Questo è un libro dove ho faticato all’inizio, dove mi sono detta “ecco un altro libro sbagliato”. Ho faticato perché non ero preparata al tipo di narrazione.

Il protagonista, Changez, racconta la sua storia ad un turista americano. Del suo interlocutore si sa poco e niente, non si leggono sue domande dirette, si legge tutto dalla visuale di Changez.

Ci troviamo in Pakistan, nel mercato di Lahore, e il protagonista incontra per caso il suo interlocutore e gli racconta la sua storia.

Gli racconta dei suoi studi in America, l’amore per una ragazza, del suo lavoro.. ma nella sua vita perfetta, succede qualcosa che incrina tutto, un qualcosa che inizia a mettere dura prova il suo essere, la sua visione della vita: l’11 settembre.

L’11 settembre lo investe come un fiume in piena. Cominciano a guardarlo in maniera diversa, i controlli in aeroporto si fanno più serrati. Le sue idee iniziano a essere molto particolari, molto fondamentaliste, sa che ormai il mondo è cambiato, e che la guerra intrapresa dall’America vicino al suo paese, è solo una scusa.

Una scrittura meravigliosa, dove il protagonista ti prende per mano e ti accompagna. Mi sono sentita al tavolo con lui, nel mercato di Lahore affascinata dal suo racconto.

 

Ho anche visto il film, e mi è piaciuto davvero tanto per quanto si discosti dal libro. Credo che sia un film che spiega bene come sia cambiata la vita dopo l’11 settembre, è un film  che mostra quanto possano essere potenti le parole. Quanto possano dure, di quanto la gente abbia paura di loro soprattutto se non è in linea con quello che tutti pensano. Lo trovo anche abbastanza attuale e rivederlo ogni tanto penso che possa far bene!!