OGGI VI LASCIO CON QUESTO COMUNICATO STAMPA. SE SIETE SCRITTORI, OPPURE AVETE DEI RACCONTI NEL CASSETTO, INVIATELI AD ELENA. FARE DEL BENE AIUTA ANCHE NOI STESSI!!!

 

 

Ciao a Tutti, siamo Elisabetta ed Elena e vi vogliamo raccontare una storia.
C’è un bambino piccolo in Siria, si chiama Mahmud, che Elisabetta ha adottato con il cuore, e che soffre di una malattia rarissima: è allergico al sole e ha delle dermatiti terribili. Vive con il cortisone e morfina, ma non ce la fa più. Abita nel campo profughi di Bab al salam, in provincia di Aleppo, al confine con la Turchia in condizioni climatiche disperate, difficili per chiunque, figuriamoci per lui. Per migliorare le sue condizioni di vita una soluzione ci sarebbe: l’acquisto di una tuta speciale, termica, per la quale è già stata raccolta la maggior parte della somma, ma non tutto.

 

E’ una causa che ci sta molto a cuore e vogliamo continuare a fare qualcosa di concreto:

abbiamo quindi dato vita a un progetto: vogliamo autopubblicare su Amazon (o piattaforma simile) una serie di racconti il cui ricavato andrà INTERAMENTE a Mahmud. Elena ne ha già scritto uno, ora però vorremmo che ne arrivassero anche degli altri. Potrebbero essere fiabe per bambini, come quello di Elena (un volontario le illustrerà) oppure anche narrativa varia.

Il tema è: Insieme si può.

Lunghezza: 2-3 pagine; consegna entro fine maggio via posta elettronica all’indirizzo: insiemepermahmud@gmail.com.
Se pensi di avere qualche idea e un racconto che ci vuoi DONARE (perché di vero e proprio dono si tratta, ci sarà il tuo nome come autore ma niente di più, e non garantiamo nulla su quello che sarà la diffusione, è un progetto sperimentale), puoi inviarcelo e ti diciamo grazie fin da ora.
In alternativa, raccogliamo anche fotografie o disegni sul tema “Insieme si può”.

 

Se sei interessato o conosci qualcuno che lo sia e possa fornire il materiale giusto (scritto o fotografico), mettilo in contatto con noi.

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Ieri sera a letto, tra una riga e l’altra dei Miserabili, ho preso in mano il cellulare, e su Facebook rimbalza la notizia che Gabriel Garcìa Màrquez purtroppo non c’è più. La mia reazione istintiva è stata di incredulità, ed ho incominciato a dire “Nooooooooooooo”.

Purtroppo “Siiii” non c’è più. Non c’è più un Grande premio Nobel della letteratura  mondiale. Non so in quante lingue siano stati tradotti i suoi romanzi, le sue parole, le sue bellissime storie. Così ho scritto due miei pensieri, ho avuto dei “mi piace” un mio contatto mi ha scritto “nooo :(” le pagine di libri che seguo hanno iniziato a pubblicare pagine, aforismi, immagini.. su Twitter i messaggi in tutte le lingue iniziavano a fioccare.. come fiocchi di neve che cadono lenti quando meno te lo aspetti.

Il mio approccio con lo scrittore è avvenuto poco tempo fa, lo ammetto. Presi in biblioteca “Memoria delle mie puttane tristi” lo lessi in una giornata, nel tragitto per andare e tornare da cucito. Il titolo è uno di quei titoli che ti fanno sussultare, che dici..chissà che gran porcata. Ma l’ho voluto comunque prendere. Non lo conoscevo lo scrittore e quindi non sapevo cosa mi aspettasse. Sapevo che un titolo del genere avrebbe provocato reazioni. Mio marito storse il naso. Così feci una piccola prova: assunsi una posizione in modo che chi mi stava davanti potesse leggere il titolo. Il signore sulla sessantina davanti a me abboccò!!! Avreste visto che faccia ha fatto, come mi guardo.. come guardò la copertina.. quasi scoppiai a ridere!!! Lì ho capito che non bisogna MAI giudicare un libro dalla copertina o dal titolo (..ma quante volte ho scritto la parola “titolo” :/ ). Tornai a casa e dissi a mio marito (all’epoca ancora compagno) “Amore, PURA POESIA!!!!” “Niente di volgare, pornografico, scandaloso.. una meraviglia di libricino!!! io sono innamorata!!” Lui ovviamente mi guardò come se fossi la solita pazza che si innamora di uno scrittore, di un libro.. e credo pensò “quanti libri avrà scritto? quanto mi farà spendere ancora in libri??”

