il-petalo-cremisi-e-il-bianco

Ecco un romanzo che mi ha lasciato un po’ così!! 980 pagine di cui la maggior parte noiosa, con una storia che fa un po’ acqua. Ammetto che ho saltato dei pezzi, per esempio le descrizioni (troppe) della voce narrante in mezzo ai dialoghi. Avevo letto apprezzamenti sul libro, ma per me è stato un po’ così. Non nascondo che mi ha tenuta compagnia in ospedale e in questi giorni a casa, durante il post appendicite; si ma che fatica!! Pensate che durante il prelievo del sangue alle 5 del mattino un’infermiera ha visto il libro e mi ha chiesto..nonostante il sonno sono riuscita a convincerla a non prenderlo. Chissà se ho fatto bene, magari a lei sarebbe piaciuto!

Il libro è ambientato nella Londra vittoriana intorno al 1870, la protagonista si chiama Sugar ed è una prostituta. La storia potrebbe richiamare un po’ Pretty Woman, avete presente il film? Lei prostituta s’innamora del bel ricco e vissero felici e contenti? ecco..ci siamo.. più o meno!

Lei è la prostituta più in vista e desiderata della città nonostante non sia proprio bellissima, diciamo che le sue “peculiarità” l’aiutano. Una sera fa la conoscenza di William Rackman, un uomo abbastanza ricco che in seguito prenderà le redini dell’azienda di famiglia: le profumerie Rackman appunto. William è sposato con Agnes una giovane donna alquanto cagionevole, che quasi sempre nella sua stanza, i due dormono separati ed alle volte ha delle crisi di rabbia che la sorprendono quando uno meno se l’aspetta. La coppia ha una figlia, Sophie, che è praticamente inesistente, non ha contatti ne con il padre tanto meno con la madre.

I due intraprendono una relazione, che col passare del tempo William pretende e ottiene che diventi esclusiva a tal punto che Sugar lascia la casa dove lavora, perché le ha preso un’appartamento tutto per lei, o meglio per loro, in quartiere bene di Londra.

Sugar, come si scopre durante la lettura, è una prostituta diversa dalle altre: sa leggere, scrivere, sa dar ottimi consigli a William su come gestire le profumerie. Ci si può anche affezionare a lei, se si riesce a non abbandonare il libro, cosa che io per prima stavo per fare. Penso che alla fin si speri in un lieto fine, proprio come dicevo prima. Ma voi credete sia possibile un lieto fine in un romanzo che ha come protagonista una prostituta con un amante ricco in una Londra vittoriana?

Non vi dico il finale anche se lo sospetterete ma una cosa ve la voglio confidare. Se superate le descrizioni inutili, la ricchezza, il sesso, la pazzia di alcuni personaggi, l’irritazione che altri provocano, forse alla fine direte: è giusto così! Oppure: in fondo è la cosa migliore. E comunque il finale credo che un po’ vi sorprenderà come lo ha fatto con me.

E se dopo aver riposto il libro avete l’amaro in bocca…beh ditevi: è già tanto se l’ho letto tutto!!!

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