Io pretendo di sapere chi e con quale criterio fa la traduzione dei titoli. Ora mi impunto!!!!
Questo libro, l’ho scelto, come mio solito, per il titolo. Ma non ci azzecca nulla se non per l’amore. Zucchero e cannella: zero!!

Un libro che non mi ha lasciato un gran che. Infatti, quasi non lo ricordo.

La protagonista è Juliet, e finalmente ha convinto il fidanzato, Simon, andare a vivere insieme. Il suo mondo idilliaco crolla subito, durante la loro prima notte nella casa nuova: lui la chiama con il nome della loro ex coinquilina, e lì per Juliet crolla tutto.
Ad andarle incontro, ancora una volta, è la nonna Violet, nonostante non ci sia più, si prenderà ancora una volta cura dell’amata nipote.
Juliet trova un vecchio libro della nonna con vari consigli per diventare la casalinga perfetta. Consigli, appunti, ricette e tanti modelli da cucire l’aiuteranno ad uscire dal suo periodo più nero.

Metteteci un nuovo amico, l’amica di sempre incasinata fino al collo, un probabile nuovo lavoro, una lettera misteriosa e il libro è servito.

Di solito i libri della Newton Compton mi piacciono, mi travolgono, questo è stato un pò una delusione.

La cosa carina che ho apprezzato, sono i consigli presi dalle varie riviste che si trovano all’inizio di ogni capitolo.

Mi spiace, ma proprio non ci siamo. Assolutamente no!
Se inizia a deludermi pure Sophie Kinsella sono rovinata!! Si sa che lei è un vero toccasana per me, leggerla quando non riesco a leggere nient’altro è per me una certezza.

Ma questa volta proprio no, non ci siamo.

Rebecca e Luke si trasferiscono per un breve periodo ad Hollywood, e come sempre Rebecca ha mille idee, soprattutto sullo shopping, su come spendere, ma anche su come diventare la personal shopper delle star. E vuole riuscirci da sola, senza l’aiuto del marito.

In questo volume, troviamo una vecchia conoscenza di Rebecca: Alicia. “La stronza dalle gambe lunghe” sembra essere una persona nuova, diversa, molto zen, new age. Ma lei, Rebecca, non è molto convinta, perfino la sua amica di sempre Suze, si farà aiutare da lei.

Rebecca si caccerà, come sempre, nei guai, ma.. questa volta manca qualcosa. Non è divertente, allegro, è molto poco convincente.
Manca la solita verve , del solito umorismo, è spento.
Ed in più il finale è aperto. Nei capitoli precedenti, la storia, si concludeva, adesso invece, fa intendere che per avere la fine della vicenda si deve leggere il capitolo successivo, che aspetterò a leggere.

Voi lo avete letto? Vi ritrovate nel mio pensiero? O sono io che ho toppato questa volta? Fatemelo sapere qua sotto!

 

 

Avevo grandi aspettative , avevo così ben sentito parlare di questa scrittrice che mi aspettavo un gran romanzo.
Invece sono rimasta così delusa…

Questa è una saga familiare, Anne Tyler ci racconta della famiglia Whitshank. Classica famiglia americana, con quattro figli, una casa con il portico, un’azienda a conduzione familiare, fondata dal nonno. Un figlio che da problemi, uno che lavora con il padre, due ragazze con le loro famiglie e i loro figli.
C’è Abby che racconta come ha conosciuto e come si è innamorata del marito Red..

E tutta la storia ruota intorno a loro, alle loro dinamiche famigliari, e i loro sentimenti contrastanti.
Abby cerca di tenere unita la famiglia, si preoccupa di Danny, quel figlio che non si sa bene cosa voglia dalla vita e che passa da un lavoro all’altro, da una  città all’altra.
Red che pensa, insieme al figlio Stem, all’azienda di costruzioni fondata da suo padre.

Sembra che la storia ruoti intorno ad Abby, così pensavo io, poi invece alla fine sembra che ruoti intorno al figlio Danny.

