amore-zucchero-e-cannella

La sua espressione seria, mi faceva sciogliere, persino la sua ossessione per l’allenamento mi piaceva. Avrei voluto costruire un futuro con Simon, avrei voluto amarlo. Ma in quel momento realizzai che non era abbastanza. Lui voleva qualcuno che io non sarei mai potuta essere. “Il mare è pieno di pesci”, aveva detto Philip al lavoro. “È un cliché, ma è assolutamente vero. Proprio per questo è un cliché, perché è vero”.
Avevo sgranato gli occhi. Era uno stupidissimo modo di dire. Sì, il mare era pieno di pesci, ma se il prossimo era un piragna o uno squalo mangia-donne? Sapevo che Philip aveva ragione, anche se in modo non proprio originale.

Dovevo fare solo una cosa: dimenticare Simon e andare avanti
Strappai il nastro adesivo da una scatola che non avevo ancora toccato, e dentro vidi l’urna che conteneva le ceneri di mia nonna Violet, avvolta nella gommapiuma. La presi, tolsi la gommapiuma e la appoggiai sul tavolo vicino alla fotografia. Ripensaci al suo funerale nel maggio precedente. Simon era stato di grande supporto aiutandomi a predisporre tutti per le esequie (dovetti scegliere qualsiasi cosa, persino le calze) e tenendomi per mano mentre seguivamo il feretro al crematorio. Quel pensiero mi intenerì. Raccolsi il telefono da terra e composi il suo numero per la terza volta quella mattina. “Eh, Simon”, dissi tremante. “Stavo solo pensando… nulla lascia stare, non è niente, niente di importante”.

Scossi il capo incredula, e mi misi le mani nei capelli. Avevo la fronte umida per l’ansia pazzesca degli ultimi giorni. Misi le ceneri di Violet subuna mensola e notai la pila di modelli che erano scivolati dal suo libro.

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