balzac-e-la-piccola-sarta-cinese

Eccomi per raccontarvi un’altra mia lettura. Come state? Io dopo l’appendice bene, anche se sono raffreddata come il mio solito. Spero che questo fine settembre sia piacevole!! 🙂

Avevo questo libro in lista penso da un paio d’anni circa: mi è davvero difficile smaltire la lista in tempi ragionevoli, o mi arrendo o non so.

La storia è ambientata nella Cina di Mao Tse Tung, in un paese in cui si viene puniti e messi in cella per in niente. Ciò che è occidentale o non riguarda Mao non è ben visto. Tant’è che i giovani dell’epoca vengono mandati in “rieducazione” in montagna. Come i nostri protagonisti, che vengono mandati nella montagna di Phenix. Le loro colpe? nessuna. O meglio le colpe sono dei genitori. Il narratore ha genitori medici e sono considerati appunto nemici del popolo. Il nostro amico suona il violino anche se non troppo bene, l’altro ragazzo si chiama Luo e suo padre, dentista, ha criticato Mao dopo avergli curato i denti.

La loro “rieducazione” non è per niente facile, devono svolgere i lavori dei contadini: nei campi, nelle miniere.. La loro fortuna è quella di essere dei buoni oratori, tant’è che il capo del loro villaggio li manda spesso in paese per vedere i film, e una volta tornati al villaggio li devono raccontare per filo e per segno. Questo per loro è un grande aiuto perché li toglie dai campi per qualche giorno, così si possono riposare un po.

In un villaggio vicino, conoscono un ragazzo, anch’esso in “rieducazione”, soprannominato “quattrocchi”, con il quale instaurano un rapporto d’amicizia. All’inizio è un amicizia disinteressata, ma dura poco, perché i due ragazzi hanno un’obiettivo ben preciso. I suoi libri!!! eh si, perché in un periodo in in cui i libri occidentali sono banditi, proibiti, un ragazzo in un villaggio sperduto sulle montagne ne ha una valigia piena zeppa!! Così in un modo o nell’altro riescono a farsi imprestare un libro, uno di Balzac. Luo rimane folgorato da questo scrittore, come rimane folgorato dalla bellezza, dalla grazia della figlia del sarto, del quale s’innamora, e al quale racconta questo primo libro. Ma un solo libro non basta più. Loro vogliono poterli leggere tutti i libri del loro amico, ma lui non vuole saperne. Lo scopo di Luo è quello, attraverso i libri, di trasformare la piccola sarta cinese di acculturarla e quindi necessita di quei libri. Ma come averli? Come convincere l’amico? e se poi i libri raccontati trasformano la piccola sarta, ma il risultato ottenuto non è proprio quello desiderato?

La  bellezza della lettura secondo me sta proprio lì: che ogni lettura ci lascia qualcosa dentro, ci trasforma, ci segna. Un po’ come la vita: ci segna ci fa ridere, piangere, sognare divertire, ci fa paura. Non possiamo sapere, prevedere come ci cambierà, se in bene o in male.

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