Non bisognerebbe dimenticarsi degli amici, quelle persone che, senza saperlo colorano la nostra vita.

Quel breve viaggio, mi aveva fatto bene. Perché a volte evadere non può far altro che renderci più forti. L’importante è viaggiare, non restare rinchiusi fra le barriere che la mente ci pone.

Perché quando una persona ti da il suo cuore scopri che quest’ultimo non è composto solo da felicità e amore.

Le persone quando muoiono, diventano come una carta mancante di un mazzo altrimenti completo, e senza di essa la logica del gioco viene scombinata, non ha più senso continuare a giocare, e similmente non ha più senso vivere.

Il libro è un’opera prima di uno scrittore molto giovane.
Devo dire un’opera prima molto nera. Non perché sia un libro dark o un Noir, ma perché molto angosciante a mio avviso.

Lo stesso autore dice di prepararsi prima di leggere queste pagine: ” Se vi getterete in questo mare di pensieri, in queste pagine meste, potreste non uscirne vivi…” Beh niente di più vero, credevo di essere pronta, ma forse ho un po’ sottovalutato la cosa.

Il libro mi ha lasciato un forte senso di angoscia, ansia, e il finale me lo aspettavo ben diverso.

La storia è scritta ha due voci:
Beatrice è un’adolescente che vive con la madre e il suo fidanzato, un personaggio davvero poco raccomandabile. Va abbastanza bene a scuola e praticamente non ha amiche. Il suo sogno è fare la scrittrice.

Riccardo è uno scrittore affermato, alle prese con la scrittura del suo ultimo libro.
Lo vuole incentrare sugli adolescenti di oggi, ma per poter scriverne ha bisogno di conoscere qualcuno di loro. Ma non un’adolescente qualunque, una che abbia la vita un po’ incasinata.

E così i due si conosceranno. Le loro vite, da questo incontro, non saranno mai più le stesse. Si intrecceranno e non riusciranno più a tornare quelle di prima.

All’inizio il libro devo dire che scorre, l’ho trovato veloce e mi aveva anche conquistata. Però con lo scorrere delle pagine l’ho trovato angosciante, un po’ cervellotico, un po’ come se l’autore si fosse incagliato.

Do atto a questo giovane autore, che la trama non è poi così male, e che la scelta di raccontarlo a due voci mi è piaciuta.
Lo ammetto, forse sono io un po’ così perché amo i lieti fine nonostante tutto, ma il ragazzo, Paolo Falco, ha potenziale.
Spero di leggerlo ancora, magari in trame un po meno “nere”.