almeno il cappello

Vitali ultimamente non mi appassiona più molto come prima. E sì che dall’ultimo che ho letto ho fatto passare apposta un bel po’ di tempo.
Le sue storie sono sempre ben scritte, mai banali e scorrevoli. Ma.. non mi divertono più come agli inizi. Infatti non l’ho divorato, ci ho messo un po’ a finirlo.

Ci troviamo a Bellano dove si parla della sua piccola e scarna fanfara.
Giusto otto persone che accolgono i turisti che sbarcano dal traghetto. Non è niente di che, ma visto che ce l’hanno un po tutte, perché Bellano dovrebbe essere da meno? Si certo, fa un po’ sfigurare il paese, ma per avere un corpo musicale decente c’è bisogno di qualcuno che si faccia carico delle varie incombenze e dei rapporti con le istituzioni.

A svolgere questo gravoso compito arriva il ragionier Geminazzi di Menaggio, dove ha sede la miglior fanfara del lago, la più illustre. Ben presto il ragioniere si trova a che fare con un podestà non proprio accondiscendente. Lui lo vorrebbe anche un corpo musicale di tutto rispetto, ma non si aspettava che Geminazzi fosse tanto accorto, risoluto e pretenzioso.

Pagina dopo pagina ci troviamo a leggere delle vicissitudini dei protagonisti, un po’ come se fossimo degli spettatori invisibili. Questa è la sensazione che ho avuto io. Devo dire che Vitali in questo è proprio bravo.

Chissà se Bellano, dopo tanto tribulare, dopo tante vicissitudini ce la farà ad avere una fanfara di tutto rispetto..

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  1. […] Un libro ambientato nel tuo stato ­Almeno il Cappello […]

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