la-ragazza-nella-nebbia

Questo è l’ultimo scritto di Carrisi. L’ho comprato e letto subito appena uscito.
Come i precedenti di Donato mi ha conquistata all’istante, e lo dico con gran piacere visto che quando lo lessi ero on crisi con l’ennesimo blocco del lettore.

La vicenda va a ritroso. Inizia dalla fine, nello studio del Dottor Flores e davanti a lui si trova il famoso investigatore Vogel ed è tutto sporco di sangue.
Come mai? Chi lo ha portato in quello studio psichiatrico?

Vogel è noto nelle trasmissioni televisive di cronaca nera, e deve riscattarsi dalla brutta figura fatta nell’ultimo caso.
Così quando scompare Anna Lou di 16 anni si precipita sul luogo per risolvere il caso, e sperare di trovare la ragazzina viva.
Il paese è piccolo e si conoscono un po’ tutti.

Per Vogel è importante tenere alta l’attenzione, e in questo i media sono proprio bravi e servono più a lui che al caso in se.  Basta centellinare le notize, esere vaghi e misteriosi, anche con dei piccolissimi dettagli i media riescono a fare fior fiore di ore di diretta televisiva.

In questo libro, Carrisi, è bravissimo a farci capire bene come funziona oggi lo strumento Tv. Lui ne sa, anche perché la fa, ma è proprio come funziona la nostra Tv che mi spaventa. Che mi preoccupa.

Sono stata anche io spettatrice di interi pomeriggi a guardare i programmi che trattano cronaca nera, come se non ne avessi mai abbastanza.
Ma siamo proprio sicuri che sia la cosa migliore? Che sia giusto?
La Tv è immediatezza, e rischiamo di farci intontire da questo strumento e perdere contatto con la realtà.

Bravissimo Carrisi per averci regalato questo libro così attuale, quasi da denuncia.
Perchè ricordiamoci che i processi non si fanno in televisione.

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