Per un po’ il libro mi aveva intrigato, volevo capire le dinamiche di questa famiglia, ma poi ,o sono persa nei suoi salti temporali, la Tyler vuole farci capire come si è arrivati a quel punto.

Il finale, sono sincera, non l’ho capito, mi ha lasciata perplessa, stranita e delusa. Sembra che la scrittrice avesse fretta di concludere la storia, e a mio avviso lo fa pure male!

Sicuramente ho trovato ottima la descrizione dei personaggi e di alcune dinamiche, ma la mia positività finisce lì, non va tanto oltre.
Proverò altri suoi romanzi? Forse sì, perché voglio capire perché è così tanto amata.. ma ci metterò un po’.

 

Che dire di questo romanzo? Non è che mi sia piaciuto poi così tanto. Sul mio profilo Anobi, ho messo due stelline: sufficiente.
Non so cosa mi aspettassi, ero consapevole che non fosse il libro della vita, o un capolavoro della letteratura moderna. Ecco, io tutte queste cose le sapevo, ne ero più che consapevole.. Di certo ho passato ore liete, ore spensierate, ma a poco prima della metà ho detto al marito: credo che sia il libro più inutile del mondo. Con tutto il rispetto per la scrittrice, per i traduttori, per la casa editrice..
Ma per me non sa ne di carne ne di pesce. Non mi ha lasciato nulla, quindi vi dico già da subito, che se volete leggere qualcosa di leggero, io vi consiglio di orientarvi su altro.

Keeley Jack vuole diventare una fashion designer. Ma si sa, la vita poi ti porta in tutt’altra direzione. Così come la vita ti porta a perdere l’amore della tua vita, in questo caso Gray.
Finché un giorno, con ormai i risparmi ridotti all’osso, la ruota inizia a girare. Conosce una ex modella russa, tale Dana, rimasta vedova da poco, a cui i vestiti ormai non interessano nulla. Per un caso fortuito, posto giusto momento giusto, Dana l’assume come stylist. Nel contempo viene ingaggiata, anche qui come stylist, in un programma televisivo “Vestiti nel tempo”. Il programma porta a mettere in risalto il lato più emotivo di modelle, o starlette, attraverso i vestiti.

Col primo lavoro, Keeley si destreggia bene, soprattutto quando Dana, le chiede una vera propria guida su quando mettere i vestiti da lei scelti. In questo modo Dana scoprirà il vero talento artistico di Keeley. Un punto sul quale, l’ex modella, punta molto.

Col lavoro in televisione è sempre brava, ma è difficile. i ritmi sono pazzeschi, la conduttrice, Terri, è veramente difficile (usiamo un eufemismo che è meglio) ma lei tiene duro. Non è facile, ma ce la fa. Anche se Terri, fa di tutto per metterla in difficoltà. La trova quasi inesistente, la trova poco adatta al lavoro.
Keeley nel frattempo inizia ad uscire con Austin, ma le cose alla fine non andranno per il verso giusto. Anche perché lei ha sempre in testa l’ex Gray.

Il tutto viene condito da un gruppo di amiche storiche, che tifa incondizionatamente per lei. Sempre e comunque,

Comunque, alla fine tutto, ma proprio tutto, gira bene, e ci sarà il bel finale. Ma… è tutto così scontato.. troppo scontato.. TROPPO. Mi spiace, non ce la faccio. Non mi è piaciuto!!

 

Questo è l’ultimo della saga su Will Piper.
Siamo nel 2026, il 2027 si avvicina, e tutto il mondo si chiede cosa accadrà.
Will e Nancy vivono separati. Nancy a Washington e Will sulla sua barca. Il figlio ormai cresciutello si divide tra i genitori. La cosa certa è che aspetteranno tutti insieme sulla barca, e sarà quel che sarà.

Ma a Will un giorno viene un infarto. E Will, ovviamente, non era solo, ma in compagnia di una donna, più giovane di lui e attraente. Il figlio non la prende bene, si arrabbia con il genitore e il loro rapporto diventa un po’ burrascoso.

