Altro regalo che ho ricevuto da amici per i miei trent’anni. Era in lista da secoli. Letto in pochi giorni, o meglio in circa 48 ore 🙂

La storia parla, in modo romanzato, della nascita del famoso quadro di Vermeer.
Griet è un’adolescente che deve andare a servizio della famiglia Vermeer per aiutare i suoi genitori caduti in disgrazia.
Il suo ruolo nella casa sarà quello di fare le pulizie dell’atelier del pittore, oltre alle faccende domestiche e la spesa.

Griet ha un senso spiccato per i colori e riesce a capire cosa manca nei quadri del suo padrone.
Tra i due nasce un senso di complicità, di comprensione e lei riesce a conquistare la sua fiducia. La cosa non piacerà ne alla figlia Cornelia, una vera peste, e alla’altra domestica Tanneke. Catharina, la moglie di Vermeer, non la può proprio vedere.

La vita di Griet si complica nel momento in cui lei diventa l’assistente di Vermeer, precipitando quando lui gli chiede di posare per lui, ciò causa, una volta scoperto, l’ira di Catharina, che prende la palla al balzo per mandarla via.

Io l’ho trovato molto sensuale, e secondo me lui era innamorato di lei. Mi sembrava di essere lì con loro, a guardare, spiare la loro vita. Mi sembrava, perfino di essere di troppo. Sì ecco questa è stata la sensazione. Essere di troppo guardare un qualcosa che non mi competeva un qualcosa di molto magico.

 

Il film non mi ha fatto impazzire. Una giovanissima Scarlett, un capellone Colin. La sensualità che trasuda dal libro, trasuda anche dalla pellicola, ma.. non lo so. Il marito gli ha dato 6 ma qualcosa mi è mancato. La cosa che più mi ha deluso è stato il finale. Io l’avrei fatto uguale al libro, e invece.. troppo veloce, troppo. In fondo Griet nel fiale si prende una piccola soddisfazione a mio parere. Ma la bravura di Colin Firth e Scarlett Johansson sono a dir poco palesi!!!

E’ stato un regalo del compleanno. L’ho letto a febbraio, in realtà lo avevo iniziato a gennaio, ero convinta di essere uscita dal blocco del lettore, e quindi mi sono detta che ci voleva un bel classico. Sì ecco.. forse sono uscita dal blocco ma non da quello dei classici. Credo di esser stata rovinata dai Miserabili.. non lo so.

Questo libro lo volevo leggere da un sacco di tempo, se non anni, volevo perdermi, mi sentivo pronta, ero gasata.. NIENTE!! Ho fatto una fatica che non potete capire. L’ho iniziato e mi annoiavo a morte. Poi ho avuto l’influenza e proprio non ce la facevo. Credo di averlo mollato per dieci giorni circa. Poi il miracolo!! Non so cosa sia successo. Sono andata avanti come un treno. Sì lo ammetto, ogni due capitoli avevo bisogno di chiuderlo ma dopo un paio d’ore lo riaprivo, e l’ho terminato nel giro di pochi giorni.

E’ un classico del 1856. Non so se all’epoca fece scalpore ma un po’ credo di si. Il libro ha come protagonista Emma in Bovary.
Emma sposa il medico che ha guarito il padre, lei si saspetta una vita agiata con un marito, spera, che diventi importante, che si faccia un nome nella nobiltà, e perché no, farsi conoscere anche a Parigi. Ma la realtà è ben diversa e investe Emma come un treno.
Il treno della realtà, che Emma non è in grado di gestire, lei è una grande lettrice di romanzi e quando si “ammala” la mamma di Carlo, il Signor Bovary, gli dice addirittura di impedirle di farlo.

Emma passerà la vita a sognare una vita che non avrà mai, e passerà as invaghirsi, ad innamorarsi di uomini che sono l’opposto del marito. Nemmeno la nascita della figlia susciterà in Emma gioia, se non per un breve periodo.

Arriverà perfino a stancarsi dei suoi amanti, verrà lasciata, umiliata, ma lei nonostante tutto va avanti, fino… alla fine. Non sarà un lieto fine, ma forse lei avrà quella pace che tanto agoniava.

E’ comunque un romanzo che fa pensare, che scattare un qualcosa e che ci fa porre delle domande. E’ una storia assolutamente tutta al femminile, credo che sia difficile che un uomo la legga.

Avevo visto su una pagina di Facebook un giochino, dire cosa si stesse leggendo senza dire il titolo originale, io ho scritto “una donna insoddisfatta” voi cosa ne pensate?

 

Quest’anno uscirà un’altra rappresentazione cinematografica, sarà la prima che vedrò per questo libro. Vi lascio il trailer, al momento purtroppo l’ho trovato solo in inglese.

