La storia l’ho trovata piuttosto originale, e devo dire che mi è anche piaciuta. Si toccano argomenti abbastanza delicati: abbandono e disabilità.

Federico Lombardi è un chimico, un ex marito ma soprattutto è un padre, di un bimbo di quattro anni che frequenta la materna, anche se non riesce a sopportarne i ritmi. Claudio è affetto da disabilità. La mamma Gloria, se l’è data a gambe non sopportando la sorte toccata al bambino. Gli uomini di casa Lombardi hanno una vita agiata grazie al lavoro del papà, una bella casa, una domestica Elda che oltre l’aiuto in casa aiuta Federico con il bambino. Si potrebbero dire tante cose di questo papà con la passione di distillare grappa, ma alcuni suoi atteggiamenti, alcuni suoi vizi non sono proprio da padre modello; ma sono sicuro che anche voi, come me, lo perdonerete, quasi non ci farete caso.

Federico accetta tutto l’aiuto che gli viene offerto: dai familiari, dalla parrocchia e perfino dagli assistenti sociali che un giorno gli mandano a casa Daniela.

Daniela è una bibliotecaria, dedita al lavoro, ai suoi lucidalabbra che ama gli incontri di lettura con le classi. Ed è questo che dovrà fare con Claudio: sedute di lettura, nulla di più. Invece si ritrova a fare molto di più. Come per esempio iniziare una relazione con Federico, dovrà destreggiarsi con un fidanzato telefonico che non vedrà mai, ma soprattutto dovrà capire cosa e come fare con il “fantasma” della mamma di Claudio, che proprio fantasma non è!!

La storia si sviluppa su due fronti, il primo fronte Daniela, il secondo che coinvolge i carabinieri su un’inchiesta di prostituzione. Che centrano? Bé ma mica vi posso dire tutto io, no? Scopritelo da voi, e se riuscite a perdonare Federico, a sopportare Daniela con i suoi mille perché, ma soprattutto se vi venisse da mandare a stendere Gloria ed Elda passate a trovarmi e ditemi che ne pensate voi del libro!!

 

p.s E’ stato il mio primo libro elettronico, non malvagia come esperienza se presa in piccole dosi come ho fatto. Ringrazio il marito per la pazienza per la monopolizzazione, in alcuni pomeriggi, del suo prezioso tablet.

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