Non sapevo se intitolare questo post con “Libri in tv #2”, ma poi ho optato per il nome del programma.
Masterpiece  sarà un programma televisivo, purtroppo in seconda serata, su rai tre a partire dal 17 novembre. E’ un talent show per aspiranti scrittori. Chi vince verrà pubblicato da Bompiani e farà la presentazione al Salone del Libro di Torino.

Sono stati inviati  circa 5000 testi, e questo un po mi preoccupa. Ho paura che in Italia ci siano più scrittori, o aspiranti tali, che lettori. Ora su questo si potrebbe aprire un gran dibattito, ma non è questa l’occasione. L’obiettivo è quello di scovare nuovi talenti..ora mi chiedo.. ma dare un occhio ai libri in autopubblicazione? Troppa fatica o troppo facile?

Già che lo facciano in seconda serata di domenica, a questo punto credo dopo “Che tempo che fa”.. mah! Sì, sono scettica e allo stesso tempo entusiasta.
Scettica per l’orario, per la collocazione, per come può essere strutturato. E’ un esperimento molto delicato. Ho paura che se va male lo cancelleranno innestando ire funeste dei partecipanti, e degli spettatori. Entusiasta, perché è una cosa nuova, interessante, e penso anche stimolante.

Da quanto si capisce dal sito sarà in due fasi. La prima, come dicevo prima, in seconda serata dal 17 novembre per capire chi accede alla fase successiva. La seconda, in diretta (spero di aver capito bene) da febbraio 2014. Spero solo che non gli mettano “contro” San Remo, se no è finita!!

Come in tutti i talent show, ci saranno giudici e un coach. I giudici sono: Andrea De Carlo, Giancarlo De Cataldo e Taiye Selasi; il coach è Massimo Coppola.

Ora, lo scopo è far pubblicare un’ emergente, e ci può stare. Ma siamo sicuri che vinca il più bravo? o solo il più commerciale? E’ vero che sono le domande che il pubblico si pone guardando un talent, ma per la musica la vedo  diversa. Lo scopo primario è quello di invogliare a leggere qualcosa di bello e ben fatto, ci riusciranno? Saranno in grado di fare la scelta giusta? di non far “disastri”?

Ripeto che è un esperimento davvero delicato, ma che se riesce vuol dire che , forse, i libri in questo paese hanno ancora spazio.

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