Mentre Will è in ospedale a riprendersi, il figlio scompare. Lui è inchiodato a letto, Nancy deve evitare una guerra con i cinesi. Phillip è scappato in Inghilterra. Ma perché lo ha fatto? a causa del padre? questo è ciò che pensa Will, finché non riceve una sua richiesta d’aiuto.. ma da quel momento si perdono le sue tracce.

Will parte alla ricerca del figlio. e scopre l’assurdo. A quanto pare la sua vita, e quella della sua famiglia gira sempre intorno alla biblioteca di Vectis. Comunque il figlio è in pericolo e va salvato.
Siamo sicuri che il 2017 sia la fine di un era? che solo in pochi ne riusciranno indenni? La famiglia Piper scoprirà la verità. Scopriranno cosa accadrà, e purtroppo la loro faiglia non en uscirà proprio indenne.

Letto in poco meno di 24 ore, mi ha assolutamente catturato. di certo, per chi con me, ha letto i libri in sequenza questo volume è il più ripetitivo, richiama molto gli altri due. Ma nonostante ciò ha la sua trama e si mette un punto alla storia.

Mi era stato regalato due anni fa al mio compleanno, e non mi ero ancora decisa a leggerlo. Ma finalmente è arrivato il suo momento e io non ne sono delusa.

 

 

Il tempo della verità è solo un racconto di circa 50 pagine, distribuito solo in formato elettronico e gratuito.

Non da molto alla storia in se, anche se ci vedrei bene in film. Lo so, sono ripetitiva, ma questa storia (la saga di Will Piper) è perfetta per il cinema!!

Comunque sia, anche se alla storia in se non da e non toglie nulla, una cinquantina di pagine in un pomeriggio di febbre le potete anche leggere.

Will e Nancy sono sempre sposati anche se vivono in due città diverse, e Nancy fa carriera velocemente.
La coppia si ritrova a “lavorare” insieme ad un caso. Nancy in veste ufficiale, will per aiutare un vecchio amico accusato di aver rapito il figlio del probabile futuro presidente americano.
A Nancy non piace che Will abbia deciso di aiutare il suo amico, Cameron. Ma lui sa come convincere la moglie, promettendole di condividere con lei tutte le informazioni che raccoglierà.

Will quando era in servizio, era il miglior profiler sulla piazza, e questa sua capacità si vedrà anche n queste pagine. Insinuerà nella moglie dubbi, le farà le domande giuste, e soprattutto sfrutteranno la biblioteca.

Infatti avrà un ruolo decisivo nelle indagini. Per la prima volta da quando è stata rivelata al mondo, verrà utilizzata per sapere la data di morte di un privato cittadino.
Non è mai accaduto prima,ed in fondo si tratta del possibile futuro presidente degli Stati Uniti, quindi si farà. E l’odio dei Sorveglianti, e di chi ruota intorno alla biblioteca, per Piper e la moglie si rinnoverà di nuova linfa vitale.

 

 

Il libro è un’opera prima di uno scrittore molto giovane.
Devo dire un’opera prima molto nera. Non perché sia un libro dark o un Noir, ma perché molto angosciante a mio avviso.

Lo stesso autore dice di prepararsi prima di leggere queste pagine: ” Se vi getterete in questo mare di pensieri, in queste pagine meste, potreste non uscirne vivi…” Beh niente di più vero, credevo di essere pronta, ma forse ho un po’ sottovalutato la cosa.

Il libro mi ha lasciato un forte senso di angoscia, ansia, e il finale me lo aspettavo ben diverso.

La storia è scritta ha due voci:
Beatrice è un’adolescente che vive con la madre e il suo fidanzato, un personaggio davvero poco raccomandabile. Va abbastanza bene a scuola e praticamente non ha amiche. Il suo sogno è fare la scrittrice.

