Alice Allevi, ormai, è la mia eroina per eccellenza, mi ci rispecchio!!
Sempre indecisa sul da farsi, come si gira fa danni, svampita eppure nonostante tutto ce la fa. Sempre! Certo, non senza effetti collaterali ma ce la fa, è lì in piedi.

Perché nonostante Arthur sia diventato “l’innominabile”, Conforti continui a lanciarle segnali ambigui, ma che in realtà sono molto chiari, lei continua a vivere con la piccola Malcomess.

E ancora una volta le loro carriere si incontrano

Da una parte Cordelia che sta preparando uno spettacolo in un teatro dove vengono dove vengono allestiti solo spettacoli di Shakespeare; dall’altra Alice in veste, non ufficiale (come sempre), aiuta l’ispettore Calligaris, a sbrogliare la matassa sul ritrovamento di un corpo.

Il mondo dello spettacolo sarà in subbuglio, ci saranno congetture, piste false, colpi di scena, e intuizioni giuste.

Ma il vero colpo di scena è quello che accade in Istituto secondo me. Ad Alice viene affidata una ragazza, direttamente dalla ‘Wally’, quindi forse per lei c’è speranza? forse anche le megera inizia a cambiare idea su di lei?

Ma per quanto il triangolo amoroso mi tenga incollata alle pagine è giunta l’ora che Alice prenda una decisione e sia felice, non più in preda a un turbinio di emozioni contrastanti.

 

Mi avevano consigliato questa scrittrice al gruppo di lettura, vedrai che ti piacerà, e per caso è stato scelto il suo ultimo lavoro.

Che dire? Probabilmente non l’ho capito, girando sul web, precisamente su Anobii, i commenti sono un po’ unanimi.
Come avrete capito non mi ha fatto impazzire, l’ho trovato molto triste e un filino angosciante.

Un uomo si sente male mentre è con l’amante. Viene trasportato in ospedale in gravi condizioni. Nel frattempo, nello stesso ospedale viene ricoverato il marito dell’amante. E già qui.. ma le coincidenze ci sono.

Due donne che si conoscono, ma che non dovrebbero mai incontrarsi, ma che sono legate allo stesso uomo.
E poi si sa, noi donne abbiamo i sensori, capiamo e scopriamo l’inevitabile.

Giulia è moglie, figlia e amante.
Moglie di un uomo che ha una seconda vita, anche lui, con una donna bionda.
Amante di un uomo che ora è fin di vita, un uomo che ama alla follia, con cui vuole un futuro e per cui è pronta a lasciare il marito.
Figlia. Figlia di una donna che decide, ha sempre una soluzione a tutto. Che custodisce il suo segreto. Un segreto che lo divora dentro, che quasi non la fa respirare.

Sì lo so, è un po intrigato, ma lo è anche il libro. Un intreccio di storie, di dolore, dalla quale non è facile ne districarsi ne uscirne.
Ma soprattutto non tutto è come sembra. Molto spesso ci facciamo e facciamo agli altri del male gratuito e inutile. A volte basta solo sedersi e parlare. Anche velare e piangere fa bene, serve a chiarirsi.

La casa editrice Umberto Soletti mi ha inviato questo volume, e io non posso far altro che ringraziarli!!

All’inizio, lo ammetto, avevo storto il naso, perché i saggi e soprattutto i saggi storici non sono per niente il mio genere, non me li godo come vorrei, come farei con un romanzo. Non fanno per me, che ci posso fare?

Quando l’ho preso in mano mi sono trovata a leggere molte date, molti nomi di luoghi e di personaggi a me sconosciuti, che mi hanno disorientata. Vi avverto, non ricorderò tutti i nomi, le date o luoghi, ma cavolo che figura affascinante!!

Virginia Oldoini ( in Verasis poi) è una di quelle figure ( e credo ce ne siano molte come lei) che è stata dentro la storia, ma di cui purtroppo non si sa molto. E’ una di quelle figure che non si studiano a scuola (spero di non essere stata assente quel giorno ;) ) e che si scoprono per caso come è successo a me.

Non mi è molto chiaro il motivo, per cui in italia passi in sordina, mentre in Francia, da quanto ho capito, sia più conosciuta e passi anche alla “ribalta”.

Sto parlando di una donna che ha avuto conoscenze più o meno intime con personaggi dell’epoca, per buona parte dell’800, di grande importanza. Parliamo di Massimo D’Azeglio, Vittorio Emanuele II, Cavour, Napoleone III e molti altri.
Parlo di una donna, a quanto pare, di una bellezza straordinaria, con un gran gusto della moda (pare non mettesse mai lo stesso vestito due volte), una donna che ha aiutato il diffondere l’arte della fotografia.
Virginia è stata importante anche sul piano politico, nel vero senso della parola.
Ha considerato Parigi la sua seconda casa, o forse meglio dire tre, quattro case, come si è scoperto dopo la sua morte.

Come amante dei romanzi avrei lasciato per strada due date in più, e avrei approfondito le sue relazioni. Ma poi non sarebbe più stato un saggio, me ne rendo conto.

