No, No, No, non ci siamo per proprio!!

Due cosucce a me medesima:
1. Non leggere un libro, se non divertentissimo, dopo aver finito i Miserabili.
2. Perché lo avevo in lista?

La storia parla della famiglia Lambert, dei suoi componenti e della loro vita.
Enid la mamma, la moglie, donna insoddisfatta del marito Alfred. Insoddisfatta di come lui, nell’arco della vita si sia rapportato, della poca considerazione avuta.
Alfred, uomo tutto d’un pezzo che non ha mai ammesso repliche alle sue decisioni, marito fedele, lavoratore e poco attaccato ai soldi.
I figli Chip, Gary e Denise, sono molto diversi. Chip si è bruciato la carriera, e non si capisce cosa voglia dalla vita. Gary è sposato, ma alla fine cede ad una moglie, che secondo me, manipola i figli. Denise, nuova stella della cucina, ma con una vita abbastanza incasinata.

Enid ed Alfred sono anziani, Alfred sta diventando difficile da gestire. I figli cercano delle soluzioni, cercando di star lontani da quella madre che è insoddisfatta anche di loro e delle loro vite.
Enid è sicuramente il perno della storia, è forte anche se non sembra. Ma pretende che certe cose vengano fatte in un determinato modo e guai a sgarrare; un po’ come se l’apparire, far apparire le cosse in un determinato modo agli sia a dir poco fondamentale. Come per esempio storpiare il lavoro di Chip.

Mi è piaciuto? No, assolutamente no! L’ho trovato pesante, seppur devo ammettere che la scrittura è davvero di qualità. Ho odiato tutti i personaggi, anche se Chip alla fine mi ha sorpresa.

Consigliarlo? No, non ci riesco. Ho chiesto in alcuni gruppi su facebook, e sono d’accordo con me, per la maggior parte.

Se qualcuno di voi avesse letto il libro, e volesse dirmi dove diavolo vuole andare a parare la storia, è pregato di dirmelo, grazie!!

Altro regalo che ho ricevuto da amici per i miei trent’anni. Era in lista da secoli. Letto in pochi giorni, o meglio in circa 48 ore :)

La storia parla, in modo romanzato, della nascita del famoso quadro di Vermeer.
Griet è un’adolescente che deve andare a servizio della famiglia Vermeer per aiutare i suoi genitori caduti in disgrazia.
Il suo ruolo nella casa sarà quello di fare le pulizie dell’atelier del pittore, oltre alle faccende domestiche e la spesa.

Griet ha un senso spiccato per i colori e riesce a capire cosa manca nei quadri del suo padrone.
Tra i due nasce un senso di complicità, di comprensione e lei riesce a conquistare la sua fiducia. La cosa non piacerà ne alla figlia Cornelia, una vera peste, e alla’altra domestica Tanneke. Catharina, la moglie di Vermeer, non la può proprio vedere.

La vita di Griet si complica nel momento in cui lei diventa l’assistente di Vermeer, precipitando quando lui gli chiede di posare per lui, ciò causa, una volta scoperto, l’ira di Catharina, che prende la palla al balzo per mandarla via.

Io l’ho trovato molto sensuale, e secondo me lui era innamorato di lei. Mi sembrava di essere lì con loro, a guardare, spiare la loro vita. Mi sembrava, perfino di essere di troppo. Sì ecco questa è stata la sensazione. Essere di troppo guardare un qualcosa che non mi competeva un qualcosa di molto magico.

 

Il film non mi ha fatto impazzire. Una giovanissima Scarlett, un capellone Colin. La sensualità che trasuda dal libro, trasuda anche dalla pellicola, ma.. non lo so. Il marito gli ha dato 6 ma qualcosa mi è mancato. La cosa che più mi ha deluso è stato il finale. Io l’avrei fatto uguale al libro, e invece.. troppo veloce, troppo. In fondo Griet nel fiale si prende una piccola soddisfazione a mio parere. Ma la bravura di Colin Firth e Scarlett Johansson sono a dir poco palesi!!!

L’estate scorsa ho voluto leggere il mio primo Carrisi, e lessi il Tribunale delle anime. Quando poi ho scoperto che usciva il suo nuovo libro, e proprio con gli stessi protagonisti, non ho resistito.