Mi informai.. girovagai in rete, e scoprii che fu un premio Nobel.. allora lì forse anche il marito si ricredette.. 🙂

Poi lessi il suo romanzo più famoso e forse il più importante “Cent’anni di solitudine” e anche lì io andai contro corrente. Non mi piacque, la mia insegnante di cucito  mi chiese come potesse essere possibile.. che vi devo dire.. forse non era il momento.

Io i suoi scritti non li ho letti tutti.. mi sono fermata a “L’amore ai tempi del colera” che ho trovato meraviglioso!!!!

Oggi la letteratura, i lettori, piangono. Piangono un uomo che ha saputo dare alle parole, alle storie immagini sapori profumi, che scrittori di oggi non sono in grado di dare. Di assaporare.

Di recente mi sono “lamentata” delle  troppe e, forse, inutili, descrizioni nei Miserabili. Mi sono accorta che il mio cervello le filtra, non le sento addosso. Ma appena la storia ricomincia mi appassiono e vado come un treno. Una mia cara conoscenza, amica, mi ha detto che sono “figlia del mio tempo” dove tutto va veloce, dove le descrizioni sono abbandonate, sono poche perché ormai siamo abituati a vedere con gli occhi e non con la mente. Forse ha ragione, ma “Gabo” era tutto questo. Era la capacità di far vedere con la mente, con gli occhi, con gli odori i suoi libri, le sue storie.

Leggete, leggete, leggete. Leggete per piacere, per amore, perché vi piace quello scrittore, quel genere. E se vi capita Leggete anche Lui. Leggete questo GRANDE IMMENSO scrittore. Perdetevi nelle parole, nelle pagine..

 

Arrivederci Gabo

Lo sapevate che esistono social network per i libri? Io personalmente, fino a poco tempo fa, conoscevo solo Anobii, al quale sono affezionata e che trovo molto facile da usare; poi, una mia vecchia conoscenza, Caterina, mi parla di Goodreads.

Apro “La Lettura” del 7 aprile e trovo un bell’articolo sui social dei libri di Alessia Rastelli, e con cosa inizia il pezzo? Proprio con Goodreads.
Per chi non li conoscesse, in questi social network si condividono, con gli altri utenti, i libri che si leggono, li si può votare, recensire, metterli nel proprio scaffale virtuale.

Leggendo l’articolo, scopro che Goodreads ha ben 23milioni di recensioni, che a mio avviso è un gran patrimonio, ed è stato acquistato da Amazon. Perché? perché è cresciuto così tanto che aveva “minacciato” di iniziare a vendere E-book. Così Amazon per non avere un’altro rivale, ha fatto l’offerta e l’ha comprato. Amazon, contattata dal giornale “La Lettura” dice che non verrà cambiata l’esperienza su Goodreads, che comunque ha già il suo indirizzamento verso Amazon, ma non verso altri store.

Anobii ha all’incirca 600mila utenti, di cui un terzo italiani. Nel 2012 è andata ai supermercati britannici Sainsbury’s. E anche lui ha il suo “tastino” E-book. Ma sapete che io non l’ho mai aperto? Forse una volta per capire, ma poi l’ho richiuso e ignorato a dovere. Ma a quanto pare non stata l’unica ad ignorarlo. Nell’articolo Alessia Rastelli dice: ” in Italia non ha iniziato a vendere e la piattaforma appare abbandonata a se stessa”. Già quando fecero l’esperimento con l’indirizzamento verso il loro partner IBS, non andò molto bene.

