Ne “La Lettura” del 10 marzo ho trovato un piccolo articolo che parla delle copertine dei libri. Della moda che pare sia in uso in questo periodo. E più precisamente dei volti di ragazze o di ragazzi che abbelliscono gli spazi sotto i titoli.

Marco Drago, l’autore del pezzo, dice che quando si entra in libreria sembra di essere “o negli uffici della polizia, o di aprire una galleria di foto su facebook, o sembra di essere in edicola”. Pare che la moda sia nata con il libro “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Il giornalista fa notare che le foto in copertina che ti fissano, non sorridono non comunicano alcuna emozione.

Personalmente trovo molto allegre le copertine di Sophie Kinsella, ma trovo anche carine quelle della Newton Compton per esempio quelle della collana Mammut. Penso che siamo tartassati a sufficienza da volti belli e inespressivi: nella pubblicità o anche nel cinema. Perchè ce li devono anche propinare sulle copertine dei libri? Non dico che non si debba farlo, ma come ogni cosa il troppo storpia.

Postatemi qui sotto sia le copertine che vi piacciono di più, quelle che vi sono rimaste più nel cuore, o che vi hanno ispirato l’acquisto di un libro piuttosto che un altro; sia quelle che ritenete brutte o che vi hanno fatto desistere.

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Cosa succede se uniamo scrittura, musica e arte? Un capolavoro se a farlo è Lou Reed, che si ispira a Edgar Allan Poe, insieme all’artista italiano Mattotti.

Lou Reed nel 2003 mette in piedi una tournée mondiale dopo aver messo in musica i racconti e le poesie di Poe.  Finché non si mette in contatto con Lorenzo Mattotti  a cui da carta bianca e si mette a disegnare, in vari stili: matita, carboncino bianco nero e a colori. Il tutto diventa un libro: The Reaven – Il Corvo edito Einaudi Stile Libero.  (Fonte “La Lettura” del 6 gennaio articolo di Paolo Beltramin)

Trovo la fusione di artisti diverso per categoria, genere, età e stili di vita una cosa eccezionale!!! Potrebbe sembrare rischioso e magari difficile e dispendioso di energie, ma se non si prova non si può sapere cosa potrebbe venirne fuori. E poi in questo bel progetto c’è un italiano, andiamone FIERI!!

La Notte è in contrapposizione al giorno. Di Notte si dorme, si riposa, si contemplano la luna e le stelle, si scrive,, si fa l’amore, ci si confessa i segreti più intimi, si piange..

Secondo Isabella Bossi Fedrigotti, nel suo articolo del 6 gennaio ne “la Lettura” le cinque pagine memorabili della storia della letteratura sulla Notte sono di: Shakespeare, Novalis, Leopardi, Manzoni e Pessoa.

Shakespeare con Romeo e Giulietta. Con la loro prima e unica notte di nozze mentre la giovane Giulietta cerca di trattenere Romeo che vorrebbe partire per l’esilio imposto.

Novalis scrive un intero poema dedicato alla Notte “Inni alla Notte” che lo riportano a sogni del passato, desiderio di gioventù, arrivando a preferire le ore buie che quelle del giorno.

Giacomo Leopardi è un’altro scrittore  che predilige la Notte, dal quale si ispira, e lo protegge dagli occhi altrui, e dalla sua routine che lo imprigiona sempre di più. Tra le notti la più suggestiva è: ” La sera del dì di festa”.

Alessandro Manzoni con i promessi sposi racconta di due Notti. Una di angoscia, tormentata ed è quella dell’innominato, carceriere di Lucia che di Notte capisce d’improvviso che la sua vita è brutta, triste, tanto da volersi togliere la vita e sperando che il giorno arrivi. L’altra Notte è della fuga di Lucia in barca sul lago di Como, una Notte di speranza, totalmente opposta all’altra.

Pessoa ne “Il libro dell’inquietudine” fa passare al suo alter ego Soares, una Notte senza pace e senza sonno, una delle Notti più ossessive, incapace di portare ristoro e pace, ma anzi amplifica tutti i rumori, come quelle più brutte passate nell’infanzia.

Quali sono le vostre Notti preferite? Quali sono le pagine notturne che preferite? Come le passate? Come le vivete? Le amate o non vedete l’ora che albeggi?

Stavo cercando di rimettermi in pari con la lettura dell inserto domenicale del Corriere della Sera “La Lettura” quando mi imbatto nel numero 60 del 6 gennaio (lo so, sono terribilmente indietro 🙁 ) in un articolo che tratta la serendipità l’articolo è di David Weinberger e tradotto da Maria Sepa.

Non conoscevo questo termine, che sta ad indicare la sensazione di quando si scopre una cosa nuova che non si sta cercando mentre si cerca un altro.

Per esempio quello che successo a me, cercavo un pezzo da potervi riportare, e mi sono imbattuta in questo! Oppure quando si trova un libro lasciato da qualcun’altro sul treno, di fianco al tuo sedile (a proposito a voi è mai capitato?? a me no purtroppo..)

Il pezzo dice che il web minaccia questa sensazione perché esso vuole ampliare la serendipità ma ci imbattiamo in tre ostacoli: “la ricerca personalizzata, le notizie filtrate e le isole culturali. La ricerca personalizzata ordina i risultati in base agli interessi in base alla nostra precedente attività on-line. Le notizie filtrate ci mostrano solo gli argomenti che consideriamo importanti e sopprimono quelli per cui abbiamo mostrato interesse. Le isole culturali non ci fanno conoscere i punti di vista di chi è diverso da noi.”

Siamo sicuri che avere una più ampia scelta, ci permetta di trovare le risposte che realmente cerchiamo, o che ci faccia fare scoperte nuove, entusiasmanti e inaspettate??