Sono andata alla presentazione del libro, al Circolo dei Lettori, e me lo sono fatta anche autografare :) Ok, smetto di vantarmi!

I protagonisti, come dicevo, sono sempre l’agente Vega e il penitenziere Marcus. Un bel thriller, che ti tiene incollato alle pagine. Il precedente libro ho provato a farlo leggere al marito, ma non ci sono riuscita. Così gli ho fatto leggere il prologo di questo e ha detto che è intrigante.

Marcus non ha mai smesso di “vegliare” su Sandra, ovviamente lei non lo sa. Si ritrovano, e la tensione tra loro è palpabile. Io, sinceramente speravo che tra loro potesse accadere qualcosa, ma spero nel succesivo, anche se molti sperano di no. Perché ci sarà un successivo, vero C arrisi, vero????

L’assassino in questo libro è molto efferato, cattivo, e molto crudo. Viene definito il “killer delle coppiette” e dal nome si può intuire il perché. La storia è davvero ben scritta e svela particolari al momento giusto, Così da gustarci meglio il libro.

Sandra farà vedere le sue qualità, e se anche con non poche difficoltà, si farà valere. Certo, con l’aiuto di Marcus, che sarà provvidenziale e finalmente ricorderà alcune cose del suo passato.

Consiglio vivamente di leggere questa bella storia tutta italiana!!

La saga continua, a rilento, ma continua. Diciamo che è la mia ancora di salvezza. Non avevo voglia di leggere nonostante i settecento ennemila miliardi di libri in lista, tanto lo so che capita anche a voi, non fate i furbi!!
Come uscirne? Massì prendiamo la Kinsella!!

Rebecca è in procinto di tornare dal viaggio di nozze. Eh poverina, un anno!! No, vi rendete conto?? Chi nn vorrebbe fare un viaggio di nozze lungo un anno in giro per il mondo? Daiii lo so che tutti lo vorrebbero. Il mio è durato 10 giorni, il vostro??

Comunque, Rebecca è pronta a tornare. E lo fa in anticipo sulla tabella di marcia. Sappiamo tutti cosa accade quando vogliamo fare un’improvvisata del genere! Il disastro è dietro l’angolo. Ed è quello che succede a Rebecca. Io la definirei una tragedia. Di sicuro avete già capito dal titolo. Rebecca ha una sorella. Sì non lo ha mai saputo, e i genitori lo hanno scoperto mentre lei era in giro per il mondo. Cosa c’è di più bello di scoprire dopo circa 230 anni di avere una sorella? Una sorella con cui fare tanto, tantissimo shopping!! Il pragmatico Luke le dice di andarci piano, che non è detto che sia come lei vorrebbe. E infatti… La sorella è l’opposto di lei. Vestiti comodi, magliette, scarpe basse, riciclatrice, ma soprattutto parsimoniosa!!

Eh sì, perché lei controlla ogni singolo pence speso, tiene i conti sotto controllo, proprio l’opposto di Rebecca che in viaggio di nozze ha comprato perfino due tavoli da pranzo, e vi assicuro che Luke non è molto felice. Tanto che decide di controllare personalmente ogni suo acquisto, e ovviamente lei non è proprio felice.

Rebecca, combina uno dei suoi soliti casini inerenti al lavoro di Luke (sta ragazza non ne fa una, che sia una, giusta)
Il rapporto con la sorella risulta più difficile e complicato del previsto, completamente diverse, opposte, e nonostante gli sforzi Becky non ottiene il risultato sperato.

Anche con l’amica Suze, le cose non vanno. La sua assenza di quasi un anno pare abbia cambiato un po le cose. La seconda gravidanza non vissuta insieme, lei lontana, ha portato Suze ad avvicinarsi ad una ragazza del luogo, e Becky si sente tagliata fuori.

Che ne sarà di Rebecca? In crisi con Luke, con Suze che l’ha messa da parte, senza un soldo, con una sorella opposta a lei e che non ne vuole sapere e sommersa dai souvenir, di ogni taglia, del viaggio di nozze? Riuscirà a cavarsela come sempre, ad avere il suo classico lampo di genio?
Riuscirà ad avere con Suze quella telepatia, classica da vere amiche, che la potrebbe salvare dal disastro totale?