 

Il Monaco è il mio primo romanzo gotico. Non so se ce ne saranno altri, ma mi è piaciuto. Me lo ha passato il marito, in una specie di sfida. Sì, perché il marito si è stupito, e in più di un’occasione rimarcandolo, che non avessi letto questo libro. Lui si vantava di aver letto qualcosa che io non avessi nemmeno preso in considerazione. Ecco, ora non si può più vantare.!! 🙂 Il libro è del 1796, sì ecco, non proprio fresco di stampa, ma lo stile è scorrevole, nonostante ci abbia messo quasi un mese a leggerlo. Il libro parla del monaco Ambrosio, un esempio per tutta la comunità sia ecclesiastica, sia popolare. Un monaco tutto d’un pezzo, con un’oratoria eccellente, da far riempire il monastero tutte le domeniche. Un uomo che non lascia mai il suo posto, che non si fa mai vedere in paese, non lascia mai il monastero, nemmeno per le estreme unzioni. Ma tutta la sua vita vene stravolta quando una donna, Matilda, arriva in monastero. Ovviamente sotto le mentite spoglie di un novisio, e diventa il prediletto di Ambrosio. Da questo momento, possiamo definire la storia “l’inizio della fine”. Ambrosio scopre che il novizio è una donna e da qui si ha un susseguirsi di eventi non consoni alla vita di un monaco. Il primo fra tutti, l’avvicinamento a satana, e a tutto il suo male, alle cose cattive come la magia, ovviamente nera, all’inganno, al desiderio e alla lussuria. Questi sono gli ingredienti di un romanzo gotico. Ambrosio si ritroverà a prendere decisioni importanti per la sua vita sia umana che ecclesiastica. Matilda lo rovinerà, ma chissà se riuscirà in tutti i suoi scopi, chissà se Ambrosio riuscirà a trovare nella fede, che tanto lo contraddistingue, un po’ di remore oppure andrà incontro a braccia aperte a satana per soddisfare tutti i suoi nuovi desideri.   Il libro all’epoca scaturì molte remore, fu censurato, rivisto, tagliato, perché effettivamente non si poteva concepire di legare il sacro e il profano in maniera così spudorata. Non che ora si possa, ma forse oggi abbiamo una visuale un po’ più aperta. Da questo volume sono state fatte due trasposizioni cinematografiche. Una del 1972, con Franco Nero e una più recente, del 2011, con Vincent cassel, direi molto bravo. Vi lascio il trailer di quest’ultimo, che è quello che ho visto.

 

Ne avevo sentito parlare così bene , solo commenti positivi, entusiastici. Ma solo a me non ha fatto impazzire? Solo a me ha lasciato l’amaro in bocca? Solo io ho preferito il film?

Il libro è a due voci.
La prima è Renée, portinaia di uno stabile di ricchi, dove nessuno la considera o la ritiene all’altezza per una conversazione che vada al di là del “Si ricordi di innaffiare le piante”. Non che Renée faccia molto per farsi notare, anzi sbaglia apposta, nelle poche conversazioni , verbi o parole, tanto i condomini se lo aspettano da lei. Ma nessuno sospetta che invece sia più acculturata di loro, che ha una stanza segreta nella guardiola, che poi è la sua casa.
Nessuno sospetta che vada in biblioteca, che noleggi film, che si possa commuovere guardandoli, o che il suo gatto si chiami proprio in quel modo non per puro caso.
Lei ama leggere!! Ne legge così tanti, che nemmeno io nella realtà ci posso riuscire.

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Lo so, la regola dice: prima il libro poi il film. Ma a volte non puoi farlo, perché? Perché capita che intorno a mezzanotte, facendo zapping notturno trovi un film e già solo il titolo ti piace. Capita che non sai che il film è tratto da un libro.. Così quando ti capita tra le mani il volume sei titubante, o finta titubante perché già sai che lo comprerai. Ecco, questo è quello che è successo a me!! 😀

Ultimamente fanno solo film tratti dai libri, e mi ritrovo a cercare i volumi.. e non voglio vedere il film se prima non leggo il libro.. e … mio marito inizia a spazientirsi! :/

Il libro è veramente carino! Sono cinque donne e un uomo che si trovano a fondare un club per parlare e approfondire i libri di Jane Austen.
Cinque donne molto diverse tra loro, ma comunque molto amiche, pronte ad aiutarsi soprattutto quando Sylvia viene lasciata dal marito. Così le amiche Jocelyn, Prudie; e Bernardette decidono di formare questo gruppo. Tirando dentro anche la figlia di Sylvia . Mancandone uno, Jocelyn decide di invitare un uomo (che sarebbe “destinato a Sylvia) che ha conosciuto da poco: Grigg.

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Marquez ha la capacità di farti innamorare dei suoi personaggi, come se esistessero davvero. Ha una capacità e un modo di scrivere veramente straordinario, soprattutto in questo romanzo, non a caso è un premio nobel per la letteratura.
Devo dire che anche l’introduzione, mi pare, sia fatta molto bene, scorrevole anche se all’inizio del libro ho avuto difficoltà. Non per colpa del libro, ma per pensieri miei, poi la lettura è andata via liscia.

Mi è piaciuto davvero tanto, l’ho trovato dolce, romantico, tenace. Perché si sa, l’amore deve essere tenace.