Se volete conoscere una donna molto interessante, che ha visto e fatto la storia dal 1837 al 1899, beh questa è la figura che fa per voi!
Una donna notevole, perché diciamolo: arrivare alla corte di Francia non era da tutti. Intelligente e che sapeva il fatto suo.

E’ stata davvero una bella scoperta. E se voleste, dopo questa lettura, approfondire ulteriormente il personaggio, nelle pagine finali del libro trovate tanti altri scritti, titoli di cortometraggi, film e opere teatrali.

Unica pecca, non del libro ma della storia, è che molti sue lettere, scritti, e altri suoi documenti siano spariti nel nulla. Chissà che fine avranno fatto!!

Posso dirlo? Ok, lo dico: Che delusione!! Mamma mia come ci sono rimasta male!!!!

Mi aspettavo un libro che approfondisse questo personaggio, invece niente. Speravo che si raccontasse della vita di questo maggiordomo, Eugene, che ha lavorato alla casa bianca per 8 Presidenti.
8 Presidenti sono davvero tanti, e invece?  Invece mi ritrovo un libro che parla di come si è arivati al film  e alla produzione.

Del personaggio, della persone Eugene, poco e niente. Solo nella prima parte di parla della sua storia. Di come è arrivato a lavorare nella “casa” più ambita d’America.
Lui, uomo di colore, che lavora sotto Presidenti che vogliono abolire le segregazioni, anche a costo della vita come Kennedy, o sotto presidenti che… ecco.. non è proprio il loro primo pensiero.

Quindi sì, mi aspettavo di più, mi aspettavo di leggere della storia degli Stati Uniti vista magari dall’interno, non dico che si dovesse parlare dei dettagli privati, ma qualche cosa in più sì.

Avevo molte aspettative, di certo la colpa è mia che come al solito non informo mai sui libri che voglio leggere.

Il film, invece, mi è piaciuto molto. Anche se la storia è romanza e ci sono delle incongruenze con la vita di Eugene.
L’ho visto con il marito, e devo dire che ha apprezzato anche lui, meno male, me la sono scampata!! :D

Ho ripreso in mano la saga di Alice Allevi, invogliata sia dall’ultimo libro che è uscito e che ho in libreria, sia perché è in produzione la serie tv firmata rai. Così, per andare in ordine ho letto il volume che è uscito per terzo, ma che in realtà è il prequel. Un po’ mi spiace che il prequel sia arrivato dopo, e soprattutto dopo che ho letto il primo.. ma così è.

Troviamo la nostra Alice, alle prese per la prima volta con la medicina legale, con Conforti (sul web c’è un vero team pro Conforti, il Team CC). Alice è in crisi con l’università, non sa se la strada presa sia quella giusta, non sa nemmeno se farà mail il medico. Il sangue la infastidisce, le disgrazie altrui la coinvolgono troppo. Ma una sera, dopo essere tornata a casa a trovare la sua famiglia, tutto le diventa un po’ più chiaro. La badante della nonna, viene trovata morta in casa. La nonna è sconvolta, ma per Alice si apre un mondo.

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Quest’anno ho voluto cimentarmi per la prima volta in una Reading Challenge. O meglio, sono venuta a conoscenza dell’esistenza della Reading Challeng, perché fino a che non ne aveva parlato Sara non sapevo nemmeno l’esistenza.
La Reading Challenge è una lista di sfide libresche, io la vedo un po’ anche per uscire dagli schemi, un modo per conoscere libri, autori, generi che probabilmente non si sarebbe letti.

Quindi mi sono detta perché no? Perché non provarci? avrei potuto fare di meglio, ma anche di peggio, di certo non è stato il mio anno libresco migliore, ma tutto sommato non mi lamento. Qui di seguito vi lascio la lista delle sfide che ho ultimato.

  1. Un classico – Madame Bovary
  2. Un libro con un numero nel titolo – Cinquanta sfumature di rosso
  3. Un libro divertente –  I love shopping per il baby
  4. Un libro di un’autrice – Le grandi donne che hanno cambiato il mondo
  5. Un mistery o un thriller – Il suggeritore
  6. Un libro con un titolo di una sola parola – Open
  7. Un libro di racconti – Pochi inutili nascondigli
  8. Un libro ambientato in un paese straniero – Venivamo tutte per mare
  9. Il primo libro di un autore popolare – Bar sport
  10. Un libro consigliato da un amico – Bebè a costo zero
  11. Un libro che puoi finire in un giorno – Sindrome di cuore in sospeso
  12. Un libro recensito negativamente – 50 sfumature di girgio
  13. Una trilogia – La biblioteca dei morto – Il libro delle anime – I custodi della bibliotca
  14. Un libro con un colore nel titolo – 50 sfumature di nero
  15. Un libro di un autore che non ha mai letto – La rilegatrice dei libri proibiti
  16. Un libro che hai ma che non hai ancora letto – Il tempo che vorrei
  17. Una sceneggiatura – Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
  18. Unn libro diventato un film – La ragazza con l’orecchino di perla

Effettivamente sono poche sfide, contando che erano circa 50, ma in questo 2016 ci vorrei riprovare. Una nuova Reading Challenge mi aspetta.. spero che vada meglio, nonostante il pupo in arrivo, dell’anno scorso!