 

Vi aspetto al prossimo capitolo!!!

E’ stato un regalo del compleanno. L’ho letto a febbraio, in realtà lo avevo iniziato a gennaio, ero convinta di essere uscita dal blocco del lettore, e quindi mi sono detta che ci voleva un bel classico. Sì ecco.. forse sono uscita dal blocco ma non da quello dei classici. Credo di esser stata rovinata dai Miserabili.. non lo so.

Questo libro lo volevo leggere da un sacco di tempo, se non anni, volevo perdermi, mi sentivo pronta, ero gasata.. NIENTE!! Ho fatto una fatica che non potete capire. L’ho iniziato e mi annoiavo a morte. Poi ho avuto l’influenza e proprio non ce la facevo. Credo di averlo mollato per dieci giorni circa. Poi il miracolo!! Non so cosa sia successo. Sono andata avanti come un treno. Sì lo ammetto, ogni due capitoli avevo bisogno di chiuderlo ma dopo un paio d’ore lo riaprivo, e l’ho terminato nel giro di pochi giorni.

E’ un classico del 1856. Non so se all’epoca fece scalpore ma un po’ credo di si. Il libro ha come protagonista Emma in Bovary.
Emma sposa il medico che ha guarito il padre, lei si saspetta una vita agiata con un marito, spera, che diventi importante, che si faccia un nome nella nobiltà, e perché no, farsi conoscere anche a Parigi. Ma la realtà è ben diversa e investe Emma come un treno.
Il treno della realtà, che Emma non è in grado di gestire, lei è una grande lettrice di romanzi e quando si “ammala” la mamma di Carlo, il Signor Bovary, gli dice addirittura di impedirle di farlo.

Emma passerà la vita a sognare una vita che non avrà mai, e passerà as invaghirsi, ad innamorarsi di uomini che sono l’opposto del marito. Nemmeno la nascita della figlia susciterà in Emma gioia, se non per un breve periodo.

Arriverà perfino a stancarsi dei suoi amanti, verrà lasciata, umiliata, ma lei nonostante tutto va avanti, fino… alla fine. Non sarà un lieto fine, ma forse lei avrà quella pace che tanto agoniava.

E’ comunque un romanzo che fa pensare, che scattare un qualcosa e che ci fa porre delle domande. E’ una storia assolutamente tutta al femminile, credo che sia difficile che un uomo la legga.

Avevo visto su una pagina di Facebook un giochino, dire cosa si stesse leggendo senza dire il titolo originale, io ho scritto “una donna insoddisfatta” voi cosa ne pensate?

 

Quest’anno uscirà un’altra rappresentazione cinematografica, sarà la prima che vedrò per questo libro. Vi lascio il trailer, al momento purtroppo l’ho trovato solo in inglese.

 

Dopo aver riletto le sfumature, tocca ad un autore che amo molto: Glenn Cooper. Questo è il suo romanzo d’esordio, e già 4 anni fa lo divorai!!!! Lo trovai splendido, scorrevole, avvincente ben strutturato.

Come reagirebbe il pianeta, se scoprisse che tutto è già stato scritto? Che tutto è già pronto e pianificato?
Sarebbe un problema, ci sarebbe del panico, per questo la biblioteca di Vectis, ora nell’area51, deve rimanere segreta.

Rimanere  segreta in qualsiasi caso e in qualsiasi modo. Ma non è possibile, se le persone iniziano a ricevere strane cartoline con la data di morte. E la cosa è ancora più impossibile se a capo delle indagini c’è il miglior profiler dell’FBI: Will Piper. Peccato che al momento non abbia dei gran fan all’agenzia. Ma lui è il migliore e bisogna capire chi diavolo si diverte a spaventare mezza città.

Il fatto che gli affibbino la novellina, non lo aiuta e la cosa non gli fa tanto piacere. Ma alla fine Nancy si rivelerà più in gamba di quello che Will credeva.

