la-lunga-notte-del-dottor-galvan

Daniel Pennac è davvero un genio!!! Mi chiedo come prendano vita le sue storie, da dove prenda spunto. Perché diciamolo sono davvero fuori dal comune, è un tipo di scrittura che oggi si vede davvero poco in giro. Io me lo immagino al buio nel suo studio, con una lampada accesa sulla scrivania, una tazza di caffè fumante e lui tutto serio che scrive parola dopo parola. Io invece che lo leggo, con un sorriso.. come dire.. ecco EBETE (sì è proprio la parola giusta), sul pullman, mi diverto e mi dedico ad un’oretta di allegria e spensieratezza.

Il Dottor Galvan è di turno al pronto soccorso, e si dedica alle emergenze, notando, quando la sala d’attesa quasi vuota, un signore, seduto da ore, che non si lamenta e paziente aspetta il suo turno. L’unica cosa che dice è: “Non mi sento bene ” e da lì è l’inizio della fine. Perché inizia a manifestarsi una patologi dietro l’altra, con sintomi ben precisi.

Il Dottor Galvan, si vede “costretto” a passare da un reparto all’altro sperando che il suo paziente, dimenticato per ore, non muoia, ma soprattutto si scopre a non pensare al suo chiodo fisso: al suo biglietto da visita! Deve essere un SIGNOR biglietto da visita, secondo Galvan tutto gira intorno a quello. Ma ora è impegnato a salvare la vita di questo paziente e non può più pensare alle frivolezze. Ma chi è questo paziente? Come si chiama? Dopo aver vegliato su di lui tutta la notte, dove è finito? Come può essere sparito?  E soprattutto il Dottor Galvan riuscirà a creare, con l’aiuto della fidanzata, il biglietto da visita per eccellenza?

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