E voi? L’avete fatta? Cosa avete letto e quali sfide vi sono risultate più ostiche???

 

Ho comprato questo libro di recente, e siccome sono a riposo, in tv c’è il nulla, mi sono messa a leggere questo volume. Sono stata intricata dal fatto che è stato paragonato al Profumo di Suskind ( che io ho ADORATO). Il romanzo è un’opera prima e unica, purtroppo la scrittrice è mancata poco dopo aver terminato il romanzo. Troppo giovane purtroppo, chissà quali altri storie ci avrebbe regalato.

Non ho ancora ben capito se il libro mi sia piaciuto o meno, e sono passate 24 ore da quando l’ho terminato. Durante la lettura mi chiedevo il senso, la storia mi è parsa parecchio trascinata, e non la mancanza di qualche cosa.

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Ucci Ucci sento odor di novitucci!!! No, non sono i fumi dell’alcool, i postumi di un capodanno godereccio. No, niente di tutto questo. Voglio iniziare l’anno parlandovi della pagina 69. Lasciate da parte le maliziosità, nulla di tutto ciò. alcuni di voi già sapranno, altri no, altri sanno ma è messo nell’angolo più recondito della memoria, ma non vi preoccupate, ci sono io :D !!!

Si dice che la pagina 69 sia tutto di un libro. Infatti in molti libri, la pagina 69 ha un inizio ed una fine. Il sociologo Marshall McLuhan, diceva che per capire la qualità del libro, o più semplicemente saperne di più di quel volume che vi intriga molto, aprite a quella pagina. Perché le prime pagine servono per catturare il lettore, mentre quella pagina è tutto.

Certo la cosa non vale per i libri che hanno tipo 900 pagine, oppure quelli piccolissimi, ma in linea di massima, quasi tutte le case editrici stanno facendo in modo che quella pagina abbia una certa importanza. Se poi la 69 non vi dovesse soddisfare e non siete ancora convinti, potete provare con la pagina 99.

Questo Natale ho comprato due libri, ed ho voluto leggere la 69. Nel primo libro, la pagina iniziava e finiva, e non erano che poche righe.. bhe se già volevo leggerlo, leggere quelle righe mi avevano conquistato.
Il secondo libro invece iniziava terminando la frase della pagina precedente, Ma dopo il punto.. il libro mi aveva presa.

Non ci credete? provateci, fatelo anche voi. Andate in libreria, o negli scaffali del centro commerciale, aprite un libro a caso, o quello che vi intriga ma non ne siete sicuri.. e leggete. Fatemi sapere se con voi funziona, se vi è d’aiuto per la scelta dei libri del 2015.

Quest’anno sarà la mia nuova rubrica. Sì esatto, voglio trascrivervi le pagine 69, se non tutte almeno le più belle per me, quelle che hanno più significato. Non di tutti i libri che esistono al mondo, ovviamente, ma di quelli che leggerò. Sarà molto impegnativo, ma voglio provare a farlo, e spero che apprezzerete che vi divertirete ma che, soprattutto, vi possa essere utile.

Vi auguro un 2015 ricco di serenità, bei libri, bei film, di amore; ma soprattutto di serenità e salute.

Marquez ha la capacità di farti innamorare dei suoi personaggi, come se esistessero davvero. Ha una capacità e un modo di scrivere veramente straordinario, soprattutto in questo romanzo, non a caso è un premio nobel per la letteratura.
Devo dire che anche l’introduzione, mi pare, sia fatta molto bene, scorrevole anche se all’inizio del libro ho avuto difficoltà. Non per colpa del libro, ma per pensieri miei, poi la lettura è andata via liscia.

Mi è piaciuto davvero tanto, l’ho trovato dolce, romantico, tenace. Perché si sa, l’amore deve essere tenace.

Inutile dire che i personaggi sono ben strutturati, e con una vera e propria anima. La cosa bella è che questo libro, questa IMMENSA storia d’amore attraversi mezzo secolo di guerre, epidemie invenzioni, innovazioni.

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A volte mi chiedo come un piccolo libro possa riuscire a superare gli anni, i casi letterari, e quasi un secolo.. poi leggi il Grande Gatsby e un po’ capisci.

Capisci che le storie d’amore, belle e tormentate, piacciono! Piacciono sempre, che sia il 1925 o il 2014, perché speri che magari vada diversamente rispetto alla tua vicina di casa e poi magari pensi che a lei è andata meglio, leggendo l’ultima riga.

J Gatsby ai giorni nostri sarebbe definito il classico spaccone con i soldi a cui non frega nulla degli altri, ed in fondo anche all’epoca della sua creazione deve essere stato così.
E’ un uomo che si è fatto da solo, lecitamente per alcuni per altri no, con un solo scopo nella vita: riconquistare la sua bella Daisy. Di cui si innamora in giovane età e che promette di sposare, quindi attendere, al ritorno della prima guerra mondiale.

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