Riccardo è uno scrittore affermato, alle prese con la scrittura del suo ultimo libro.
Lo vuole incentrare sugli adolescenti di oggi, ma per poter scriverne ha bisogno di conoscere qualcuno di loro. Ma non un’adolescente qualunque, una che abbia la vita un po’ incasinata.

E così i due si conosceranno. Le loro vite, da questo incontro, non saranno mai più le stesse. Si intrecceranno e non riusciranno più a tornare quelle di prima.

All’inizio il libro devo dire che scorre, l’ho trovato veloce e mi aveva anche conquistata. Però con lo scorrere delle pagine l’ho trovato angosciante, un po’ cervellotico, un po’ come se l’autore si fosse incagliato.

Do atto a questo giovane autore, che la trama non è poi così male, e che la scelta di raccontarlo a due voci mi è piaciuta.
Lo ammetto, forse sono io un po’ così perché amo i lieti fine nonostante tutto, ma il ragazzo, Paolo Falco, ha potenziale.
Spero di leggerlo ancora, magari in trame un po meno “nere”.

 

Questo romanzo mi è stato inviato dalla casa editrice Umberto Soletti.

Un romanzo con protagoniste due donne: Antoinette e Julie.

Antoinette la conosciamo da bambina, la vediamo scappare, per fortuna mi oso a dire) dalla sua famiglia d’origine, per vederla approdare nella Parigi degli anni ’80.
Antoinette è una ragazzina vispa e intelligente, e nonostante il suo destino fosse quasi scritto, riesce ad evitarlo, e grazie alla volontà si riscatta e riesce ad affermarsi.

Parallelamente, conosciamo Julie.
Julie si ritrova accanto un marito che capisce, di non aver mai conosciuto veramente. Ciò accade proprio per caso, e pensa di essere ormai in un vortice senza fine.

D’un tratto, troviamo le nostre protagoniste, grazie ad un salto temporale, casualmente nello stesso ristorante in Italia.
Le due donne si accorgeranno che la vita ha riservato loro grandi, e inaspettate sorprese, e che non tutto è ciò che è, o che sarebbe potuto essere.

Il libro non mi è dispiaciuto, si è fatto leggere, e quasi non mi sono accorta dello scorrere delle pagine.
Personalmente mi sono affezionata ad Antoinette. Questa sua vita travagliata, e di riscatto mi è proprio piaciuta. Non che quella di Julie fosse da meno, ma a pelle vorrei essere amica di Antoinette.

Per me è stata una piccola coccola, di quelle che ti concedi di tanto in tanto, di quelle brevi che ti lasciano un po’ così, ma che sai che presto te ne concederai un’altra.

 

 

E’ il secondo romanzo di Jane Austen che leggo. Non dico che sia stato un parto, ma quasi. Lo iniziai a novembre.. e.. noiosissimo!!!!!!

Non succede nulla. Nulla di interessante. Una storia d’amore assolutamente inesesistente, seppur i sentimenti della protagonista siano abbastanza chiari e palpabili. Per la Austen, le sue protagoniste femminili, sono tutte delle eroine. Ma secondo me, Fanny Price di eroico ha ben poco.

Viene presa in casa dagli zii ricchi, all’età di 8 anni. Dove viene quasi sempre ignorata, o sbeffeggiata dalla zia Norris, tranne dal cugino Edmund. I due si confidano, crescono insieme, ed è l’unico della famiglia a prendere in considerazione i suoi sentimenti e i suoi bisogni.
Fanny crescendo diventa remissiva. Tiene per se i commenti, le opinioni che si fa sulle situazioni e sui componenti della famiglia.

Credo, che per eroina, in questo caso s’intenda nella caparbietà nel non voler sposare Henry Crawford. Lui è un Don Giovanni dell’epoca, bello, capace di far innamorare qualsiasi donna gli capitasse davanti, ma una volta fatta la conquista se ne disinteressava. Nella sua trappola ci cadono entrambe le cugine Maria e July Bertram. Così il bel giovine decide di far cadere nella sua trappola Fanny, ma chi ne rimane impigliato è solo lui; visto che il cuore di Fanny è occupato da un altro uomo, che spera di sposare la sorella di Henry, Mary Crowford.

