linverno-si-era-sbagliato

 

Chissà perché in estate divoro libri!! vabbé meglio così, o peggio, visto che poi tra Natale e primavera ho una forte battuta d’arresto.
Questo fa parte dei sei libri che ho preso in biblioteca (prima scorpacciata), evviva il prestito lungo estivo: 3 mesi!!!!!

Questo è un romanzo storico, ambientato nella prima guerra mondiale. La storia inizia prima, ma viene sviluppata nel 15-18.
Parla di tre donne, molto diverse tra loro, con vita e classi sociali diverse, tenute insieme da un unico filo conduttore: Riley Purefoy.

Riley è un bambino non dell’alta società londinese, che per puro colpo di fortuna diventa il tutto fare in casa di un pittore. Durante la sua permanenza in quella casa, conosce una bambina, Nadine. Tra i due bambini c’è fin da subito una forte alchimia, che si trasforma in amore, ma la mamma si Nadine che non accetta che la figlia “abbia a che far con uno inferiore” li allontana. Riley va un po’ fuori di testa e decide di arruolarsi in guerra, pensando che se non può stare con lei, preferisce farsi ammazzare.
La sua vita militare è folgorante, sa quando parlare, come farlo, così viene promosso, e si fa largo in lui la speranza che le promozioni lo possano rendere degno di Nadine.

Diventa amico del suo capitano in comando Peter, che ha moglie e una cugina. La moglie spinta da una madre veramente insopportabile, e da Rose, la cugina, cerca di “fare la sua parte”. Vorrebbe essere una di quelle donne che aiutano, infermiera, conducente di ambulanze… Ma tutto quello che riesce a fare è curare la casa, accordare il violoncello e pensare ad essere bella per quando il marito tornerà. Proprio l’opposto di Rose, infermiera a Sidcup. Lei s’ che si dà da fare. Aiuta, pulisce, cura, imbocca scrive, parla con i pazienti più gravi. Perché la guarigione parte dal parlare… o dallo scrivere.

Le tre donne arrivano a conoscersi a Riley. Come? Non posso rivelarvelo, vi svelerei troppo del libro, ma vi posso dire che si aiuteranno l’un l’altro, magari anche inconsapevolmente, si feriranno, piangeranno e penseranno che tutto, prima o poi, finirà.

Ho trovato molto crude le descrizioni delle ferite di guerra, sono mooolto dettagliate, o forse sono io che mi impressiono facilmente. Sì, forse è questo.
Questo romanzo porta in risalto i progressi medici, che già allora erano notevoli, e una nota di malinconia: la scrittura delle lettere. All’epoca era l’unico modo di comunicare, oggi potrebbe sembrare assurdo. Volete mettere la bellezza di prendere carta e penna e scrivere? Ricevere una lettera nella casella di posta? Lo so, sono un’inguaribile romantica, sarà per questo che non riesco a convertirmi agli e-book, e prima di scrivere qui, prendo carta e penna per una prima stesura.

Se vi piace il genere, leggetelo! E’ una botta al cuore, sembra passata una vita, eppure sembra tutto così vicino e reale. E’ anche un modo per non dimenticare!!

 

 

 

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