Inutile dire che i personaggi sono ben strutturati, e con una vera e propria anima. La cosa bella è che questo libro, questa IMMENSA storia d’amore attraversi mezzo secolo di guerre, epidemie invenzioni, innovazioni.

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Avete bisogno di leggerezza? andate al mare da sole per 15 giorni? Avete bisogno di allegria ei pomeriggi invernali di pioggia o di neve?
Leggete I Love Shopping!! Tutta la saga.
Perché vi ritroverete a ridere da sole e perché ridere fa bene all’anima.

Rebecca Bloomwood è una giovane donna che lavora come giornalista in una rivista economica, ma la sua aspirazione è un’altra. Lei vorrebbe lavorare scrivendo di moda, o comunque di guadagnare il più possibile. Bé che ci di male nel desiderarlo? Tutti vorrebbero guadagnare di più, ma per lei è un’esigenza abbastanza impellente. Ama fare shopping! per lei tutto ciò che vede nelle vetrine luccicanti  o con scritte saldi, è indispensabile, si ritrova a fare abbinamenti mentali, quando e in che occasione metterli, insomma una vera fashion victim sognante! Sì, perché gli piacciono i vestiti di marca, alla moda, ma tutto questo ha un prezzo, e lei è indebitata fino al collo, forse oltre! Ma lei non ce la fa. Nasconde le lettere, fa finta di non averle mai ricevute, ma tutto sommato non smette di comprare e quindi di spendere!!

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A volte mi chiedo come un piccolo libro possa riuscire a superare gli anni, i casi letterari, e quasi un secolo.. poi leggi il Grande Gatsby e un po’ capisci.

Capisci che le storie d’amore, belle e tormentate, piacciono! Piacciono sempre, che sia il 1925 o il 2014, perché speri che magari vada diversamente rispetto alla tua vicina di casa e poi magari pensi che a lei è andata meglio, leggendo l’ultima riga.

J Gatsby ai giorni nostri sarebbe definito il classico spaccone con i soldi a cui non frega nulla degli altri, ed in fondo anche all’epoca della sua creazione deve essere stato così.
E’ un uomo che si è fatto da solo, lecitamente per alcuni per altri no, con un solo scopo nella vita: riconquistare la sua bella Daisy. Di cui si innamora in giovane età e che promette di sposare, quindi attendere, al ritorno della prima guerra mondiale.

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Sì, lo so, sono in ritardo anche su questo! Sono sempre in ritardo!! E vabbè che ci posso fare?? nulla 🙂

Una buona opera prima! Ora capisco il perché di tanto clamore. Mi è sembrato scritto bene, è una storia bella, è una storia di vita! Di tutti noi, della nostra Italia.

Ambientata a Piombino, nel quartiere popolare, e il tutto gira intorno all’azienda Lucchini. Azzarderei a dire che la protagonista è lei e non Anna e Francesca; due ragazze di tredici anni, che sono cresciute insieme, che fatto tutto insieme con le loro famiglie sgangherate. Con tutto ciò che importa la loro età: le prime pulsioni, il corpo che cambia, non più bambino ma nemmeno adulto, con la voglia di scoprire e di scoprirsi, di essere guardate ammirate.

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Eccomi qui per un altro libro. Mi sono finalmente addentrata nel mondo Austeniano!!! Sì lo so, alla mia età avrei già dovuto leggere tutta Austen, tutto Woolf, Bronte..etc.. invece sono indietrissimo, ma conto di recuperare.. Uff per tutto questo non mi basterà una vita :/

Bando alle ciance.. il primo scritto, l’ultimo pubblicato, giusto? Infatti se non ricordo male è uno dei due usciti postumi (pensate se non fosse morta a 42 anni quanti altri romanzi avrebbe scritto!!

Come primo Austeniano davvero carino! E poi amo molto i libri che richiamano altri romanzi..

Giovane ragazza (donna per l’epoca) di 17 anni con ben nove fratelli, poco incline ai lavori dell’epoca, con la passione dei romanzi gotici, e pare che Catherine, la nostra protagonista, da piccola non fosse nemmeno tanto bella, figlia di pastore, ha poche possibilità di uscire

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dal suo villaggio di campagna e scoprire il mondo; finché viene invitata dai suoi vicini i signori Allen, nella cittadina di Bath.

Pensate, una ragazza che non era mai uscita dal suo villaggio di campagna che si ritrova ad avere le prime conoscenze con la società, a cui più alta aspirazione sono i balli, il teatro e le passeggiate. A Bath conosce la famiglia Thorpe, il cui figlio maschio, Jhon (un gran farabutto) è amico di suo fratello James. Jhon, sua sorella Isabella, Catherine e James formerebbero anche un bel quartetto, tant’è che James e Isabella si fidanzano pure, e Jhon spera di sposare Catherine.. ma.. la nostra piccola amica è attratta da un giovane uomo di nome Henry Tilney e la cosa pare reciproca. Henry ha una sorella, Eleonor, con la quaale ha uno splendido rapporto, e un fratello, Frederick, un capitano, al quanto spocchioso. [Attenzione al suo personaggio, per quanto poco presente è abbastanza importante, fa capire l’indole dei Thorpe].

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