Come già raccontato in una rubrica del mese, il libro è davvero piccino, ma a mio parere molto intenso. Non sono nemmeno 140 pagine, e io dopo poche frasi sentivo l’esigenza di chiudere il libro, ma non perché fosse noioso.

La scrittura l’ho trovata molto scorrevole, mi sembra che sia anche ben tradotto. La particolarità sta nel fatto che non c’è una protagonista ben definita, le protagoniste sono tante, sono tutte!!

Sono donne, di tutte le età, di un’unica nazione. Sono tutte giapponesi, di età diverse.
Viaggiamo con loro, per mano, come se fossimo lì con loro. Le accompagniamo dalla loro casa in Giappone, con una foto in mano fino in America. Dallo sbarco pieno di trepidazione, di aspettative, alla consapevolezza che non sarà come speravano. Le vedremo vivere, lavorare, fare l’amore, diventare madri, le vedremo all’inizio della guerra.

Una donna che parla di donne, che parala di anni duri, di un flusso migratorio di cui, forse, si sa poco. O per lo meno io non conoscevo. Sì ammetto la mia più totale ignoranza.

Secondo me è da leggere, è piccolo, ma davvero intenso. Se avete altri libri su flussi migratori di donne, i consigli sono ben accetti.

Alla prossima.