Alla fine aveva ragione Fanny, non volendo sposare Henry, e tutta la famiglia quasi tacitamente le da ragione.

Purtroppo non l’ho trovato coinvolgente, ne leggero, come mi successe con Northanger Abbey. L’ho trovato pesante poco scorrevole.

Ho visto il film del 1999. Il trailer qui sopra è in inglese, su youtube non l’ho trovato in italiano. Il film è difficile da reperire da noi, non so per quale strano motivo.

Ho preferito il film. O forse sono stata aiutata dal libro, non lo so. Ma una cosa è certa, nel film Fanny, ha più carattere, è più intraprendente, più giocosa, e credo meno remissiva. L’ho amata di più sul video che sulla carta.

Come in tutti i film, ci sono delle grosse differenze: la figura di William Price, il fratello di Fanny, è totalmente assente, mentre nel libro è una figura importante per la protagonista.
La storia con Henry non è proprio uguale, anche se comunque tutte le pecche caratteriali vengono fuori in un modo o nell’altro. Diciamo che escono facendo un giro diverso rispetto al libro.
Il finale combacia. E meno male aggiungerei io!

 

 

Il suggeritoreIl mio terzo Carrisi, coincide con il suo primo romanzo. Un vero pugno nello stomaco.. La bravura di Donato Carrisi è che ti cattura, ti incolla alla copertina e l’unica cosa che puoi fare, l’unica cosa che ti permette di fare è quella di girare le pagine, ancora, e ancora, e ancora… e così non ti accorgi che il tempo passa, che le ore scorrono e il pomeriggio è finito.

La storia è oscura, i personaggi sono tanti e all’inizio non pensavo di riuscire ad inquadrarli tutti, poi ci sono riuscita.
Il tutto inizia con la scomparsa di 5 bambine, di ceto sociale, cultura e situazione economica differenti. Le prime scomparse non vengono collegate, ma poi con la terza le autorità si mettono in allerta.
Ma si scoprirà presto che in realtà le bambine scomparse sono 6.

Visto che si pensa che la sesta bambina è ancora viva, viene contattata Mila Vasquez esperta nel ritrovare i bambini scomparsi. La migliore nel suo campo.
Mila non si integra subito nella squadra capitanata dal Dottor Goran Gavila. E’ l’ultima arrivata e non conoscendo come si muove la squadra, viene quasi sempre lasciata indietro. Inizialmente solo Boris, la considera, poi piano piano riesce a farsi rispettare anche dal Stern, Il Dottor Gavila. Ma non da Sarah Rosa che proprio non la digerisce, e trova sempre un’occasione per metterla in imbarazzo, in ombra e  a smontare ogni sua intuizione.

La squadra viene accompagnata per mano dal serial killer, alla ricerca di tutti i pezzi, di tutte le storie, che li porteranno a ritrovare i corpi delle povere bambine, alle quali è stato tagliato il braccio sinistro.
Il serial killer, ha un disegno molto particolare, strano, che si fa fatica a capire.

Mila è in gamba, e piano piano  smonta e rimette insieme ogni singolo tassello, è così che la squadra inizia a prenderla in considerazione. Ed è così che che tra lei e il Dottor Gavila, inizia ad esserci una certa simpatia. Una simpatia palpabile, di quelle che prima o poi scoppiano in una passione travolgente.

Carrisi, ci accompagna in una storia ben strutturata, con un disegno definito e chiaro.
La squadra alla fine, non ne uscirà bene, sarà provata e smembrata, ma resteranno comunque una grande famiglia, e come le grandi famiglie sanno fare si sosterranno a vicenda.

 

E’ il primo dei due romanzi del filone con Mila Vasquez.. e io non vedo l’ora che Random.org generi il numero che corrisponde all’altro romanzo con lei.