“Dobbiamo spingere i nostri

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figli a essere curiosi e a non avere paura delle nuove idee. Dobbiamo far capire che la cultura ci rende più aperti al mondo” come leggere libri aggiungo io.

Come vengono trattati i libri dai media? ma soprattutto in televisione, sia dalla generalista che dai canali tematici. Come vengono inseriti in una tv che urla, s’insulta, che parla di cose di cui nemmeno sa, dove i talent (che pure io guardo) nascono un po come funghi?E se io la sera volessi mettermi sul divano e guardare in tv una trasmissione di libri, per indirizzarmi sulla mia prossima lettura, come devo fare? La risposta più semplice sarebbe: “Vai su internet e leggi le recensioni di altri blogger, fai prima!” Si, potrei farlo ma sarebbe facile e scontato.

Io che posso districarmi nella giornata tra i programmi televisivi, sono più avvantaggiata di chi ha un lavoro fisso e durante la giornata lavora. Ma si può tornare a casa, la sera, magari dopo aver messo a letto i bambini e se si hanno le forze andare sul web e cercare alcuni programmi, vediamo quali sono.

Partiamo dal presupposto che portare i libri in televisione non è facile, come non è facile portare in persone in libreria o nei reparti addetti nei centri commerciali. Ma alcune trasmissioni valide, o che possono essere migliorate ci sono.

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Vi trovate a Torino in zona centro, e non sapete dove fermarvi per un caffè, un cappuccino o uno spuntino?

Nessun problema, in via Cibrario 57/D trovate il Bar Giuliano.

Perché proprio lui? Perché non un bar storico in Piazza Castello? Perché in questo piccolo bar si trova una particolarità: all’entrata si trova uno scaffale in metallo, niente di appariscente, ma il suo contenuto è prezioso: LIBRI!! Eh si, avete capito bene.. che ci fanno libri in un piccolo bar?

La proprietaria, ha avuto un’idea eccezionalmente brillante: scambiarli! Le ho chiesto personalmente come mai questa idea e lei (ovviamente è una donna!! 🙂 ) mi ha detto che tutti in casa abbiamo un libro che non ci piace, che non ci fa piacere tenere nella nostra libreria di casa, quindi ha pensato di portarli al bar e permettere alla gente di prenderli. Se trovi un libro che ti interessa, lo puoi portare via..ma con una piccola condizione: che lasci un tuo libro!

Ebbene si, lasci un libro e ti porti a casa quel libro che tanto ti piace e che magari non trovi!!

La trovo un’idea GENIALE! Un modo pratico e poco dispendioso per avere il libro che ti piace tanto.

Quindi se volete bere un cappuccino e leggere qualche pagina di un libro che vi interessa, questo è il posto giusto!! Ah, non dimenticatevi di portare quel libro che proprio non vi è piaciuto!!

Buona pausa a tutti!!!

 

Eccomi qui per un’altra lista di libri, questa volta secondo Twitter, o meglio secondo i twitteriani. Voi condividete?

 

1. Le notti bianche – Fedor Dostoevskij

2. Cecità – José Saramago

3. 1984 – George Orwell

4. Oceanomare – Alessandro Baricco

5. L’isola di Arturo – Elsa Morante

6. Il giovane Holden – Salinger

7. Il Maestro e Margherita –  Bulgakov

8. Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde

9. Anna Karenina – Tolstoj

10. Il cacciatori di aquiloni – Hosseini

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Tempo fa su Facebook girava una listi che avrebbe redatto la BBc intorno al 2003. Questa lista, pare, sia stata un po rivisitata proprio per il social network. Secondo l’emittente in media una persona avrebbe letto sei libri su cento, io personalmente ne ho letti poco meno di una decina, e nonostante i pochi volumi letti, non mi ritengo una così cattiva lettrice. Si è vero ho ancora tantissimi classici da leggere, alcuni scrittori non mi ispirano.. ma in fondo chi può giudicare i no stri generi letterari? Chi può dire se uno scrittore è meglio di un’altro? Io credo che la lettura sia una cosa soggettiva, l’importante è farlo! Non dico che bisogna leggere 30 libri all’anno, ma anche solo 3,4 ma l’importante è riuscire a farlo, è importante riuscire a ritagliarsi il tempo per un capitolo a sera, anche piccolo.

Qui di seguito la lista che girava qualche tempo fa. Voi che libri togliereste e quali mettereste? Qual è il vostro libro del cuore? Quanti ne avete letti? Divertitevi a giocare un po’….

1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen 

2 Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien

3 Il Profeta – Kahlil Gibran

4 Harry Potter – JK Rowling

5 Se questo è un uomo – Primo Levi

6 La Bibbia

7 Cime Tempestose – Emily Bronte

8 1984 – George Orwell

9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni

10 La Divina Commedia – Dante Alighieri

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Tempo fa navigando nel web, senza ricercare qualcosa di preciso sui libri, mi sono imbattuta in un bellissimo post. Non conosco la persona che lo ha creato, non so se è una scrittrice, o una blogger, o altro.. ma leggendo ciò che aveva scritto mi ha lasciato senza parole e con il classico luccichio negli occhi, come quelli  di una bambina ( che non sono più) che apre il regalo più ambito a Natale.

Cosi ho deciso di condividerlo con voi.. e perché no, spingere qualche ometto a farsi avanti 🙂

 

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge. Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni.Trova una… ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. E’ quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle.

Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poiché la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro.Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice.

E’ semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua.

Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo.Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo.

Deludila. Perchè una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito.Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative.Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight.

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre.

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype.Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali.

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.

O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive”.