Un libro avvincente, pieni di colpa di scena, di suspance e l’amore non manca.
Il fatto che Cooper sia un laureato in archeologia lo si capisce e lo si apprezza.

Sono anni che aspetto che Hollywood si dia una mossa, che mi metta sullo schermo Will, e tutti i protagonisti. Io un’idea di chi possa essere Will ce l’ho, e voi? chi verreste bene nel personaggio???

 

Anche questo lo avevo in lista da un bel po’, e chi ogni tanto va sbirciare la mia lista, lo sa. Così essendo disponibile in biblioteca l’ho preso. Vorrei smaltire un po’ la lista, un po’ come quando si apre la finestra per far cambiare l’aria, la lista ha bisogno di questo, di titoli nuovi.

Questo libro ha poco più di 300 pagine, e io le ho lette in poco più di 24 ore. E che vi devo dire? Succede.

La storia di per se è triste. Sophie la sera del suo nono compleanno, insieme alla famiglia e alla nonna rimane coinvolta in un brutto incidente stradale il quale provoca diverse vittime, compresa tutta la sua famiglia.
Sophie continuerà a vivere con il peso di quella tragedia addosso, essendo convinta di essere la causa dell’incidente. Sophie viene adottata dalla poliziotta conosciuta quella notte, che in seguito adotterà un’altra ragazza: Evelynn.

Sophie, ha sempre avuto una grande passione per i dolci e una volta diventata grande, apre un negozio tutto suo. E’ una donna diffidente, timorosa, e a questo si deve aggiungere l’essere stata mollata a tre settimane dal matrimonio dal fidanzato Garret. E in suo onore crea, inventa, dei biscotti molto particolari.

Garret torna da lei quasi un anno dopo, e le chiede di poterle parlare. Lei rifiuta e le fa assaggiare uno dei suoi nuovi biscotti. Da lì nasce l’idea di mettere un’inserzione sul giornale chiedendo cosa sia la felicità. E se Sophie, tra le lettere ricevute, ne troverà cento valide gli darà il suo appuntamento.
La storia si sviluppa intorno a questa felicità, con flashback sulla vita con Garret e la notte dell’incidente.

E’ molto carino, niente di eccezionale, breve, si fa leggere, in alcuni tratti è anche intenso. Ma ho la sensazione che lo ricorderò solo per i suoi biscotti. Chi fa pasticceria, potrebbe sfruttare l’idea.

Il Monaco è il mio primo romanzo gotico. Non so se ce ne saranno altri, ma mi è piaciuto. Me lo ha passato il marito, in una specie di sfida. Sì, perché il marito si è stupito, e in più di un’occasione rimarcandolo, che non avessi letto questo libro. Lui si vantava di aver letto qualcosa che io non avessi nemmeno preso in considerazione. Ecco, ora non si può più vantare.!! :) Il libro è del 1796, sì ecco, non proprio fresco di stampa, ma lo stile è scorrevole, nonostante ci abbia messo quasi un mese a leggerlo. Il libro parla del monaco Ambrosio, un esempio per tutta la comunità sia ecclesiastica, sia popolare. Un monaco tutto d’un pezzo, con un’oratoria eccellente, da far riempire il monastero tutte le domeniche. Un uomo che non lascia mai il suo posto, che non si fa mai vedere in paese, non lascia mai il monastero, nemmeno per le estreme unzioni. Ma tutta la sua vita vene stravolta quando una donna, Matilda, arriva in monastero. Ovviamente sotto le mentite spoglie di un novisio, e diventa il prediletto di Ambrosio. Da questo momento, possiamo definire la storia “l’inizio della fine”. Ambrosio scopre che il novizio è una donna e da qui si ha un susseguirsi di eventi non consoni alla vita di un monaco. Il primo fra tutti, l’avvicinamento a satana, e a tutto il suo male, alle cose cattive come la magia, ovviamente nera, all’inganno, al desiderio e alla lussuria. Questi sono gli ingredienti di un romanzo gotico. Ambrosio si ritroverà a prendere decisioni importanti per la sua vita sia umana che ecclesiastica. Matilda lo rovinerà, ma chissà se riuscirà in tutti i suoi scopi, chissà se Ambrosio riuscirà a trovare nella fede, che tanto lo contraddistingue, un po’ di remore oppure andrà incontro a braccia aperte a satana per soddisfare tutti i suoi nuovi desideri.   Il libro all’epoca scaturì molte remore, fu censurato, rivisto, tagliato, perché effettivamente non si poteva concepire di legare il sacro e il profano in maniera così spudorata. Non che ora si possa, ma forse oggi abbiamo una visuale un po’ più aperta. Da questo volume sono state fatte due trasposizioni cinematografiche. Una del 1972, con Franco Nero e una più recente, del 2011, con Vincent cassel, direi molto bravo. Vi lascio il trailer di quest’ultimo, che è quello che ho visto.