Ora mi chiedo una cosa, perché questi luoghi non li

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si può lasciare intatti? Capisco che l’editoria, cartacea e digitale sia in crisi, che è difficile far soldi in questo campo, ma non li si può lasciare così? Delle aree di ritrovo per noi utenti e basta? Ci sono già abbastanza luoghi dove comprare libri, perché impossessarsi anche dei social. Poco ci manca che ci prendano in giro se leggiamo in libro, almeno fatecene parlare e condividere in pace.

Voi che ne pensate?

 

Ormai Natale è veramente alle porte, mancano proprio pochissssssssime ore!!

Molti di voi saranno a tavola con i familiari, con i parenti per la cena della vigilia, ho appena dato, e come ogni anno, mia suocera ha dato il meglio di se 🙂 !

Sicuramente i prossimi giorni, saranno di bilanci, di abbuffate, di buoni propositi per il nuovo anno. Tipo, mi metto a dieta, mangio più sano, più attività fisica, magari leggere quel libro che mi riprometto sempre di fare e poi non faccio.. I buoni propositi, sono fondamentali, ci danno dei piccoli obiettivi, di cui la maggior parte verranno abbandonati nell’arco dell’anno se non subito, ma è giusto farli, sono stimolanti!

Io di bilanci non ne ho ancora fatti, ma di certo è stato un anno positivo: mi sono sposata!!! 😀

Auguro a tutte/i voi di emozionarvi davanti a un film, un libro, un’amicizia, un fidanzato/a, davanti all’abito da sposa o da sposo. Vi auguro che possiate realizzare anche un solo piccolo desiderio, che vi permetta di dire tra un anno: “vedi quest’anno ho fatto questo e io sono felice così!!”

Vi auguro ore liete in famiglia, con gli amici, perché anche se bistrattati sono i gioielli più preziosi che possiate mai ricevere nella vostra vita!
Vi auguro tante risate, quelle belle, serene, gaie, di quelle che rinfrancano lo spirito durante un brutto momento.

Vi auguro il meglio, perché come canta il mio amato Luciano “Il meglio deve ancora venire!!”

 

SERENO NATALE A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 

 

Siamo proprio sicuri che internet e i social network atrofizzino il cervello? Che non ci sia nessuna speranza?
No!! Le speranze ci sono, i cervelli sono attivi e le idee pullulano e non rimangono tali come spesso si pensa.

Ne la “Lettura” del 10 marzo m’imbatto in un articolo che mi apre letteralmente un mondo. Valentina Ravizza, tratta l’argomento della scrittura collettiva e ci fa conoscere delle nuove realtà giovanili.

www.theincipit.com fondato da Marco Paccagnella insieme a Luigi Ricco e Manuel Colombo. Il lettore diventa scrittore, le storie si suddividono in 10 episodi. L’autore pubblica l’episodio e tre possibili prosegui. I lettori hanno la possibilità di decidere quale sviluppo preferiscono, la scelta più votata guiderà l’autore nell’episodio successivo. Si può seguire via Twitter e Facebook.

www.phabule.it  fondato da Fabio La Monica, Calogero Sciabbarrasi e Vincenzo Guittardi. E’ un social network di scrittura collettiva, gli utenti inseriscono il loro testo accompagnato da una foto, e saranno proprio loro a votare i prosegui migliori della storia fino ad arrivare al finale. Si può seguire via Twitter e Facebook.

www.mebooktoo.com sarà on line prossimamente (ad oggi 22 dicembre non lo è ancora). Fondato da Stefano Rocca insieme a abrizio errico e Maurizio Zuccalà. Viene definito il Facebook degli Ebook. Può essere utilizzato sia da aspiranti scrittori che da universitari per apunti. Facendo una breve ricerca ho trovato questo sito wwww.mebook.eu non so se si tratti dello stesso, che ha cambiato solo il nome, oppure no.

Per ultimo, ma non credo per importanza, it.20lines.com consiste nello scrivere le prime 20 righe di un racconto che è composto da sei capitoli. Si possono commentare e votare i passaggi preferiti. Sono ordinate per autore e genere.

Se avete sempre desiderato di scrivere qualcosa ma cimentarvi con un romanzo vi è sempre sembrata un’impresa ardua, da oggi potete cimentarvi con dei passi… e poi magari…. buona scrittura a tutti!!!

