sa come esprimere i suoi sentimenti se non con la rabbia.Una Giovane donna che si ritrova da sola senza un posto dove andare e cosa mangiare ma i fiori l’aiuteranno a sopravvivere e a venirne fuori.Victoria è una ragazza che non sa come si gestiscono gli affetti, gli amori e nemmeno il più semplice dei contatti fisici.

Come fare ad affrontare una cosa che per chiunque sarebbe la cosa piu naturale del mondo? facendo un passo alla volta e riprovandoci ogni giorno sempre di più.

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Una delle regole che ho imparato è che i libri non si prestano, a parte alle persone di cui ci si fida ciecamentissimamente. Quindi quando qualcuno, che per di più ti conosce da poco, ti presta un suo libro è una cosa veramente preziosa!! E sinceramente penso che in generale, chi ti presta un libro, ti regala un pezzo di se!

Io sono tra quelle persone fortunate! Infatti ringrazio la mia nuova amica Viviana per avermi prestato questa piccola e breve chicca!!!

E’ il 1885 e Aurélien decise di dare vita al suo sogno: quello di coltivare il suo amore per l’oro!! Un nettare prezioso e luccicante il miele. Decide di farlo in una terra che vive solo della produzione e del commercio della lavanda. Essendo l’unico della zona è convinto di diventare il numero uno nel suo campo. Così decide di iniziare la sua attività costruendo le prime arnie e dando vita alla raccolta dei primi barattoli di miele, e piano piano la sua attività cresce e il suo miele è molto richiesto..finché il suo sogno non viene distrutto da un incendio che gli distrugge le arnie, ma non il suo sogno.

Infatti dopo giorni di silenzio decide di partire per un viaggio che lo porterà in Africa, una terra color oro, come il miele. Una terra che gli farà fare conoscenze davvero uniche e lo porterà alla scoperta di un popolo molto singolare. Ma che lo terrà lontano da casa per ben tre anni.

Tornato a casa da questo viaggio pazzesco, decide di riprovarci, perché i sogni si sa vanno coltivati e non bisogna mai lasciarli in cassetto. Così intraprende una grande impresa con esiti ben poco positivi; ma lui non demorde, perché chi ha quel guizzo, quella luce speciale negli occhi è impossibile che molli il colpo! E a volte il proprio sogno lo si ha lì davanti agli occhi, ma si devono intraprendere strade lunghe e tortuose per capirlo e una volta arrivati alla rivelazione il cuore non può che riempirti di gioia.

 

La mia amica Viviana, mi ha detto che me l’ha imprestato perché è un sogno, perché ti porta a viaggiare.. ma io credo che il “mio” amico Aurélien voglia insegnarci che bisogna sempre crederci anche quando il Sogno è più grande di noi e risulta impossibile!!!

 

GRAZIE VIVI!!

 

 

 

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Un ragazzino molto solo e senza amici, si ritrova a mentire alla mamma su un presunto invito alla settimana bianca di alcuni compagni di classe. Si ritrova nella sua cantina fredda, a leggere e a fantasticare.. invece si ritrova ad aiutare la sorella drogata, la quale lo aiuta nella sua bugia alla mamma.

Un finale triste ma che ci fa capire quanto alle volte siano importanti i legami tra fratelli nonostante le differenze d’età!

Questo è stato uno dei miei regali per il mio compleanno.. bé che dire?? Veramente carino, scorrevole ma soprattutto romantico, che si sa ogni tanto non guasta! :)

La storia è scritta dall’esordiente Daniela Farnese e parla di Rebecca.

Rebecca è una donna di 31 anni che ha la passione per le scarpe e per la moda, soprattutto per Chanel, alla quale “ruba” il nome, infatti si fa chiamare Coco.

E’ un po sfortunata con gli uomini. Incassa una delusione dietro l’altra..diciamo che li trova tutti con il lanternino. Anche dopo che decide di raggiungere, e quindi trasferirsi, il suo uomo a Milano. Niente da fare..proprio non va!!

Ma lei non demorde e va avanti. In fondo si sa che Milano è una città che da una possibilità a tutti, anche a lei. Il suo nuovo lavoro è diventare la wedding planner numero uno. E questo di certo non la fa proprio felice, vista la sua vita amorosa.

E chi dice che l’amore non potrà mai tornare, dice una bugia! Perché l’amore arriva, torna sempre. Anche per la nostra Coco, che tra mille esperienze, un capo pessimo, mille scarpe nuove e nuvole di Chanel n.5. E poi come dice? Vive la France! ;)

Grazie alla sua beniamina Coco e al suo n.5 si farà strada nel mondo!!!

Ottimo esordio!!! E se posso darvi un consiglio: occhio alla casa editrice Newton Compton Editori…. :)