 

 

Finalmente mi sono decisa a leggere qualcosa di Carrisi. Ne avevo sempre sentito sempre parlare, così mi sono decisa.
Lo avevo visto quasi tre anni fa, al salone del libro alla presentazione di un suo libro, era “accompagnato” da Geppi Cucciari.

Nella biblioteca del mio paese era disponibile questo, così l’ho preso, ed è stata una piacevole sorpresa. Infatti l’ho divorato.

Il libro è scritto bene, e la trama è ben intrecciata, unisce in maniera abile sacro e profano.
La storia racconta dei penitenzieri, un gruppo di preti particolari, che ha accesso al più grande archivio del  mondo.
La protagonista è una donna, Sandra, una poliziotta della scientifica alle prese con l’elaborazione del lutto del marito, un foto reporter. Nonostante i suoi mille dubbi sulla morte accidentale del consorte, decide di far tacere le sue domande. Ma tutto questo dura solo qualche mese, quando una sera riceve una telefonata che la spinge a cercare la verità, a Roma.

Le sue indagini si intrecciano in maniera perfetta ai vari casi a cui la polizia di Roma sta indagando.
A Sandra viene stravolta letteralmente la vita. Gli indizi lasciati da marito, che solo lei può capire, interpretare le causano sempre più dubbi e angoscia. Ma sa perfettamente che per poter andare avanti, lasciar andare il marito deve trovare la verità, e solo aiutando i colleghi di Roma può riuscirci. Senza dimenticare che ci sono anche loro, i penitenzieri. Agiscono nell’ombra, non in maniera pulita, eppure lei si fida di quell’uomo con la cicatrice sulla testa: Marcus.

 

Il libro mi ha fatto scoprire un lato della Chiesa, i penitenzieri, che non conoscevo, e credo che pochi sappiano. Non vi dico molto si di loro ho paura di fare spoiler, ma vista la nota storica credo siano esistiti per davvero, e chi lo sa, magari esistono ancora.

Questo non è proprio il mio genere, ma credo che approfondirò la conoscenza con Carrisi. Ha proprio la capacità di inchiodarti alle pagine, e lasciarti capire solo all’ultimo.

Davvero una piacevole scoperta!!! :)

 

 

Come già raccontato in una rubrica del mese, il libro è davvero piccino, ma a mio parere molto intenso. Non sono nemmeno 140 pagine, e io dopo poche frasi sentivo l’esigenza di chiudere il libro, ma non perché fosse noioso.

La scrittura l’ho trovata molto scorrevole, mi sembra che sia anche ben tradotto. La particolarità sta nel fatto che non c’è una protagonista ben definita, le protagoniste sono tante, sono tutte!!

Sono donne, di tutte le età, di un’unica nazione. Sono tutte giapponesi, di età diverse.
Viaggiamo con loro, per mano, come se fossimo lì con loro. Le accompagniamo dalla loro casa in Giappone, con una foto in mano fino in America. Dallo sbarco pieno di trepidazione, di aspettative, alla consapevolezza che non sarà come speravano. Le vedremo vivere, lavorare, fare l’amore, diventare madri, le vedremo all’inizio della guerra.

Una donna che parla di donne, che parala di anni duri, di un flusso migratorio di cui, forse, si sa poco. O per lo meno io non conoscevo. Sì ammetto la mia più totale ignoranza.

Secondo me è da leggere, è piccolo, ma davvero intenso. Se avete altri libri su flussi migratori di donne, i consigli sono ben accetti.

Alla prossima.