Lo so, la prima puntata è stata fatta quasi una settimana fa.. sono lenta, ho bisogno di metabolizzare!
Il luogo dove si svolge è Torino, devo dire che durante la puntata sono state fatte delle riprese mica male della città, probabilmente è l’unica nota positiva.
Premetto che non ho letto nulla dei tre giudici (la Selasi è un’emergente) quindi non ho idea di come scrivano, ma voglio parlare del programma, non dei giudici-scrittori.

Penso che si sia dato troppo spazio ai concorrenti, e troppo poco ai manoscritti. Il talent deve essere incentrato su quello. E’ giusto presentare lo scrittore, ma mi sembra esagerato farne “casi umani”. La nostra televisioni è ormai piena di “casi umani” bisogna uscire da questo circolo vizioso e pensare che porti ascolti. Lo potrà anche fare, ma non in questo contesto.

dei 5000 manoscritti ne sono stati selezionati 72. Questi 72 vengono suddivisi in 12 concorrenti a puntata, che si presentano davanti ai giudici, dove leggeranno un breve estratto del loro romanzo. I giudici esprimono i loro pensieri e decidono se il concorrente può continuare o meno. Da 10 ne rimangono 4 che vengono divisi in coppie. Queste coppie faranno due esperienze diverse, e una volta tornati in studio scriveranno una lettera in mezz’ora, nel quale dovranno nel miglior modo possibile descrivere ciò che hanno vissuto.
Ora mi chiedo: ma se il romanzo è già ultimato, perché fare una prova di scrittura? O:O

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Non sapevo se intitolare questo post con “Libri in tv #2”, ma poi ho optato per il nome del programma.
Masterpiece   sarà un programma televisivo, purtroppo in seconda serata, su rai tre a partire dal 17 novembre. E’ un talent show per aspiranti scrittori. Chi vince verrà pubblicato da Bompiani e farà la presentazione al Salone del Libro di Torino.

Sono stati inviati  circa 5000 testi, e questo un po mi preoccupa. Ho paura che in Italia ci siano più scrittori, o aspiranti tali, che lettori. Ora su questo si potrebbe aprire un gran dibattito, ma non è questa l’occasione. L’obiettivo è quello di scovare nuovi talenti..ora mi chiedo.. ma dare un occhio ai libri in autopubblicazione? Troppa fatica o troppo facile?

Già che lo facciano in seconda serata di domenica, a questo punto credo dopo “Che tempo che fa”.. mah! Sì, sono scettica e allo stesso tempo entusiasta.
Scettica per l’orario, per la collocazione, per come può essere strutturato. E’ un esperimento molto delicato. Ho paura che se va male lo cancelleranno innestando ire funeste dei partecipanti, e degli spettatori. Entusiasta, perché è una cosa nuova, interessante, e penso anche stimolante.

Da quanto si capisce dal sito sarà in due fasi. La prima, come dicevo prima, in seconda serata dal 17 novembre per capire chi accede alla fase successiva. La seconda, in diretta (spero di aver capito bene) da febbraio 2014. Spero solo che non gli mettano “contro” San Remo, se no è finita!!

Come in tutti i talent show, ci saranno giudici e un coach. I giudici sono: Andrea De Carlo, Giancarlo De Cataldo e Taiye Selasi; il coach è Massimo Coppola.

Ora, lo scopo è far pubblicare un’ emergente, e ci può stare. Ma siamo sicuri che vinca il più bravo? o solo il più commerciale? E’ vero che sono le domande che il pubblico si pone guardando un talent, ma per la musica la vedo  diversa. Lo scopo primario è quello di invogliare a leggere qualcosa di bello e ben fatto, ci riusciranno? Saranno in grado di fare la scelta giusta? di non far “disastri”?

Ripeto che è un esperimento davvero delicato, ma che se riesce vuol dire che , forse, i libri in questo paese hanno ancora spazio.

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Oggi è il Sociale Book Day, iniziativa di Libreriamo

Iniziativa nata per promuovere e diffondere la lettura. Iniziativa lodevole, interessante e creativa!! Si può partecipare su Facebook e su Twitter. Come? Pubblicando un pensiero UA citazione con l’ashtag #socialbookday.

Potete darlo sulla loro pagina di Facebook o su qualsiasi pagina che tratti di libri che aderisca all’iniziativa!

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Ne “La Lettura” del 17 marzo, Alessia Rastelli tratta l’argomento e-book. Ma non nel solito dibattito “E’ meglio della carta?” o altre domande comuni. Ormai il popolo lettore si divide in due: e-book si, e-book no! Cosa sia meglio o peggio non devo essere io a dirlo, anche se personalmente preferisco la carta. Di recente ho letto il mio primo libro elettronico, e devo dire che dopo “l’imbarazzo” iniziale non mi è proprio dispiaciuto. Anche se resto dell’idea che non porterei MAI un e-reader, o un tablet (nel mio caso) ne sul pullman se in spiaggia.

Detto questo, l’articolo va sul pratico, sulle cifre, sui ricavi.. sui numeri insomma!!! Se guardiamo in casa nostra, Europa, la messa peggio è l’Italia (che strano), se invece consideriamo l’America, l’Europa è molto indietro. L’editoria digitale cresce anche in Italia, seppur lentamente, sicuramente complice che il loro prezzo in due anni si è quasi dimezzato passando dai 10-12 euro ai 6-7. Se consideriamo per esempio che l’ultimo libro di Dan Brown, Inferno, in versione cartacea costa 25 euro mentre quella digitale ( se non ricordo male) è di 9,90..viene anche a me la voglia di digitale.

Credo che in Italia l’editoria se la passi male anche a causa della crisi. Ma anche la scarsità dei titoli non aiuta. Sono circa 25mila i titoli disponibili in italiano, diciamoci la verità: l’italiano in pochi lo leggono al mondo, penso siano più le persone italiane che leggono in inglese. E se non ci sarà  un integrazione dei titoli si presume un aumento della pirateria.

L’anno scorso sono state scaricate 900mila copie digitali. Tante? poche? Niente a confronto con i numeri tedeschi, inglesi, e ancora meno secondo le stime statunitensi, visto il volume d’affari di due milioni di euro. Si prevede che in america l’anno prossimo, nel 2014, verranno venduti più e-book che libri cartacei. La cosa non mi stupisce, quest’anno siamo andati a New York (viaggio di nozze 🙂 ) e quasi tutti avevano un dispositivo e-readeer. leggevano ovunque..in metropolitana, su una panchina, mi sono meravigliata quando ho visto una signora con un libro cartaceo in mano!! Mi sembrava così bello..invece per loro è raro un libro cartaceo al posto di e-reader. Vedete come sono diverse le cose?

In Italia siamo pronti ad abbandonare la carta? Io ancora no! Che ne saranno le case senza delle belle librerie? La cosa un po mi spaventa.

[Nell’articolo, Alessia Rastelli, parla anche di aspetti, di studi, ma io ho preferito soffermarmi su questi aspetti. Spero, che se mai la giornalista, passasse da qui non me ne voglia!!]

Ne “La Lettura” del 10 marzo ho trovato un piccolo articolo che parla delle copertine dei libri. Della moda che pare sia in uso in questo periodo. E più precisamente dei volti di ragazze o di ragazzi che abbelliscono gli spazi sotto i titoli.

Marco Drago, l’autore del pezzo, dice che quando si entra in libreria sembra di essere “o negli uffici della polizia, o di aprire una galleria di foto su facebook, o sembra di essere in edicola”. Pare che la moda sia nata con il libro “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Il giornalista fa notare che le foto in copertina che ti fissano, non sorridono non comunicano alcuna emozione.

Personalmente trovo molto allegre le copertine di Sophie Kinsella, ma trovo anche carine quelle della Newton Compton per esempio quelle della collana Mammut. Penso che siamo tartassati a sufficienza da volti belli e inespressivi: nella pubblicità o anche nel cinema. Perchè ce li devono anche propinare sulle copertine dei libri? Non dico che non si debba farlo, ma come ogni cosa il troppo storpia.

Postatemi qui sotto sia le copertine che vi piacciono di più, quelle che vi sono rimaste più nel cuore, o che vi hanno ispirato l’acquisto di un libro piuttosto che un altro; sia quelle che ritenete brutte o che vi hanno fatto desistere.